Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: riflessioni


ISTANTI

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Un anno fa nasceva “il nostro spazio”. Da quel giorno ho incontrato vecchi e nuovi amici con i quali ho condiviso tanti piccoli istanti di vita.

Scorrendo i vecchi post, riconosco le mie piccole e grandi accelerazioni, i progressi e le involuzioni, la semplicità e la tortuosità di alcuni concetti, le evidenze e le ambiguità insite in un percorso in continua costante trasformazione. Alcuni amici hanno dato il loro contributo diretto alla crescita di questo spazio, attraverso commenti, interventi sul forum, suggerimenti ed incoraggiamenti. Molti altri hanno preferito rimanere ascoltatori silenziosi, ma non per questo meno importanti.

Festeggiamo insieme questo nostro “anniversario” con un post di un amico che tutti voi conoscete, augurandoci che questo nuovo anno da trascorrere insieme possa essere “dinamicamente in evoluzione”.

 

Grazie a tutti voi!

 

 

Amici si nasce, non si diventa.

(Henry Adams)

 

La canicola estiva sembra melassa ed anche lo scorrere del tempo pare rallentato da essa.

È il tipico pigro e soleggiato pomeriggio di una estate che è tardata ad arrivare, ma si è fatta subito notare per la sua calura.

Steso sul letto, cerco di prendere sonno ed, aspettando la visita di un Morfeo accaldato e sudaticcio, leggo distrattamente qualche articolo su una rivista.

Improvvisamente lo squillo del telefonino rompe la lentezza, quasi esasperante, di questo primo pomeriggio di prima estate.

Il numero è in memoria, ma vedere quel nome scritto sopra lo schermo è davvero una sorpresa.

Da quanto tempo questo mio amico non mi chiamava, eppure, nonostante l'attuale scarsa frequentazione, quante ne abbiamo fatte e quante ne abbiamo passate.

Ciò che mi dice mi riempie davvero di gioia.

È l'invito a vedere insieme la partita a casa sua insieme ad altri amici in comune.

Una doppia gioia inaspettata.

Non solo mi rincontrerò con un caro amico di scuola, ma anche con altri con cui ho condiviso l'avventura scolastica ed universitaria.

È bello, e fa bene all'anima, sapere che, nonostante il lavoro, la famiglia, il matrimonio e le altre vicissitudini della vita, il nostro legame, seppur tenue, non riesca a spezzarsi.

Anzi, ogni tanto ci attira a sé, come le falene alle fonti di luce durante l'estate.

Arrivo puntualissimo al luogo dell'appuntamento, e non è una cosa che sempre mi riesce, e trovo tutti pronti ed ai posti di "combattimento".

Iniziamo così a raccontarci le nostre vite, in modo che nessuno possa rimanere indietro, mischiandole con prese in giro, qualche parolaccia, spezzoni di partita, mezze maniche e birra.

Non posso fare a meno di ripensare a quando eravamo più giovani e, credevamo di essere, più spensierati-

Siamo sempre gli stessi, forse per questo che la nostra amicizia non si rompe nonostante i lunghi periodi in cui non ci si sente.

Le emozioni, i ricordi, le proposte ed i racconti ci accompagnano fino a tarda sera.

Tutti sentiamo un po' di dispiacere nel dirci addio, ma abbiamo anche la consapevolezza che, presto o tardi, i fili della nostra vita torneranno ad intrecciarsi.

È bello sapere che accadrà ed ancora più bello non sapere quando.

 

Fabrizio Cipollini





UMANA DIREZIONE

 

“Nei caroselli della menzogna

Il cavallo rosso del tuo sorriso

Gira

Dritto ben piantato eccomi qua

Con la triste frusta della realtà

E non ho nulla da dire

Il tuo sorriso è tanto vero

Quanto le mie quattro verità.”

 

Il cavallo rosso – Jacques Prévert

 

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Sarà per l’abitudine alla confusione, all’orgia di parole che ci bombardano in ogni secondo, sarà per i continui attacchi dei nostri pensieri (preoccupazioni, congetture, giudizi) che oramai ci assalgono saturando ogni nostro spazio e impedendoci di  assaporare il senso delle nostre azioni. Sarà.

Intanto la frenesia ci sommerge e ci governa, le nostre azioni sono sempre più improntate all’impulsività, un’impulsività che produce un agire cieco e disordinato. Corriamo in senso fisico e rincorriamo i nostri obiettivi, che si modificano di giorno in giorno di ora in ora forse perché sono un riflesso della nostra confusione e della frenesia di arrivare da una qualche parte e di arrivare in tempo, o addirittura prima, prima di qualcun altro.

I gesti sono sempre più automatici, e noi ci facciamo condurre da loro così come dalle nostre abitudini in generale, che spesso non sono una semplice e sana forma di economia ma un modo di non sentire e non sentirci, di compensare la fatica che faremmo a metterci in ascolto di noi stessi.

Ogni informazione ogni stimolo che ci proviene dall’ambiente esterno viene soprascritto a quello precedente così che nulla rimane davvero. A parte un po’di angoscia, se tutto va bene.   

