Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: benessere, felicità


UNIVERSI

Il commento di Gemma al mio precedente post mi ha fatto pensare ad uno scritto riportato in un prologo di un libro, letto qualche anno fa. Proprio in quel periodo iniziavo, o meglio ritornavo, a percorrere il sentiero di un viaggio alla ricerca di una completezza vissuta nel cercare di comprendere il significato di ciò che osservo e di ciò che “sento”, scavando il più possibile in profondità. Cerco di non farlo solo a livello mentale, ma di sperimentare attraverso il fare e “fare ora”, accettando i rischi che scaturiscono da tale comportamento.

Non ricordavo però dove fosse quello scritto, allora non avevo ancora l’abitudine di annotarlo sul mio taccuino. Ma ho avuto la riprova che il nostro inconscio è il tramite per chiedere le nostre cose all’Universo. Proprio questa mattina stavo cercando tra i miei libri alcune informazioni ed eccolo apparire, magicamente.

Lo riporto per te “ragazzaccia” e per tutti quelli  che non si scoraggiano nel cercare di progredire nella scoperta di se stessi ponendosi domande a volte “scomode” e che, soprattutto, sanno ascoltare e attribuire un valore alle proprie risposte, qualunque esse siano.

 

NOI SIAMO DA SEMPRE UNA COSA SOLA

 

Proveniamo dall’oceano infinito dell’universo.

Ci siamo manifestati a milioni e miliardi dall’unità infinita.

Ci siamo realizzati come esseri umani in questo tempo e su questo pianeta.

Accarezziamo un sogno che non ha fine e viviamo gli effimeri corsi e ricorsi

                        Che si avvicendano su questa Terra.

La nostra vita è finita, ma il nostro sogno è infinito.

Noi sperimentiamo ininterrottamente il giorno e la notte, salute e malattia, felicità e infelicità, gioia e tristezza, ascesa e caduta;

Tuttavia il nostro sogno non muta, la nostra origine universale è senza fine.

Dividiamo le nostre esperienze mentre siamo su questo pianeta.

Mentre ritorniamo all’universo infinito diciamo:

                        Nell’oceano infinito noi siamo da sempre una cosa sola,

                        Incontriamoci di nuovo mentre ci manifestiamo in

                        Questo mondo relativo.

 

 

Michio Kushi

 Marzo 1978





SERENITA' di Fabrizio Cipollini
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Per trovare la pace interiore, pratica l’autocontrollo; non disperdere le tue energie, ma tienile a freno e dirigile in modo utile

(Swami Kriyananda)

 

 

 

 

 

 

 

Sei tu al comando della tua vita.

Sei tu quello che decide oggi cosa sarai tu domani.

Non devi sminuire il presente, perché il presente è il tetto della casa che hai iniziato a costruire ieri e le fondamenta di quella che finirai domani.

Senza progetto però non puoi costruire niente.

La vita non ti permette di tornare indietro, per questo è necessario ponderare ogni azione.

Serve autocontrollo, ma autocontrollo vuol dire capacità di rispettare il progetto che tu hai di te.

Il tuo autocontrollo non deve però impedirti di agire.

È tramite l’azione che tu puoi divenire quello che hai progettato.

È l’azione che ti permette di evolverti.

Certe volte non ti piaci.

Certe volte sembra che la vita non abbia un posto per te.

Allora agisci per rabbia.

Allora agisci per disperazione.

Così facendo, però, non costruisci niente, e distruggi quello che fino ad adesso hai eretto.

Cosa ti rimane passato il temporale della rabbia ?

Cosa ti rimane dopo l’uragano della disperazione ?

Solo rovine.

Quelle peggiori sono le rovine di te.

Dopo la rabbia e dopo la disperazione devi rimetterti a costruire di nuovo il progetto di te  e scopri che hai perso tempo per tornare al punto di partenza.

Hai agito, ma hai agito prima per distruggere e poi per ricostruire.

Ma non ti sei mosso.

Hai sprecato le tue energie.

Pensaci !!!

Se impari a non seguire la via della rabbia e della disperazione, però avrai capito cosa vuol dire dirigere le tue energie in modo utile.

