Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Archivio: April - 2008


LA COERENZA DELL'AMORE

 

“Nel buddismo tibetano c’è una procedura classica di meditazione

per coltivare la compassione, si chiama scambio di sé con gli altri”.

 

 

Dalai Lama – Dharamsala – marzo 2000

 

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24_ore_mondo, data 10.04.2008, orario 10:31

Tibet, il Dalai Lama: ''Il popolo cinese merita le Olimpiadi''

 

Il Dalai Lama ribadisce il suo sostegno alle Olimpiadi di Pechino, mentre la comunita' internazionale resta divisa sull'ipotesi di boicottare la cerimonia di apertura dei Giochi, con il presidente degli Stati Uniti George W. Bush che ha confermato la sua presenza, mentre il premier britannico Gordon Brown ha annunciato che non ci sarà. "Appoggio la Cina come ospite dei Giochi, perche' la Cina il Paese piu' popoloso ed una nazione antica”, ha detto il leader tibetano. 

Il Dalai Lama, parlando durante una conferenza stampa a Tokyo, ha detto che i cinesi “meritano veramente” le Olimpiadi; il popolo le merita “nonostante gli spiacevoli eventi in Tibet, la mia posizione non e' cambiata".

 

 

 





CAMBIARE SENZA PAURA

 

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“Come si fa a trovare una spada?”, continuò. “Dove posso rubarne una? Potrei abbordare qualche cavaliere, anche se monto un ronzino che arranca, e toglierla a forza? Deve pur esserci uno spadaio o un armaiolo che non abbia ancora chiuso bottega in una città come questa”.

Tratto da: The Once and Future King - T.H. White

 

Qualche giorno fa parlavo al telefono con una mia amica alle prese con una scelta in ambito lavorativo per lei drastica. Sta decidendo di andare via, di “ lasciare andare” -  dico io - per avere “due mani libere”, per preservare la sua serenità.
Una serenità spesso barattata con una materialità superflua, che non ci riempie davvero, che non ci dà quel senso che noi cerchiamo e che non dovremmo smettere di cercare. Quando arriviamo a prendere decisioni come questa, ci sentiamo smarriti ed impauriti, e ci chiediamo se per caso stiamo facendo bene, se non abbiamo fatto un salto nel buio, se non abbiamo sbagliato a rinunciare a qualcosa di sicuro e garantito. Sì, ci sentiamo smarriti e impauriti ma allo stesso tempo incredibilmente calmi e sereni. Perché quella decisione l’abbiamo presa in modo coraggioso ma anche
consapevole
.
E la consapevolezza ha in sé una energia luminosa e dolce, capace di calmarci, facendoci vivere con intensità la nostra vera essenza, nel momento presente, e preparandoci ai momenti che ci attendono. E’ un’esperienza
vivificatrice
perché corpo e mente lavorano in modo congiunto, senza farsi travolgere dalle emozioni, bensì accogliendole e guidandole.
L’affanno del nostro vivere quotidiano spesso ci allontana da questa consapevolezza e ci fa vivere sotto il ricatto della paura, ci fa vivere una vita sorda e cieca senza l’ascolto della parte più profonda di noi e senza l’ascolto dell’altro. Così, quando ci guardiamo allo specchio, scorgiamo il nostro volto tirato e stanco, senza quella luminosità che solo la gioia interiore può dare. La preoccupazione del domani che incombe su di noi quasi come una minaccia ci allontana dal godimento del presente, dal vivere la Vita attimo per attimo, dimenticando forse che la Vita che sogniamo è già qui, se solo noi ci ricordassimo di entrare in contatto con noi stessi.
Anche un momento di
cambiamento, piccolo o grande che sia, può essere un momento di crescita, a patto però che le scelte siano scelte consapevoli, ovvero il frutto di un’attenta analisi svolta con grande concentrazione. Perché vuol dire che in quel momento ci stiamo prendendo veramente cura di noi, dicendo a noi stessi “io sono qui e mi sto occupando solo di questa cosa
”.
Concentrazione, quindi, e non fissazione! Concentrazione significa disamina critica, apertura mentale, attivazione del nostro pensiero creativo e, soprattutto, distacco. E’ facile cadere nella fissazione, rimanere focalizzati su ciò che “sarebbe stato se”, o magari sull’opportunità o utilità di una certa nostra azione e sull’incognita della scelta.
Ma se cadiamo in questa trappola, diventa realmente difficile lasciar andare l’utile, il vantaggio immediato, a favore di un cambiamento il cui esito non è dato e che è tutto nelle nostre mani.
Lasciar andare in modo consapevole, invece, vuol dire che intanto abbiamo acceso una miccia, che abbiamo attivato un innesco davvero “utile”: l’innesco del cambiamento di cui avevamo bisogno; e ci prepariamo a riconquistare la luminosità perduta.
Salire la scala della vita richiede tempo, ma ciò ci rende capaci di capire non solamente i momenti belli ma anche quelli di crisi. Grazie a questa capacità ci sarà sempre qualcosa di nuovo che ci aspetta e la Vita aumenterà di intensità.

