Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole


CONSAPEVOLEZZE
indice/immagini/post_immagini/orizzonti"Puoi portare il cavallo a bere,
ma non lo potrai mai obbligare a farlo.
Se ha deciso così, lascia che scelga di morire di sete".


A volte dimentico questo grande insegnamento di uno dei miei maestri, pensando di riuscire a cambiare il modo di pensare e di vivere di una persona, per il suo bene, forzando l'azione al cambiamento. Purtroppo non è così e, insieme al fallimento, sperimento una sensazione di grande tristezza.

Imparerò, prima o poi.







UN AUGURIO DI AMORE
indice/immagini/post_immagini/fiore  "Questa è la preghiera che ti rivolgo, signore: colpisci,
colpisci alla radice la miseria del mio cuore.
  Dammi la forza di portare con leggerezza le mie gioie
e i miei dolori.
  Dammi la forza di rendere il mio amore fruttuoso
nel servire.
  Dammi la forza di non tradire mai i poveri né piegare
il ginocchio di fronte all'arroganza del potere.
  Dammi la forza di innalzare la mente al di sopra
delle inezie quotidiane.
  E dammi la forza di consegnare la mia forza alla tua
volontà con amore"
.


                               Kabindranath Tagore - Gitanjali


Con l'augurio che tutti noi
possiamo sperimentare la bellezza
di una rinascita quotidiana piena di amore,
per se stessi e per gli altri.

Buona Pasqua





SULL'AMICIZIA
"I veri amici sono quelli che si scambiano reciprocamente
fiducia, sogni, pensieri, virtù, gioie e dolori;
sempre liberi di separarsi, senza mai separarsi".

 Yoel Ben Assayag


         




VIBRAZIONI DI PENSIERO
indice/immagini/post_immagini/Fioridipesco


Vi sono molti modi per far sentire il proprio supporto alle persone in difficoltà, come nel caso degli amici giapponesi. Posso concentrarmi solo sulla  loro sofferenza o fare qualcosa di diverso, che possa produrre effetti in qualche modo positivi. La mia libreria contiene volumi ai quali sono legato affettivamente; inchiostro trasformato in parole che spesso rappresentano per me moltissimo in quanto collegati allo sviluppo di nuove idee,  ai miei sogni, ai miei ricordi. So che riuscirò a far percepire una vibrazione positiva a quelle persone in difficoltà attraverso un passo di un racconto ambientato proprio in quella terra così lontana. Lo scrivo con tutta l’intenzione positiva che sento dentro, come la speranza riposta in un futuro dolce e sereno assai prossimo.

 

“Da tutte e tre le finestre al primo piano della villetta si vedevano le montagne.

Da quelle a oriente sembravano a un tiro di schioppo, basse come colline, pareva che bastasse allungare la mano per toccarle. Erano coperte di pini rossi, e stando seduti davanti alla finestra si aveva l’impressione che la casa si trovasse in mezzo ai boschi.

Quando era venuta ad abitare lì, il paesaggio era tutto bianco e la neve cadeva senza interruzione, una lunga garza che si srotolava senza fine. Al di là della bianca cortina, i tronchi sottili dei pini si confondevano, e tra gli alberi l’oscurità era più densa, con riflessi madreperlacei.

Era uno spettacolo incredibilmente bello. Dimenticando il freddo, appoggiata con i gomiti alla finestra spalancata, Shun-ei rimaneva a contemplarlo a lungo. A forza di guardare, aveva l’impressione che a muoversi non fosse la neve, ma i pini sullo sfondo. I tronchi alti e dritti le parevano gambe di bambine nude e abbronzate dal sole, innumerevoli giovani gambe di ragazzine che corressero a gara in silenzio. Ogni tanto una folata di vento faceva fluttuare la cortina di neve come una vela, e le gambe pestavano il suolo tutte insieme.

I fiocchi di neve le si posavano sulle ciglia e sulla testa appena rasata, restando attaccati come petali di fiori. Sciogliendosi le rotolavano giù per la nuca, e il freddo penetrava sotto la pelle. Durante la giornata Shun-ei, senza rendersene conto, continuava a portare la mano alla testa, e ogni volta provava una stretta al cuore.

