Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: riflessioni


IL CUORE NELLE PAROLE

 

Comunicare, condividere, mettere a disposizione degli altri le proprie esperienze, il proprio vissuto, le proprie sensazioni, coltivare un sincero senso di empatia, amicizia e compassione verso gli altri. Questo è il vero valore della Vita umana.

 

Scorro i miei cd “storici” e ritrovo una compilation. La inserisco nel lettore. Le prime note del brano rompono il silenzio della stanza.

 

Sul tavolino la prima pagina di un quotidiano qualunque, sempre più uguale, persino nei titoli, alle decine di testate pubblicate ogni giorno.

 

Un’occhiata e la sconfortante sensazione che, a volte, le parole volano via senza insegnarci proprio nulla.

 

Simon & Garfunkel

The Sound of Silence (1966)

Ascolta

 

 

Testo della canzone (lingua originale)

 

Hello darkness my old friend,
I've come to talk with you again
Because a vision softly creeping 
left it's seeds while I was sleeping 
And the vision that was planted in my brain
still remains, within the sounds of silence

In restless dreams I walked alone,
narrow streets of cobblestone
'neath the halo of a streetlamp
I turned my collar to the cold and damp
when my eyes were stabbed by the flash of a neon light
split the night... and touched the sound of silence

And in the naked light I saw
ten thousand people maybe more
people talking without speaking
people hearing without listening
people writing songs that voices never share
noone dare, disturb the sound of silence

Fools said I you do not know,
silence like a cancer grows,
hear my words that I might teach you
take my arms that I might reach you
but my words, like silent raindrops fell...
and echoed the will of silence

And the people bowed and prayed,
to the neon god they made
And the sign flashed out its warning
in the words that it was forming
And the sign said, "The words of the prophets
are written on the subway walls, and tenement halls
and whisper the sounds of silence.

 

Testo della canzone (traduzione italiana)

 

Il Suono del Silenzio

 

Salve oscurità, mia vecchia amica
ho ripreso a parlarti ancora
perché una visione che fa dolcemente rabbrividire
ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo
e la visione che è stata piantata nel mio cervello
ancora persiste nel suono del silenzio

Nei sogni agitati io camminavo solo
attraverso strade strette e ciottolose
nell'alone della luce dei lampioni
sollevando il bavero contro il freddo e l'umidità
quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon
che attraversò la notte... e toccò il suono del silenzio

E nella luce pura vidi
migliaia di persone, o forse più
persone che parlavano senza emettere suoni
persone che ascoltavano senza udire
persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio

"Stupidi" io dissi, "voi non sapete
che il silenzio cresce come un cancro 
ascoltate le mie parole che io posso insegnarvi, 
aggrappatevi alle mie braccia che io posso raggiungervi" 
Ma le mie parole caddero come gocce di pioggia, 
e riecheggiarono, nei pozzi del silenzio

e la gente si inchinava e pregava
al Dio neon che avevano creato. 
e l'insegna proiettò il suo avvertimento, 
tra le parole che stava delineando. 
e l'insegna disse "le parole dei profeti
sono scritte sui muri delle metropolitane
e sui muri delle case popolari." 
E sussurrò nel suono del silenzio 

 





DIREZIONI

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Cerchi e poi ti accorgi che la tua strada è lì, la intravedi, la incroci, la percorri per un po’, poi l’abbandoni.

 

Ma all’improvviso ecco che ritorna a farsi vedere, o meglio, tu hai occhi nuovi per vederla, ancora una volta.

 

E’ lei, sembra diversa, sembra uguale.

 

La percorri, poi l’abitudine, le scelte più comode, almeno all’apparenza, te la fanno abbandonare di nuovo; eppure basta un fatto, un qualcosa che fai o che altri fanno – e non necessariamente cose positive – e te la ritrovi davanti.

 

Puoi ignorarla e fare finta di nulla.

 

Puoi percepire il suo senso e stravolgerti.

 

Puoi fingere disinteresse e precipitare in uno stato d’animo cupo di chi non accetta la sconfitta.

 

Non deciderò questa sera.

 

Domani, forse.

 





SARA' DAVVERO COSI'?
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VIBRAZIONI DI VITA

 

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Essere consapevoli di un fatto, di una condizione, di una situazione personale; diventare coscienti di un qualcosa che prima ignoravamo. Tuttavia la consapevolezza da sola, spesso non ci conduce verso il cambiamento tanto desiderato. La differenza tra il sogno e la realizzazione di un sogno, sta nell’impegno ad andare verso una certa direzione, con determinazione, forza e soprattutto con molta coerenza. Mi è piaciuto quanto scritto dall’amico e collega Riccardo. Lo porto alla vostra attenzione, con piacere immenso.