Ci troviamo così a muoverci continuamente ma… verso quale direzione?

Non certo verso una dimensione umana, nel senso più ampio di questo termine.

Eppure oggi si parla molto di umanità ma ho il sospetto che più se ne parla, più ci si allontana dal vero significato che questa parola contiene.

Anche le scienze umanistiche, che cercano di dare di questa parola una definizione più puntuale, finiscono con il concentrarsi per lo più sull’aspetto metafisico del termine, rinunciando a spiegare la “natura” dell’umanità e trincerandosi dietro l’assunto che l’uomo è un essere irrazionale. In realtà, la struttura del cervello umano è la stessa per tutti gli uomini, a prescindere da razza, colore, sesso o altre caratteristiche e, a ben riflettere, nei nostri cromosomi è ancora celato il dono straordinario dell’umanità che ci ha permesso di realizzare ciò che altre specie non sono state in grado di fare evolvendo: la civiltà della terra.

Proprio in questo momento storico, nel quale il caos sembra riuscire a prevalere sulla quiete umana, bisogna raccogliere le proprie forze e indirizzare il proprio pensiero verso la riscoperta autentica del senso di umanità. E, per iniziare, potrebbe essere di grande utilità creare dei piccoli spazi, anche di pochi secondi, tra un’occupazione ed un’altra, tra un pensiero ed un altro, tra una sensazione e l’altra; piccoli spazi nei quali semplicemente “sentire” il momento presente, senza giudicare, lasciandoci cullare da un respiro diverso, quieto e profondo, finalmente ritrovato in quel breve momento di “vuoto” temporale.

 

 

 





PENSIERI ED EMOZIONI

 

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Nel momento in cui rifletto sui colori, costruisco concetti e formulo frasi, la loro atmosfera si dissolve e nelle mie mani rimane solo il loro corpo.

Johannes Itten

 

Eccomi qui, dopo qualche giorno di silenzio. Avevo bisogno di recuperare i miei tempi, di riacciuffare il ritmo dei miei respiri e, con loro, le mie emozioni.  Torno da un posto nuovo, che ho sentito da subito mio, con la sua storia e natura prorompente: una realtà nuova da interpretare e vivere attraverso colori, suoni, luci e atmosfere senza tempo. Amo interpretare la realtà assaporandola attraverso i sensi, amo fissarla dentro di me in modo indelebile, anche attraverso le immagini della mia reflex. E' proprio attraverso le immagini che si comprende come una persona percepisce il mondo che la circonda e come si emoziona. Infatti, come già ampiamente dimostrato dagli studi sulla percezione, la realtà è tutt'altro che oggettiva.
Ce ne accorgiamo guardando le immagini, ci accorgiamo che occhi diversi percepiscono la “stessa” realtà in modo diverso. Un esempio tangibile sono le foto: il prodotto di tanti sguardi, di tante soggettive su una realtà apparentemente oggettiva,  quando invece di oggettivo rimane solo l’istante dello scatto.
La differenza risiede probabilmente nell'intensità del sentire e nel differente processare con i sensi i colori, i suoni, i profumi, i sapori.
Ogni sguardo ha la sua emozione. E le emozioni sono a volte positive, e allora ci entusiasmiamo, altre volte negative, e allora vengono scacciate, desolatamente confinate in una parte difficilmente accessibile della nostra mente. Ma le emozioni non sono cose 'cattive', sono necessarie alla nostra evoluzione, rendono la nostra vita unica, sono stimoli alla conoscenza interiore e forniscono informazioni su dove siamo e su dove sarebbe bene andare. Conoscere le nostre emozioni è alla base del nostro sviluppo consapevole. Per questo dovremmo essere accorti nell’ascoltare il modo in cui si manifestano - attraverso il nostro corpo, ad esempio!.  Che sia gioia, tristezza o rabbia è bene fermarsi a capire da dove quell’emozione arriva e cosa ci sta comunicando: questa è consapevolezza, questa è comprensione profonda delle nostre esperienze, questa è la base da cui partire per evolversi.

 

Foto di Graziana Pavone

 





SOLO UN VIAGGIO

 

 

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Giacomo Balla, "L'auto è già passata", 1913.

 