Da quelle finestre aveva visto la neve cadere da dicembre a marzo. Era raro che nevicasse la sera, ma il mattino sempre, come un saluto. In quel quartiere a nordovest di Kyoto, perfino quando cominciava ad avvertire l’arrivo di aprile capitava che nelle prime ore della giornata scendesse un leggero nevischio.

Un mattino all’improvviso, Shun-ei si rese conto che erano diversi giorni che non nevicava, il sottobosco si era rinfoltito e sui cespugli secchi, che durante l’inverno erano rimasti avvolti da un alone grigio, erano apparsi innumerevoli germogli, un manto di perle color giada. Era un cambiamento che rinvigoriva e allargava il cuore. Benché avesse già vissuto tanti anni, a Shun-ei sembrava di posare la prima volta gli occhi sui germogli di vita nuova.

In quei giorni svegliandosi apriva subito la finestra per controllarne la crescita. Le gemme verdi si gonfiavano ogni mattina con vigore incredibile, sotto i suoi occhi protendevano le loro cellule nelle quattro direzioni, con l’energia di un’ameba, e alla fine prendevano la forma di dolci giovani foglie. Appena nate, splendevano di un verde tenero e trasparente e fremevano alla più lieve carezza di vento. Al loro tremolio innumerevoli gocce di luce verde giada si sprigionavano tutte insieme.

Quando i rami color cenere dei cespugli  si ricoprirono di foglie nuove, il bosco cominciò a risuonare tutto il giorno del canto degli uccellini.

Dalle due finestre della stanza accanto si vedevano a una certa distanza i monti a nord, e in lontananza, vagamente, la catena occidentale. I monti a nord, al di là della selva di antenne televisive sui tetti delle case della nuova zona residenziale, formavano una parete di un verde denso che dissimulava le sue ondulazioni. La catena a nord ovest invece era un susseguirsi infinito di dolci cime, che sfumavano confondendosi nelle gradazioni dell’indaco, del grigio-azzurro, del viola. A vista d’occhio andavano prendendo tonalità delicate che variavano col movimento del sole e il mutare della direzione del vento. Il colore e la luce del cielo, che erano diversi al mattino, a mezzogiorno e alla sera, posavano luci e ombre sempre diverse, per cui nella stessa giornata lo spettacolo non era mai uguale.

Nel cielo del tramonto, dove restava traccia d’incendio, la catena occidentale su cui si allungava un color indaco scuro affascinava come una stampa appena finita, mentre i monti a nord in ombra, fumanti di pioggia, ricordavano un dipinto medievale a inchiostro di china. E intanto il limpido tempo dell’inazione, come sabbia secca, seppelliva a una rapidità incredibile, indefinitamente, tutto ciò che era intorno a Shun-ei.”


Harumi Setouchi – Il monte Hiei – Neri Pozza Romanzo  





LEADERSHIP & COACHING
indice/immagini/post_immagini/CopertinaLibroGZIn un contesto sociale complesso è improcrastinabile, per un’efficace
azione di guida delle persone, curare e sviluppare competenze
in passato sottovalutate. Il volume presenta temi essenziali per tutti
coloro che attivano comportamenti di gestione e sostegno degli individui.

Saper guidare è l’essenza della leadership; tuttavia le sole abilità
direttive, il più delle volte basate sulle mere competenze tecniche,
non consentono il raggiungimento dei risultati desiderati. Saper
ispirare e motivare le persone (ma anche se stessi) diventa l’imprescindibile
nuova frontiera del gestire. Ispirare vuol dire comprendere,
indirizzare, dare e ricevere feedback costruttivi.
Il testo si contraddistingue
per i rigorosi contenuti scientifici e l’applicazione pragmatica
degli argomenti presentati, con l’ausilio di esempi in grado di
coinvolgere i lettori; vengono forniti strumenti per stimolare i leader,
i coach ed i collaboratori a sviluppare il loro potenziale mediante conoscenze,
consapevolezza e tecniche. In sostanza si mira ad incrementareil sapere, il saper fare ed il saper essere curando in particolare:le risultanze scientifiche più aggiornate; il come gestire i diversi aspetti affrontati e la verifica delle proprie competenze e modalità di azione di fronte ai comportamenti di leadership e di coaching. Il libro può costituire un valido aiuto per tutte quelle persone che vogliono cercare una indicazione per iniziare un percorso di cambiamento personale.



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