Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: riflessioni


VIBRAZIONI DI PENSIERO
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Vi sono molti modi per far sentire il proprio supporto alle persone in difficoltà, come nel caso degli amici giapponesi. Posso concentrarmi solo sulla  loro sofferenza o fare qualcosa di diverso, che possa produrre effetti in qualche modo positivi. La mia libreria contiene volumi ai quali sono legato affettivamente; inchiostro trasformato in parole che spesso rappresentano per me moltissimo in quanto collegati allo sviluppo di nuove idee,  ai miei sogni, ai miei ricordi. So che riuscirò a far percepire una vibrazione positiva a quelle persone in difficoltà attraverso un passo di un racconto ambientato proprio in quella terra così lontana. Lo scrivo con tutta l’intenzione positiva che sento dentro, come la speranza riposta in un futuro dolce e sereno assai prossimo.

 

“Da tutte e tre le finestre al primo piano della villetta si vedevano le montagne.

Da quelle a oriente sembravano a un tiro di schioppo, basse come colline, pareva che bastasse allungare la mano per toccarle. Erano coperte di pini rossi, e stando seduti davanti alla finestra si aveva l’impressione che la casa si trovasse in mezzo ai boschi.

Quando era venuta ad abitare lì, il paesaggio era tutto bianco e la neve cadeva senza interruzione, una lunga garza che si srotolava senza fine. Al di là della bianca cortina, i tronchi sottili dei pini si confondevano, e tra gli alberi l’oscurità era più densa, con riflessi madreperlacei.

Era uno spettacolo incredibilmente bello. Dimenticando il freddo, appoggiata con i gomiti alla finestra spalancata, Shun-ei rimaneva a contemplarlo a lungo. A forza di guardare, aveva l’impressione che a muoversi non fosse la neve, ma i pini sullo sfondo. I tronchi alti e dritti le parevano gambe di bambine nude e abbronzate dal sole, innumerevoli giovani gambe di ragazzine che corressero a gara in silenzio. Ogni tanto una folata di vento faceva fluttuare la cortina di neve come una vela, e le gambe pestavano il suolo tutte insieme.

I fiocchi di neve le si posavano sulle ciglia e sulla testa appena rasata, restando attaccati come petali di fiori. Sciogliendosi le rotolavano giù per la nuca, e il freddo penetrava sotto la pelle. Durante la giornata Shun-ei, senza rendersene conto, continuava a portare la mano alla testa, e ogni volta provava una stretta al cuore.

Da quelle finestre aveva visto la neve cadere da dicembre a marzo. Era raro che nevicasse la sera, ma il mattino sempre, come un saluto. In quel quartiere a nordovest di Kyoto, perfino quando cominciava ad avvertire l’arrivo di aprile capitava che nelle prime ore della giornata scendesse un leggero nevischio.

Un mattino all’improvviso, Shun-ei si rese conto che erano diversi giorni che non nevicava, il sottobosco si era rinfoltito e sui cespugli secchi, che durante l’inverno erano rimasti avvolti da un alone grigio, erano apparsi innumerevoli germogli, un manto di perle color giada. Era un cambiamento che rinvigoriva e allargava il cuore. Benché avesse già vissuto tanti anni, a Shun-ei sembrava di posare la prima volta gli occhi sui germogli di vita nuova.

In quei giorni svegliandosi apriva subito la finestra per controllarne la crescita. Le gemme verdi si gonfiavano ogni mattina con vigore incredibile, sotto i suoi occhi protendevano le loro cellule nelle quattro direzioni, con l’energia di un’ameba, e alla fine prendevano la forma di dolci giovani foglie. Appena nate, splendevano di un verde tenero e trasparente e fremevano alla più lieve carezza di vento. Al loro tremolio innumerevoli gocce di luce verde giada si sprigionavano tutte insieme.

Quando i rami color cenere dei cespugli  si ricoprirono di foglie nuove, il bosco cominciò a risuonare tutto il giorno del canto degli uccellini.

Dalle due finestre della stanza accanto si vedevano a una certa distanza i monti a nord, e in lontananza, vagamente, la catena occidentale. I monti a nord, al di là della selva di antenne televisive sui tetti delle case della nuova zona residenziale, formavano una parete di un verde denso che dissimulava le sue ondulazioni. La catena a nord ovest invece era un susseguirsi infinito di dolci cime, che sfumavano confondendosi nelle gradazioni dell’indaco, del grigio-azzurro, del viola. A vista d’occhio andavano prendendo tonalità delicate che variavano col movimento del sole e il mutare della direzione del vento. Il colore e la luce del cielo, che erano diversi al mattino, a mezzogiorno e alla sera, posavano luci e ombre sempre diverse, per cui nella stessa giornata lo spettacolo non era mai uguale.

