Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole


L'ILLUSIONE PIU' GRANDE
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"Di tutte le illusioni, il senso di separazione tra se stessi e gli altri è la forma peggiore, in quanto non fa che creare malessere a entrambe le parti."

Tenzin Gyatso
XIV Dalai Lama







NATALE 2010
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Tra qualche ora la frenesia e i rumori cederanno il passo alla quiete. Momenti dolcissimi nei quali i pensieri riescono a scorrere in modo fluido e per questo maggiormente autentici. Sono attimi nei quali esprimo il mio affetto profondo a tutte le persone a me care, ai miei amici e colleghi, a quanti ho incontrato anche solo una volta. Saluto tutti, in un abbraccio ideale, con una poesia scritta da un autore indiano, Rabindranath Tagore, capace di conversare con Dio come si conversa con un amante, in modo mistico, con una forma appartenente ad ogni luogo e ad ogni tempo.


Tu mi hai fatto infinito, così ti piace.

Ripetutamente vuoti questo fragile vaso,

e sempre lo riempi di nuova vita.

            Hai portato questo piccolo flauto di canna per monti e per valli

e su di esso hai suonato melodie sempre nuove.

            Al tocco immortale delle tue mani il mio piccolo cuore perde gioiosamente i suoi limiti

e dà vita a un canto ineffabile.

            Versi i tuoi doni infiniti in queste mie piccolissime mani. Le ere trascorrono

e tu continui a versare, e ancora c’è spazio per altro.

 

                                                                                       Rabindranath Tagore - Gitanjali



Auguri

di un Sereno Natale

e

un Felicissimo Anno Nuovo

 





AMORE ED EMPATIA
indice/immagini/post_immagini/gandhiNon mi ero mai reso conto prima di guardare questo video, di come, costruire un rapport basato sull'empatia, sia in realtà una manifestazione di amore assoluto. Mi viene anche da pensare, per una stranissima associazione di idee, se dietro i vari "amò" o "tesò", che sento e leggo, ci sia davvero empatia o solo forma. Come per dire che tutto viene troncato e ridotto all'osso, velocizzatto, ridotto a vezzeggiativi meno impegnativi rispetto ai "tesoro" o "amore". Nell'era del cinico relativismo chissà, meglio forse non esporsi troppo e rischiare di manifestare i propri sentimenti?



GUARDA IL VIDEO




MILLE CERTEZZE. NESSUNA CERTEZZA
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  Più passa il tempo, meno riesco a dividere in modo netto ciò che è  giusto da ciò che è sbagliato. A volte basta cambiare semplicemente angolo percettivo e tutto assume una forma diversa. Una guerra può fornirci l'esempio estremo di ciò che sostengo. Due schieramenti, due ideologie, due culture a confronto. "Ogni azione è lecita per chi la compie" si dice nella PNL umanistica, ossia ciascuno di noi sceglie fra le varie opzioni che ha a disposizione, secondo la propria mappa del mondo, tra le varie alternative che si intravedono. Ciascuno difende i propri principi, le proprie idee, il proprio modo di interpretare il mondo. Da molto tempo non giudico i comportamenti, posso essere o non essere d'accordo su determinate azioni, tuttavia mi sforzo di sospendere il giudizio sulle persone. Chi sono io per poterle giudicare senza sentirmi a mia volta in qualche modo colpevole? A volte mi capita di osservare volti a me sconosciuti, spesso assorti, alcune volte sofferenti, tesi, rabbiosi, sempre più rartamente sereni, felici. Immagino la loro vita, la loro casa - quando ne hanno una - il loro ambiente. Mi sforzo di immaginare i loro pensieri, i dialoghi interni, i loro sogni. Cosa sento? Cosa percepisco? Provo un sentimento che credo si avvicini all'empatia, ma anche qui, non ne sono così sicuro. Avanzo nella mia ricerca, con un qualche riferimento i più ma con sempre meno certezze, in perfetto equilbrio dinamico.





CI CONOSCIAMO?
Siamo ignoti a noi medesimi, noi unomini della conoscenza,
noi a noi stessi:è questo un fatto che ha le sue buone ragioni.
Non abbiamo mai cercato noi stessi - come potrebbe mai accadere che ci si possa,
un bel giorno, trovare? [...]
Restiamo necessariamente estranei a noi stessi, non ci comprendiamo,
non possiamo fare a meno di confonderci con altri.
Per noi vale in eterno la frase: "Ognuno è se stesso il più lontano".
                         
                                                                               F. Nietzsche, 1887



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