Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: riflessioni


CONSIGLI INUTILI
indice/immagini/post_immagini/ReneMagritte

Ricevo molte e mail nelle quali mi si chiede qualche consiglio sulla gestione di storie d’amore più o meno vive, oppure su comportamenti da adottare (o da evitare) nei confronti del proprio partner.

Come dico spesso, non sono bravo a dare consigli, avendo maturato la convinzione che quando qualcuno chiede suggerimenti, con tutta probabilità, ha già deciso cosa fare.

L’amore è un sentimento meravigliosamente unico, ricco di infinite sfaccettature. Ognuno ha conosciuto il “suo” amore; ognuno sa, o crede di sapere, cosa si aspetta dall’altro, o meglio, cosa vorrebbe. Purtroppo sogni e realtà spesso non collimano totalmente; le differenze a volte si palesano velocemente, altre volte nel corso del tempo, come un numero infinite di gocce che si accumulano inesorabilmente in un recipiente, giorno dopo giorno. In aggiunta il contenitore, non appena lo si agita, diventa torbido tanto da impedirci di vedere oltre. Accade così che più ci agitiamo, più ciò che vediamo diventa confuso, indecifrabile.

L’unica via che ci rimane da seguire, è quella di far sedimentare quanto è in sospensione, in modo da poter osservare con la necessaria serenità ciò che realmente accade all’interno del recipiente stesso. Trascorso qualche tempo le domande che ci poniamo potranno avere risposte sincere, utili a comprendere qual è il comportamento migliore da adottare, soprattutto per se stessi. Attenzione però. Amare davvero è difficile, mentre è facile cadere nella tentazione di percorrere strade all'apparenza lineari,  il più delle volte improntate alla rinuncia immediata di ciò che si sta vivendo, magari per comodità o per paura di soffrire.

 

Dipinto di René Magritte - Amanti 1928





QUELLO CHE NUTRI di Fabrizio Cipollini

indice/immagini/post_immagini/PostCipollini1

 

Un anziano Apache stava insegnando la vita ai suoi nipotini.
Egli disse loro:

“Dentro di me infuria una lotta, è una lotta terribile fra due lupi.
Un lupo rappresenta la paura, la rabbia, l’invidia, il dolore, il rimorso, l’avidità, l’arroganza,
l’autocommiserazione, il senso di colpa, il rancore, il senso d’inferiorità, il mentire,
la vanagloria, la rivalità, il senso di superiorità e l’egoismo.

L’altro lupo rappresenta la gioia, la pace, l’amore, la speranza, il condividere,
la serenità, l’umiltà, la gentilezza, l’amicizia, la compassione, la generosità, la sincerità e la fiducia.
La stessa lotta si sta svolgendo dentro di voi e anche dentro ogni altra persona.”

I nipoti rifletterono su queste parole per un po’ e poi uno di essi chiese:
“Quale dei due vincerà?”

L’anziano rispose semplicemente:
“Quello che nutri.”

-----------------------------------------------

Ho subito amato questa storia apache per la sua semplicità e per la sua magia.  Semplicità non vuol dire facilità e magia non vuol dire esoterismo.

Tutti noi possiamo sentire i morsi , le unghie ed i latrati di questi due lupi dentro la nostra anima, dentro la tempesta delle nostre anime quando il vento freddo della vita decide di abbattersi per abbatterci.

Tutti noi abbiamo vissuto, viviamo e vivremo questa lotta infinita ed atavica tra queste due bestie.

Tutti noi, a bocce ferme, sappiamo quale dei due lupi nutrire. Eppure nel pieno dei nostri inverni compiamo la scelta sbagliata.

Possiamo fare la scelta sbagliata perché accecati dall’odio, dalla rabbia e dall’invidia.

Possiamo fare la scelta giusta perché illuminati dalla gioia o dall’amore 

Perché alla fine è tutta una questione di scelta ed è rimessa a noi.

Perché noi siamo quei due lupi.