 

 

Fabrzio Cipollini

(Appunti su una pagina di "I segreti della pace interiore" di Sweami Kriyananda)

 

 





VIBRAZIONI NATURALI

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                                Dipinto di Carla Pierandrei - "I KING e la pittura"

Spesso mi scrivono per chiedere consigli su cosa fare in merito ad una scelta da compiere. “Ho questa confusione” mi dicono, “ da una parte vorrei questo, dall’altra…” Oppure “io so che questa non è la cosa ideale per me, ma…”  E’ questo l’eterno conflitto dell’uomo, tutto proteso alla ricerca della formula magica per la felicità, senza magari considerare ciò che è realmente giusto per se stessi. Tuttavia, per continuare ad evolversi e a progredire nella nostra vita, è indispensabile iniziare a comprendere il significato più profondo delle nostre richieste, valutando, attimo per attimo, quali sono le migliori opzioni che possono condurci al vivere in piena armonia. Se ci fermiamo semplicemente a riflettere su cosa stiamo facendo, si rischia di rifugiarsi in qualcosa che assomiglia ad un semplice “placebo emozionale”, capace di sedare solo temporaneamente la nostra ansia, trascurando le vibrazioni interne naturali, perdendo la sintonia con noi stessi e con chi ci circonda. Se infatti desideriamo ciò che è solo apparentemente giusto per noi, creiamo un conflitto, spesso inconscio, tra bisogni e desideri autentici, con effetti negativi anche sulla nostra salute. Pensiamo all’aumento dei casi cosiddetti “depressivi”, alle crisi di panico, alla strisciante malinconia, alle insicurezze di varia natura. Nella nostra nazione si stima che circa un quarto della popolazione si considera afflitta da una qualche forma depressiva, con una incidenza doppia nelle donne. Ciò è la riprova che i segnali che inviamo attraverso il nostro cervello al nostro corpo, sono talvolta in conflitto con i bisogni realmente avvertiti al nostro interno. E’ come se ci fossero più spinte dentro ciascuno di noi verso due direzioni diverse, una più sana, una totalmente insana e nociva. E’ noto che ogni persona ha delle caratteristiche psicofisiche diverse; c’è chi ad esempio è estroverso, pieno di energia, pronto a cogliere ogni stimolo per sperimentare sensazioni ed emozioni nuove. Qualcun altro è più introverso, lento all’azione, votato alla riflessione estrema, convinto che tutto potrebbe andare meglio. Tuttavia ciascuno è alla ricerca del proprio equilibrio e della propria felicità, nel mutamento costante. Ma se rispetto alle nostre caratteristiche opponiamo ritmi, desideri, aspirazioni, motivazioni, pressioni psicologiche innaturali, non armoniche con noi stessi e con chi ci circonda, ecco che creiamo i presupposti per un processo involutivo e non evolutivo, quale quello a cui tutti noi dovremmo tendere. Per intraprendere la strada della consapevolezza, dovremmo attribuire valore alla Vita, a ciò che si fa e che si è, accogliendo le nostre imperfezioni, coltivando le nostre passioni che alimentano il senso di armonia, rinunciando, se è il caso, a tutto ciò che percepiamo essere incoerente con il nostro percorso di crescita. La naturalità parte da noi e si irradia agli altri e, in questo percorso, scoprire una serenità tale da permetterci di essere sufficientemente sereni dal poter scegliere ciò che è giusto per noi.

 

 





EMOZIONI FUORI CONTROLLO

 

DOMANDA: Sono state fatte obiezioni contro le sue proposte di regolamentazione dell'informazione televisiva. Molti, ad esempio, giudicano paradossale che un liberale come lei affermi la necessità di limitare la libertà di espressione. Che cosa ne pensa?

 

“Perché dovrebbe essere antiliberale o paradossale, per un liberale come me, affermare la necessità di limitare la libertà? Ogni libertà deve essere limitata. Non esiste libertà che non abbia bisogno di essere limitata. Dovunque ci sia libertà la miglior forma di limitazione è quella che risulta dalla responsabilità dell'uomo che agisce: se è un irresponsabile cadrà sotto i colpi della legge. La sua libertà sarà limitata dalla legge, se necessario anche per tutta la durata della sua vita. Certo noi speriamo che una tale necessità sparisca un giorno. E' questo che definisce lo sviluppo della civiltà: aumentare il grado di incivilimento e ridurre la necessità di imprigionare delle persone per tutta la vita. In ciò si vede lo sviluppo di una civiltà. Ma ciò non vuol dire affatto che sia paradossale per un liberale come me affermare che bisogna limitare la libertà di espressione”.