 

L'immagine: "Paesaggio con farfalle", S. Dalì





4 APRILE, GIORNATA MONDIALE CONTRO LE MINE ANTIPERSONA

 

 

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LE PAROLE PER DIRLO

 

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“C’è un mondo dove nascondo sogni e perché. (…) C’è un mistero attorno a lui che non conosco” (da ‘La mia favola’, vedi post precedente).

Il nascondere è un nascondersi, è un voler sparire. Ma sparire non è morire, è rinviarsi ad un’altra vita, è sospendere quella attuale, è starsene al riparo per un po’, quel tanto che basta per uscire cambiati, diversi.

Ma come si fa a cambiare? E’un mistero, o meglio, sembra un mistero, perché quello che riposa in fondo al nostro cuore alla nostra mente sembra inconoscibile, più grande e più forte di noi, sembra che ci governi - malgrado noi, ed è una forza che ci spaventa e intimorisce ma che ci incuriosisce anche.

Perché quella parte oscura che alleviamo dentro di noi è una forza ancora tutta da scoprire, da imparare a governare, da orientare verso la Vita e non la morte.

Chi è capace di ringraziare ha in sé un forte impulso alla vita, e immagina di nascondersi sì, di sparire sì, ma giusto il tempo di capire come si fa a vivere, come si fa ad accogliere dentro di sé questa grande energia.

Questo nascondersi può tuttavia essere pericoloso, può consumarci, quando questo nascondersi è una frequentazione di abissi, di un abisso che ci risucchia e non ci restituisce più alla superficie, al mondo.

Riaffiorare: è questo l’anelito di un’ anoressica.

Riaffiorare vuol dire infrangere la superficie dell’oceano della propria disperazione risalendo dalle profondità della paura, della mancanza di senso o del sovraccarico di senso, profondità che danno vertigine e panico; riaffiorare vuol dire tornare a respirare assieme al respiro del mondo: un respiro normale, un respiro che è riuscire di nuovo a sentire e a sentirsi; che è iniziare ad amare e ad amarsi, ad apprezzare la varietà della vita, con tutti i suoi colori, a stare di nuovo sopra la superficie.

 





ABITARE SE STESSI
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"Cos'è infatti la poesia se non il linguaggio di una Psiche che cerca forse una Madre, una carezza, un incontro per non finire nell'abbraccio di Persefone o meglio di una morte fredda senza aver prima vissuto il caldo tepore del proprio vivere."

 

Lina Ferrante

 

 

 

 

 

 

PENSIERI DI UN GIORNO QUALSIASI

 

Se dovessi perdermi

cercherei me stessa

per fiumi e monti

senza mai fermarmi

e dopo un lungo cammino

tornerei di nuovo a cercarmi

perché niente è superiore

al nuovo giorno

che nasce

insieme a noi.

 

 

C’E’

 

C’è un mondo

nel mio mondo

largo lungo

grande aperto

dove nascondo sempre

sogni e perché.

Non posso vederlo

né toccarlo

c’è un mistero intorno a lui

che non conosco.

Ma a me basta sapere che c’è

per arrivarci

con la mente

quando in realtà mi tradisce

ed io ho bisogno

di orizzonti sconosciuti

per ricominciare.

A tutto ciò che è

anche se solamente

nell’universo dell’inconscio

io dico grazie

per tante volte

in cui ho ricominciato

servendomi semplicemente

di un mistero.

 

La mia favola

iniziò

in un giorno qualsiasi

di noia

e continua

ancora oggi

nell’emisfero

più buio

del mio creato.

 

Lina Ferrante lavora come psicologa presso il Centro di Fisiopatologia della Nutrizione della ASL di Teramo ed ha raccolto nel libro "La poesia incontra la psicologia" (Mario D'Arcangelo Editore) - di cui "La mia favola" (con prefazione del dott. Paolo De Cristofaro) è un estratto - le poesie scritte dalle ragazze che in questi anni il Centro ha assistito e accompagnato nel loro percorso di consapevolezza e di guarigione.




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