Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole


LA RELAZIONE PADRE-FIGLIA NELL'ANORESSIA NERVOSA

Le problematiche connesse ai disturbi del comportamento alimentare, e all’anoressia in particolare, suscitano da tempo l’interesse scientifico internazionale ma sono molto poche le pubblicazioni riguardanti il ruolo paterno, oggetto specifico di questa trattazione.
Diversi contributi sottolineano quanto i padri continuino ad essere per lo più ignorati nella maggior parte delle ricerche sullo sviluppo della psicopatologia nell'età infantile e adolescenziale e, anche se è cresciuto l’interesse per la dimensione paterna nei disturbi alimentari, il padre è comunque visto come una figura che interviene solo in seconda istanza nello sviluppo psicologico del bambino.
In letteratura si è sviluppata una molteplicità di modelli teorici inerenti all'eziologia dell’anoressia mentale. I più accreditati sono la teoria familiare, nei due filoni sistemico-relazionale (Selvini Palazzoli, 1963) e psicosomatico (Minuchin, 1980), la psicologia del Sé (Novelletto, 1991) e il contributo di Hilde Bruch (1973). La maggior parte di queste teorie focalizza l’attenzione sul rapporto con la madre, con i genitori o con l'intero sistema familiare, ma raramente si sofferma ad indagare sulla relazione padre-figlia. Il padre è visto come un elemento del sottosistema genitoriale o di quello coniugale, per lo più affiancato alla madre, con cui a volte sembra confondersi. 

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IL RESPIRO E L'ANIMA: PSICHE ED ENERGIA

Nelle arti orientali, le pratiche sono supportate dalla costante attenzione alla qualità e alla modalità del respiro.
Il respiro, infatti, ha un ruolo importante nell’acquisizione di un corretto modo di sentire e crea comunicazione tra il corpo e la mente. Inoltre, attraverso movimenti precisi e una respirazione consapevole, si arriva ad offrire all’organismo la forza necessaria ad arricchire e rivitalizzare tutte le sue cellule, incluse quelle del sistema nervoso ed ormonale. In tal modo forza, equilibrio del corpo, tranquillità interiore e stabilità diventano il metodo per sostenere una crescita armonica, sia fisica che psichica.
La respirazione in “tre fasi”, tipica delle pratiche Yoga, aumenta il tono addominale, rinfresca la mente e aiuta ad abbassare il baricentro aumentando la stabilità fisica ed emotiva. Alcune analisi dimostrano che chi pratica Yoga assume il 25% di ossigeno in più di quanto si faccia normalmente. L’ossigeno è il nutrimento del tessuto nervoso e delle cellule cerebrali ed è responsabile della creazione di energia.

 

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L'INNOVAZIONE NEL CAMBIAMENTO

 

Le strategie vincenti per le organizzazioni pubbliche e private sono ben diverse da quelle degli anni '50 '60 o '70. Analogamente, le strategie vincenti di oggi sarebbero state probabilmente fallimentari se applicate in quegli stessi anni. Da ciò possiamo evincere che non esiste una strategia organizzativa migliore di un'altra; è lo scenario di riferimento che rende vincente una strategia rispetto ad un'altra.(...)

 

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L'ASSERTIVITA': un approccio alla comunicazione efficace

 

Premesso che non esiste uno ed un solo modo di comunicare in maniera efficace e che l’efficacia è determinata dal contesto, dagli strumenti e dalla peculiarità degli attori del processo comunicativo, possiamo però sottolineare che un modo di impostare la strategia comunicativa su basi di maggiori probabilità di successo è dato dall’assertività. Il concetto di assertività, da alcuni anni ampiamente utilizzato in molti contesti,definisce, in ambito relazionale tra le persone, un atteggiamento improntato certamente non alla passività, non all’aggressività né alla manipolazione: ovvero un atteggiamento basato sul piano di realtà; su un approccio ‘fattuale’ e su dati derivanti dall’evidenza. Su un piano che, nell’analisi transazionale di E. Berne, si direbbe dell’Io adulto.

 

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ATTIVITA' FISICA E BENESSERE NEUROPSICHICO

Mens sana in corpore sano…Già nell’antica Roma veniva posta particolare attenzione alla speculazione intellettiva abbinata ad una buona forma fisica, anche se appare evidente che nel mondo latino i due percorsi erano palesemente separati, ancorché necessari entrambi per un corretto equilibrio psico-fisico.

Tale concezione è stata considerata a lungo un vero e proprio dogma della cultura non solo medica, grazie ancora alla sublimazione operata da quello che il neuroscienziato portoghese Antonio Damasio ha definito, in un suo bellissimo libro edito in Italia da Adelphi, L’errore di Cartesio: la netta divisione tra res cogitans e res extensa ha profondamente influenzato intere generazioni di neurologi, psicologi, psichiatri, ma anche di filosofi e di cultori di materie letterarie, con l’inevitabile conseguenza di identificare in ogni essere umano due entità distinte, non in rapporto tra loro.(...)

 

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