Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: riflessioni


ESEMPI DI DIGNITA'

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In giorni come questi mi accorgo che anche le azioni più semplici sono cariche di significati e di riflessioni. Capita dunque che aprendo un cassetto per prendere un indumento, farsi una doccia, prepararsi, guardarsi allo specchio, fare colazione scegliendo tra le diverse possibilità, ci si possa scoprire più consapevoli della ricchezza di ciò che si possiede. Tutto sembra normale, all’apparenza scontato. Poi pensi a quelle persone che non hanno più nulla di tutto questo, cose semplici alle quali non facciamo più caso, immersi in un pensare spesso ridondante e superfluo. Ti vengono in mente le immagini di una mano che afferra alcuni biscotti, un bicchiere di latte caldo, una brandina, frammenti di Vita che ti colpiscono e ti fanno riflettere. Scopri nelle parole di quelle persone che senti come tuoi fratelli e sorelle, una serenità senza fine, la capacità di sorridere e di ringraziare solo per essere ancora lì a raccontarsi e a raccontare. Uno sguardo di un bambino di pochi mesi e quello di una vecchietta recuperata dopo ore di permanenza sotto un soffitto parzialmente crollato, rispondere con profonda saggezza alla domanda di un cronista su come abbia fatto a resistere per quasi due giorn: “ho lavorato, ho fatto l’uncinetto…”. Oppure una donna con sua figlia piccola sul sedile della sua auto che riferisce senza alcun tentennamento: “non penso più a ciò che non ho, da lunedì scorso sono un’altra persona…” Questo sì che è uno dei esempio di immensa vitalità e di coraggio.





LA FORZA DELLA NATURA

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Foto ANSA

 

Un boato e mi sveglio di soprassalto, sorpreso e impaurito. Tutto sussulta, tutto trema senza sosta. Spero solo che passi in fretta e mentre aspetto, penso a cosa sarà successo nelle zone interne, verso la collina e le montagne. Mi sento più al sicuro vicino al mare, ma non riesco a gioirne. So che tra poco inizieranno a rincorrersi le notizie attraverso i vari tg sui quali concentro tutta la mia attenzione. Squilla il telefono, dall’altra parte chi, attraverso la condivisione delle proprie paure, sta tentando di trovare un po’ di serenità. Il tempo passa, ancora qualche scossa. Cerco di riprendere il sonno e, proprio in quello stato di dormiveglia, quando la parte inconscia riesce a prendere il sopravvento sulla parte apparentemente più razionale, mi viene in mente che la Natura se ne frega di tutto e procede per la sua strada. Così come permette il rifiorire di una stagione come quella primaverile, con i suoi colori, il suo tepore, i suoi profumi, è allo stesso tempo capace di scatenare la sua devastante potenza nel senso totalmente opposto, generando sofferenze senza fine. Penso che in tutto questo è racchiuso il senso reale di ciò che ci circonda e che, per usare la legge del TAO come giuda, deve necessariamente esistere una cosa perché possa manifestarsi il suo opposto. Difficile accettarlo ma, di fatto, nulla è più reale di Madre Natura in tutte le sue manifestazioni.

Il mio pensiero si espande fino ad abbracciare idealmente i miei conterranei, nel gelo della notte, spaesati, impauriti ed indifesi, alla mercé di quella Natura che in questo momento ha mostrato il suo lato più incomprensibile e che ci sta ricordando, con spietata durezza, di non dimenticare l’importanza della Vita.

 

Coraggio amici miei!

 





ARIA

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Ci sono produzioni cinematografiche realizzate con budget assai limitati, ma che riescono a scandagliare sentimenti ed emozioni senza il filtro della mera razionalità, arrivando all'essenza dei pensieri così intensamente, da lasciare senza fiato. E' il caso di "Aria", che consiglio a quanti desiderano allargare la propria mappa nella direzione della comprensione dell'unicità e della preziosità della Vita.

 

Vedi trailer

 

 

 





IL "CODAFURBO"

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"La coscienza è la percezione interna della legge morale di Dio".


 

Oswald Chambers

 

 

 

 

 

 

 

L'immagine è tratta dal film "L'Assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford"

 

Non conosco quale sia la vostra percezione circa uno schema comportamentale sempre più tipico dei giorni nostri: quello del “codafurbo” (Il codardo-furbo).  Sono queste delle persone che si muovono in ogni ambito della vita sociale e, a dispetto della loro vera indole, hanno di solito nel proprio DNA la tendenza ad un agire apparentemente cordiale e si presentano e rappresentano come candidi nella loro presunta intelligenza. Di fatto sono caratterizzati interiormente da una marcata volontà di dominio, a volte derivante da una sproporzionata, quanto irreale, autostima. Spesso cresciuti nell’odio e nel rancore, si fidano soltanto di chi esprime forza, anche attraverso manifestazioni di smisurata aggressività, soprattutto verbale. Per queste persone conta solo il proprio tornaconto, spesso piccolissimo , e poco altro ancora. Talune volte sono vendicativi, odiano in modo profondo chi ha osato contraddirli, o li hanno – a loro giudizio - offesi, anche per anni o per decenni. I “codafurbi” hanno una infinita capacità di mentire. Probabilmente fin da piccoli, hanno imparato a dissimulare le loro emozioni, perché tradire una emozione può voler dire essere sminuiti. Difficilmente sono diretti ed è quindi arduo scoprire il loro inganno prima che abbiano inferto il primo colpo. Menzogne, intrighi ed inganni fanno parte del loro mondo, tuttavia quando nel “codafurbo” è la codardia a prevalere, riesce anche a pentirsi delle sue azioni, tentando recuperi impossibili verso chi hanno ferito. In questo periodo di caos, escono allo scoperto e difendono fino allo strenuo delle forze le loro posizioni ed i loro status faticosamente conquistati.