 

 

 

Consapevolezza & Incoerenza

 

 

Incontro per caso ad un aperitivo un mio vecchio compagno di regata.

C’è sorpresa e piacere nel rivederci: immediatamente nei nostri occhi ritornano i ricordi spumeggianti delle domeniche trascorse a "bolinare" tra le onde, con l’unico obiettivo di arrivare a tagliare la linea di arrivo prima di tante altre barche, magari prima di tutti.

 

Fioccano i ricordi, i racconti, le emozioni tornano sulla pelle: quasi sembra di sentire il maestrale invernale che taglia la faccia e gli schizzi freddi dell’onda che viene attraversata dallo scafo.

 

Sono quasi due anni che non regatiamo insieme. Gli chiedo: “ e tu? Che hai fatto in questo tempo? Regate? Con chi?” mi risponde: “no, sai, non ho più regatato, non so come sia possibile reggere a lungo in un mondo così superficiale, sempre solo pensare alle regate: vuol dire proprio non avere la testa!!!no no! Io ho smesso!”.  Continuiamo a parlare, di mille cose diverse che alcune volte ci accomunano e che altre volte ci dividono. Ci salutiamo, abbracci sinceri, pieni… Appuntamento per la prossima settimana, impegni di lavoro permettendo.

 

Vado via, “monto sul mio destriero” a due ruote e mi avvio verso casa. Mentre sfila ai miei lati lo straordinario spettacolo dei fori imperiali, nella brezza serale estiva, la mente ritorna a questo piacevole incontro ed inizio a pensare. Mi sorprendo: chissà quante volte sarà già capitato di diventare consapevole dei cambiamenti fatti, dei rituali abbandonati, delle passioni sfiorite, degli hobby divenuti noiosi. Ma, mi chiedo, perché ogni volta bisogna cedere all’abitudine di rifiutare, rinnegare, quasi cancellare ciò che in un passato recente ci aveva appassionato? Perché esser consapevoli della strada che stiamo percorrendo, spesso si traduce nel denigrare, quasi rinnegare, ciò che ci siamo lasciati dietro?

Perché a volte ci sembra che per consolidare la consapevolezza del cambiamento sia necessario far tabula rasa di ciò che è stato, pur rischiando di diventare incoerenti con ciò che siamo stati?

Panta rei diceva l’antico saggio greco, ma perché dare per scontato che a scorrere sia una valanga (che travolge e distrugge tutto ciò che incontra sul suo cammino) e non un ruscello trasparente e fresco?

Non sarebbe più sano esser consapevoli del cambiamento, mantenendosi in armonia con ciò che è stato prima, semplicemente trattenendo dentro ciò che di positivo ci ha lasciato?

E se questo fosse proprio il modo migliore di vivere il cambiamento?

Forse è proprio questa spinta a dover rinnegare/cancellare ciò che è stato, a farci vivere con più fatica i cambiamenti?...

Ah …eccomi sotto casa (???)…dove sono le chiavi del cancello automatico? 

 

 

Riccardo La Malfa 

 





SOTTO L'OMBRELLONE

 

indice/immagini/post_immagini/SpiaggiaPE

 

 Zigong aveva l'abitudine di giudicare gli altri.

 Il Maestro disse:

"Beato lui! E' già così perfetto che può permettersi di criticare gli altri!

 Io confesso di non poterlo fare!."

 

 Confucio (Dialoghi)

 

 

 

34 gradi ed una umidità tipica di altre latitudini.

L’estate è arrivata all’improvviso e, come da qualche anno a questa parte, in modo dirompente. Tuttavia amo questa stagione, in tutte le sue manifestazioni, caldo esagerato compreso. Questo è un momento  magico in cui il senso di libertà pervade corpo e mente.  Lo sento scorrere sulla mia pelle, liberando i miei pensieri che iniziano a fluire dolcemente.  Mi piace abbandonarmi completamente a questa stagione e, in segno di resa, le consegno i miei vestiti “da lavoro”, inutili e persino imbarazzanti da indossare.

Estate per me è sinonimo di mare, il mio rifugio, la mia felicità, il ricongiungermi con la parte più profonda di me.

Sdraiato su un comodo lettino,ascolto distrattamente i discorsi delle persone che mi circondano. Parole spesso inutili buttate lì per riempire la noia di chi, nello stare in spiaggia, trova il motivo principale di una occupazione  giornaliera e poco altro ancora.

Giudizi, commenti, pettegolezzi  sugli assenti, enunciati più per stupire che per altro.

Penso alla vita di chi parla, alle sue sensazioni, a ciò che motiva e spinge quella persona a scegliere deliberatamente quel comportamento.

Imbriglio il giudizio, lo lascio andare, non è ciò che voglio, ma soprattutto non è ciò che aggiunge valore a questo mio momento.

 

 




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