Nel cielo del tramonto, dove restava traccia d’incendio, la catena occidentale su cui si allungava un color indaco scuro affascinava come una stampa appena finita, mentre i monti a nord in ombra, fumanti di pioggia, ricordavano un dipinto medievale a inchiostro di china. E intanto il limpido tempo dell’inazione, come sabbia secca, seppelliva a una rapidità incredibile, indefinitamente, tutto ciò che era intorno a Shun-ei.”


Harumi Setouchi – Il monte Hiei – Neri Pozza Romanzo  





AMORE ED EMPATIA
indice/immagini/post_immagini/gandhiNon mi ero mai reso conto prima di guardare questo video, di come, costruire un rapport basato sull'empatia, sia in realtà una manifestazione di amore assoluto. Mi viene anche da pensare, per una stranissima associazione di idee, se dietro i vari "amò" o "tesò", che sento e leggo, ci sia davvero empatia o solo forma. Come per dire che tutto viene troncato e ridotto all'osso, velocizzatto, ridotto a vezzeggiativi meno impegnativi rispetto ai "tesoro" o "amore". Nell'era del cinico relativismo chissà, meglio forse non esporsi troppo e rischiare di manifestare i propri sentimenti?



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MILLE CERTEZZE. NESSUNA CERTEZZA
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  Più passa il tempo, meno riesco a dividere in modo netto ciò che è  giusto da ciò che è sbagliato. A volte basta cambiare semplicemente angolo percettivo e tutto assume una forma diversa. Una guerra può fornirci l'esempio estremo di ciò che sostengo. Due schieramenti, due ideologie, due culture a confronto. "Ogni azione è lecita per chi la compie" si dice nella PNL umanistica, ossia ciascuno di noi sceglie fra le varie opzioni che ha a disposizione, secondo la propria mappa del mondo, tra le varie alternative che si intravedono. Ciascuno difende i propri principi, le proprie idee, il proprio modo di interpretare il mondo. Da molto tempo non giudico i comportamenti, posso essere o non essere d'accordo su determinate azioni, tuttavia mi sforzo di sospendere il giudizio sulle persone. Chi sono io per poterle giudicare senza sentirmi a mia volta in qualche modo colpevole? A volte mi capita di osservare volti a me sconosciuti, spesso assorti, alcune volte sofferenti, tesi, rabbiosi, sempre più rartamente sereni, felici. Immagino la loro vita, la loro casa - quando ne hanno una - il loro ambiente. Mi sforzo di immaginare i loro pensieri, i dialoghi interni, i loro sogni. Cosa sento? Cosa percepisco? Provo un sentimento che credo si avvicini all'empatia, ma anche qui, non ne sono così sicuro. Avanzo nella mia ricerca, con un qualche riferimento i più ma con sempre meno certezze, in perfetto equilbrio dinamico.





EQUINOZI E SOLSTIZI

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Scoprire dentro si sé qualcosa di nuovo e nel nuovo, qualcosa di conosciuto. Questo mi comunica il passaggio da una stagione all’altra. Lo percepisco con una forza prorompente che cattura i miei pensieri e li conduce ora avanti, ora indietro nel tempo. Mi soffermo a pensare e mi accorgo che, così come nella Vita, da qualcosa che finisce inizia qualcos’altro, spesso più importante del precedente.  Può essere un pensiero, un’amicizia, una relazione, un’attività, un hobby, uno sport, un’abitudine, ogni cosa. Non è necessariamente detto che ci sia un cambiamento profondo, può essere la medesima relazione o il medesimo hobby i quali, per una semplice modifica della sequenza di pensiero o per un’esperienza maturata, diventano “semplicemente” una cosa diversa. Stagioni che passano. A ben guardare anche l’alternarsi del giorno e della notte, il buio e la luce, trasmettono una sensazione simile. E caldo e il freddo? L’odio e l’amore? La pace e la guerra?Il punto principale, ancora una volta, è che per comprendere bisogna essere pronti a lasciare andare “il vecchio” e avere la forza di vedere nel nuovo che nasce una nuova opportunità.E’ Vita, nulla di più e nulla di meno. Una meravigliosa alternanza dello yin e dello yang.





LE MILLE FACCE DELL'AMORE
L'amore ha mille sfaccettature, si sa. Non esiste un solo amore, e nessuno è mai uguale all'altro. A volte si trasformano, si evolvono, raramente finiscono completamente. Tuttavia, se è stato amore autentico, rimane dentro di noi e, in un qualche momento della vita, riaffiora dolcemente o prepotentemente, per una frazione di secondo, per un giorno, per un mese. Il segreto risiede nella immensa capacità che tutti noi abbiamo di amare e che ci è stata donata con... Amore.

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