 

 

Karl Popper - Tratto dall'intervista "Televisione e violenza" - Inghilterra, Kenley, 13 aprile 1993

 

 

 

Studi recenti hanno dimostrato, in maniera inequivocabile, il legame esistente tra mente e corpo. Questo in occidente, dato che in oriente tale collegamento è conosciuto e studiato da millenni. In particolare, l’attenzione dei ricercatori di quelle latitudini era posta sulle cause interne della disarmonia, riconducibili a sette emozioni:  gioia, rabbia, ansia, ossessione, tristezza, orrore e paura. Se proviamo una di queste emozioni per un periodo di tempo prolungato, il nostro flusso di energia potrebbe essere compromesso, esponendoci all’insorgere di malattie. Ciò non significa che le emozioni devono essere sottoposte ad un controllo circa l’intensità della loro manifestazione, arrivando a mantenerle all’interno di una soglia di moderazione - pratica peraltro complessa e riservata a poche persone davvero illuminate - . Ciò che realmente conta è che tutte le emozioni sopra descritte siano in un certo equilibrio tra loro. Nell’arco di una settimana, ad esempio, potremmo provare gioia intensa, rabbia, ansia, paura, mentre altre volte non provare nessuno di questi sentimenti in modo intenso. Se però durante la settimana proviamo solo rabbia oppure paura, la nostra salute potrebbe risentirne. Molti di noi in questo periodo avvertono una sensazione di stanchezza profonda, di nervosismo eccessivo, di “calo di energia”. Qualcuno inizia ad assumere integratori alimentari (vitamine, sali minerali, ecc), sperando che il “calo fisiologico” sia da ricondurre al mero affaticamento fisico. In realtà, se osserviamo ciò che accade intorno a noi, ci scopriamo bersagli di negatività e violenza senza limiti, soprattutto attraverso i mass media.  In questo modo viviamo gran parte delle emozioni in modo disarmonico, e con loro ecco che il nostro corpo inizia a reagire in modo consequenziale. Diventare consapevoli di tale meccanismo significa avere a disposizione una possibilità di scelta per non lasciarsi travolgere dal mare di paura, orrore, tristezza, rabbia ed ossessione e, come primo passo, iniziare con il lasciare la televisione spenta più a lungo, e magari leggere i quotidiani partendo dall’ultima pagina…

 





A PROPOSITO DI BENESSERE

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"E' impossibile manipolare lo scheletro o qualsiasi altra struttura fisica

per influire solo su muscoli od organi particolari. Tali parti sono unicamente

concetti della nostra mente cosciente.

Concentrarci su una parte ci permette solo apparentemente di agire su

di essa. L’intero sbiadisce sullo sfondo quando noi focalizziamo solo una

parte, ma l’intero continua comunque ad esistere. Ciò che succede è che

l’intero diventa invisibile alla mente conscia.

Spesso un problema fisico appare in una parte del corpo e si può avere

l’impressione che quella sia l’unica a soffrirne; il problema in realtà

esiste nel corpo come intero".

 

                       Shizuto Masunaga

 

Da alcuni anni la mia ricerca è indirizzata al campo del benessere. Come ogni ricerca, all’inizio vi sono pochissime certezze, qualche assunto di base ed infinite strade da poter percorrere. La mia attenzione è stata inizialmente catturata dal ben-essere di tipo psichico, che scaturisce dal buon uso di una serie di tecniche e di strumenti i quali, partendo dalla conoscenza di sé e da una migliore comprensione degli altri, possono farci sentire “bene”. Tuttavia, con il passare degli anni, con le esperienze professionali e personali, mi sono reso conto che al processo mancavano alcune parti. Provavo una sensazione di incompletezza nel parlare di mente disgiunta dal corpo. Con la spinta motivazionale data dalla curiosità, ho iniziato ad affiancare alla pratica delle arti marziali, studi e sperimentazioni inerenti le discipline bio-naturali, a volte impropriamente chiamate “medicine naturali”. Il tutto nella speranza di trovare una via per il raggiungimento del "benessere globale” della persona e non certo  di cure intese nel senso tradizionale del termine, delle quali si occupa la medicina tradizionale detta anche “ allopatica”. Lentamente si è fatta strada in me la consapevolezza che il nostro stato psicofisico è in realtà influenzato dai nostri sensi, dai nostri stati mentali, dalle emozioni, dalle sostanze che immettiamo al nostro interno, ma anche da come alleniamo il nostro corpo e la nostra mente. Se pensiamo, ad esempio, che  uno stato di gioia produce endorfine che stimolano il nostro sistema immunitario, mentre quando siamo ansiosi  o stressati cortisolo - oppure adrenalina se siamo spaventati -, comprendiamo come, pratiche legate allo sviluppo dell’elasticità corporea, della capacità di autoriflessione, o la capacità di arrivare a scegliere gli alimenti più corretti per il nostro corpo, possono condurre ciascuno di noi a sperimentare un reale e totale stato di benessere. Tuttavia di giorno in giorno,con il progredire delle mie ricerche, divento sempre più consapevole di quanto sia difficile operare cercando di fare chiarezza in ambiti di grande complessità come quelli che mi appassionano. Ciò che continua a spronarmi nel continuare a percorrere questa via è la convinzione che quando la mente è naturalmente serena, e il corpo funziona all’unisono con essa, tutto è possibile e nulla ci è precluso.

 




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