Non cercate di smascherarli, diventerebbero troppo aggressivi, anche verso loro stessi. Osservateli con attenzione e pensate che, in fondo, si comportano nell’unico modo che possa dare loro una minima ragione di vivere, sperando che prima o poi comprendano l’inutilità del loro attaccamento. Non dimentichiamoci che nel comportamento di ciascuno di noi c’è la forza per poter modificare il proprio modo di agire e, nel caso del “codafurbo”,  vi è la capacità di indirizzare le proprie energie verso un obiettivo, con determinazione e costanza. Com'è noto, modificare il focus della propria azione partendo dal proprio interno, arrivando a concentrarsi all’esterno di se stessi, consente di ottenere risultati capaci di cambiare radicalmente la propria Vita.

 





MAESTRI di Fabrizio Cipollini

Approfitto del post inviato da Fabrizio, per esternare un punto di vista che, credo, sia importante per quanti decidono di leggere le pagine del mio blog.

Ho riflettuto a lungo se proporre o meno il post che riporto di seguito, e non solo per il profondo imbarazzo provato nel leggerlo. Si tratta piuttosto di un mio convincimento legato al fatto che non mi sento un maestro, inteso nel senso classico del termine. Quello che cerco di fare, più o meno bene, sia nella vita privata che nel lavoro, ma anche attraverso i miei interventi in questo spazio, è condividere le mie esperienze e i miei percorsi di ricerca con gli altri e, dagli altri, apprendere in ogni momento, in una sorta di processo osmotico inarrestabile. In tal modo, ciascuno di noi sperimenta la gioia di diventare allievo e maestro di se stesso e, dall’esperienza, ma anche dal porsi le giuste domande, costruire il suo percorso di sviluppo.

Quando si è pronti, il maestro dentro di noi appare.  Ecco che la linea retta diventa cerchio.

 

Grazie Fabrizio.

 

 

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Durante un discorso di Dharma, Zhaozhou disse:
"Nel momenento in cui cercate di applicare la mente in questo modo o in quel modo, avete già perduto il fatto".
A quel punto un monaco chiese:
"E se non cerco di applicare la mente, che ne dite?".
Zhaozhou colpì tre volte il monaco e disse:
"Ho tradito le tue aspettative, eh?"
 
Maestro Zen Zhaozhou

 

 

 

"Quando l'allievo è pronto, il maestro appare", avevo appena conosciuto Giuseppe al corso di tecniche avanzate di vendita e questa sua frase mi colpì molto.
Non furono solo le sue parole a colpirmi, anche la sua filosofia di vita che traspariva dalla sua attività di coach. Giuseppe, per chi lo conosce, è un uragano, riesce a spazzare le nuvole negative e far apparire il sole anche quando sembra non ci sia più.
"Quando l'allievo è pronto, il maestro appare" è un proverbio giapponese e come tutti i proverbi ha la capacità di essere di più di quello che sembra. E' una piccola bomba intellettuale a scoppio ritardato, chiunque può capire che c'è più di quello che appare a prima vista.
La prima interpretazione è quella che quando una persona è pronta per imparare delle cose nuove, trova sempre un maestro capace di insegnargliele.
Ma questa è solo una delle possibili interpretazioni, ed è anche molto bella perchè legata a ciò che viene detto comunemente pensiero positivo, cioè quella filosofia di vita che asserisce che siano i nostri pensieri ad attirarci le cose belle e le cose cattive.
Ma il proverbio giapponese, ha, secondo me, un altro significato, molto bello e pregnante.
Quando abbiamo imparato a fare le cose bene e nel modo giusto, questa nostra capacità riecheggia ed imita gli insegnamenti di chi ce lo ha permesso.
Ciò è davvero meraviglioso.
Sapere che aver raggiunto la perfezione, grazie agli insegnamenti dei nostri "maestri", non solo è una forma di rispetto e di omaggio verso costoro, ma anche di ringraziamento.
Così la tradizione diviene eredità e noi ci impegnamo ad essere maestri di qualcuno a cui, quando sarà pronto, appariremo.
La linea retta diviene cerchio ed armonia.

 

 

Fabrizio Cipollini

 

 

 

 




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