Il rumore monocorde e ovattato del motore accompagna i miei pensieri che fluiscono senza sosta. Una buca più profonda delle altre ed un sobbalzo. La strada si inerpica tra le montagne ancora parzialmente innevate, rendendo evidenti i contorni dei canaloni che tra poco diventeranno macchie scure. Davanti a me alcuni tir avanzano lentamente, ancora carichi di una potenza difficilmente arginabile, intenti a divorare un nastro di asfalto semilucido.
Intanto il cd da poco inserito scandisce ritmi e voci di brani ricchi di potenza e di grazia. La musica fila assieme a pensieri e immagini e respiri profondi e intensi mentre lascio il mare alle mie spalle  e  mi addentro tra le montagne imponenti.
Davanti a me una curva, ed io mi piego, mentre il sedile mi trattiene come in un caldo abbraccio.
Ma ecco che un’auto sopraggiunge a forte velocità e intende sorpassarmi in un punto impossibile.
Decelero, faccio passare, con il rumore del suo motore che copre il mio. Un attimo e riesce ad inserirsi mentre un tir sbuca inaspettatamente da dietro una seconda curva. Nell’abitacolo dell’auto a pochi metri dalla mia, un uomo gesticola animatamente; alla sua destra, una figura esile di donna, che fissa immobile la strada: sarà preoccupata annoiata o magari rassegnata?
Altra scalata, altro sorpasso e via, in un’inarrestabile frenesia. Di consumare strada e asfalto, di arrivare di arrivare, il prima possibile, prima di tutti.
Il guidatore davanti a me è lanciato in una corsa insensata, chiuso nel suo rassicurante abitacolo, incurante di chi gli sta accanto, pronto ad inalberarsi per chissà quale motivo – vedo i suoi gesti scalmanati – pronto a placarsi quando incolla il telefonino all’orecchio e accelera.
Poco più avanti incontro una piazzola, mi fermo. Faccio qualche passo all’aria aperta, annuso i profumi del verde altipiano, guardo le nuvole soffici e  veloci che lambiscono le cime. Socchiudo gli occhi, respiro. Riconosco l’odore di terra e di erba bagnata, e il profumo pungente dei fiori. Ascolto il mio respiro, prendo il mio tempo, trovo il mio ritmo. Sorrido. E pensare che fino a qualche tempo fa sarebbe stato solo un viaggio, un viaggio come tanti.

Muse - Starlight
(ascolta)

 





VIVERE BENE?

 

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 “Una strada con un cuore è facile...
Un guerriero non deve sforzarsi per trovarla gradevole,
essa rende il viaggio felice e finché un uomo la segue
è una cosa sola con essa.”

Carlos Castaneda

 

 

Uno rientra in casa, stanco, dà un’occhiata distratta all’ambiente, un saluto fugace a qualcuno. Una doccia e poi a tavola, a scambiare frasi di circostanza e indifferenza.
Intanto un televisore vomita le solite notizie, in un silenzio denso di energia appassita.
Un silenzio abitato da piatti bicchieri e posate. Che ci servono un pasto al di sopra delle nostre necessità, da divorare nervosamente.
E poi si va a letto, e arriva il primo sonno, apparentemente ristoratore, invocato per azzerare pensieri e preoccupazioni, per digerire pezzi di vita trangugiati in fretta.
Insomma, una giornata come tante, la giornata di tanti, troppi individui.
Ognuno di noi si può riconoscere in questo epilogo che da solo esprime il senso stesso della giornata appena trascorsa. E di tante giornate come questa.
Mi viene da pensare che abbiamo completamente dimenticato l’essenza stessa della saggezza insita nei cromosomi della nostra civiltà.
Una saggezza che andrebbe riscoperta e fatta vivere, in quanto unica strada al benessere, al vivere bene, che pure tanto agogniamo ma che sentiamo sempre troppo lontano, lontano e indecifrabile.
Io credo che il vivere bene passi principalmente attraverso la ricerca dell’equilibrio mente-corpo e dell’equilibrio tra noi e gli altri, fino ad arrivare alla consapevolezza di come vi sia felicità autentica quando il bene proprio incontra e si integra con la medesima sensazione dell’altro.
La Vita, per essere vissuta ed assaporata appieno, richiede dinamismo, creatività, interesse, ottimismo ed una immensa fiducia in se stessi e negli altri. Le organizzazioni, come le città, fino alle strutture sociali più piccole come la famiglia, sono oramai ancorate a modelli statici basati su una pigrizia mentale senza precedenti.
Per non parlare delle nuove generazioni e del loro bisogno di identità e spiritualità al quale le generazioni precedenti non sono riuscite a dare indirizzo né risposta. E intanto il nichilismo avanza e si rinuncia ad ingaggiare la propria personalissima lotta con il “senso” e la sua ricerca, e intanto si narcotizzano le emozioni, fino a disconoscerle.
Non c’è da meravigliarsi se anche la società italiana comincia a dare segni di decadenza e di ingiustificata rinuncia a “mettersi in gioco” in modo totale e radicale. Bisognerebbe cambiare, sì, cambiare per non subire la “razionalità” spesso disumana di un sistema globalizzato, in cui impera lo scambio delle merci e l’incitamento al consumo materiale, e in cui viene mortificato lo slancio critico e creativo, la possibilità di “pensare”, almeno pensare, un’alternativa. Un sistema che rischia di soppiantare identità culturali colme di antiche genialità; un sistema che rischia di soppiantarci.
Il mondo sta cambiando? Be’, è talmente ovvio da trovarmi imbarazzato nel doverlo ribadire. Ma come sta cambiando? E come ci sta cambiando?
Non sarà forse arrivato il momento per noi di provare ad immaginare epiloghi diversi? Di provare a cambiare i nostri scenari, sostituendo i soliti gesti, i soliti discorsi, i soliti spazi, con un vivere nuovo, attraverso il quale affermare la nostra diversità e la nostra potenza?

 

L'immagine: S. Dalì, "Necrophiliac Springtime"




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