Dobbiamo accettarci per quello che siamo, perché se siamo nel buio sappiamo che possiamo portare la luce, perché se siamo nella luce, siamo consapevoli che una parte di buio brillerà con essa.

Di una sola cosa possiamo esserne certi: non saremo mai completamente al buio, non potremo mai essere completamente alla luce.

È la benedizione (e la maledizione) di essere uomo e di poter scegliere. 

 

 

 

 





CONVINZIONI

indice/immagini/post_immagini/zen

"In un tempio giapponese per l'addestramento dei monaci, alcuni misero in dubbio la validità dell'ordinazione di un discepolo. Dicevano che non era valida perché, prima del suo arrivo in Giappone, non era stata celebrata la cerimonia tradizionale, non era andato in giro per la questua, non si era rasato la testa e non aveva ricevuto l'abito.

"Allora, sono o non sono un monaco? ", chiese a Suzuki.

"Le cose sono come le pensiamo", rispose Suzuki. "Se pensi di essere un monaco, sei un monaco. Se non lo pensi, non lo sei".

 

 Tratto da: "Lo zen è qui" - Incontri con Shunryu Suzuki-Roschi - Astrolabio





LA COMUNICAZIONE

In uno spot di 20 secondi un piccolo trattato di comunicazione interpersonale.

Divertente e sempre... attuale!!!

 

 "PUPE E PUPAZZI" GUARDA LO SPOT

 





SILENZIO
indice/immagini/post_immagini/Silenzio

C’è troppo rumore.

Non parlo dell’inquinamento acustico, ma di quella interminabile sequenza di informazioni  martellanti e comportamenti umani, spesso privi di ogni significato, che ci circondano. Aggressioni verbali e comportamentali per strada, nei negozi, all’uscita di scuola, nelle assemblee condominiali, in banca, in fila alle poste, in coda nel traffico, al distributore,  durante le riunioni di lavoro, nei talk show,  tra “amici”, nelle “plasticose” pagine dei social network.

Assordante frastuono.

Forse è per questo che l’ascolto è diventato impossibile. Non parlo del sentire, ma dell’ascoltare in modo attivo, della comprensione profonda che deriva dalla possibilità di dedicare del tempo, non importa quanto, per poter entrare nell’altro e stare al passo con l’altro.

Perché non darci questa possibilità? Potremmo cominciare con qualche minuto al giorno, magari stando in silenzio per sentire cosa si muove dentro di noi, per darci la possibilità concreta di sentirci davvero vivi.

Cosa costa provare?




Pag. 5 di 55 - Risultati: 272
« Precedente - 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - Successiva » - Ultima »»
Leggi tutti »

Indice del forum »
Allegro ma non troppo
La Prima Legge Fondamentale della stupidità umana asserisce senza ambiguità di sorta che:
Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione.

Carlo M. Cipolla (il Mulino)
Tutti i libri »

> American Journal of Psychology
> American Journal of Sociology
> Choice
> Coach Federation
> Coachville
> IAC
> Mente e Cervello

> FIDAS
> Briciole di pane - il sito

> Briciole di pane

 

 

indice/immagini_box/manitese

VAI AL SITO DI "MANI TESE"

 

indice/immagini_box/share1

indice/immagini_box/share2

One world one people one life

(clicca qui)

indice/immagini/post_immagini/telefonoazzurro

"Senza di te
Telefono Azzurro
non c'è"

indice/immagini/post_immagini/logosave

Italia Onlus

Aderisci alla campagna

"Riscriviamo il futuro"

 

indice/immagini/post_immagini/BANNERUNICEF

SOSTIENI LA CAMPAGNA

 

indice/immagini/post_immagini/amnesty

 

indice/immagini/post_immagini/caino

CLICCA QUI

 

Archivio articoli »

Giuseppe Zanghi

Corrado Canale

Galliano Cocco

Fabrizio Cipollini

Manuela Di Giovanni

Fabio Muzzupappa

Luciano Di Penta

© 2007 - 2018 Equilibri dinamici • credits: M1 - WEB AGENCY