Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: società


OLTRE NOI
indice/immagini/post_immagini/orizzonti

“Il bene è ciò che è secondo natura.

Il bene non è mai una cosa trascurabile.

Infatti, finché è una cosa da nulla, non è un bene; quando comincia ad essere un bene, non è più una cosa da nulla. Il bene ha come sicuro segno di riconoscimento la perfetta conformità con la natura”.

 

Seneca, Lettere a Lucilio

 

 

 


 Gabriele Zanieri, "Orizzonti", olio su tela

 

Una telefonata alle 7 del mattino: “Venga a donare, abbiamo bisogno di sangue. E’un’urgenza”. Il passaggio dal sonno alla veglia è brevissimo: la mia mente è lucida sono già sotto la doccia sono già in macchina. L’ospedale non è molto lontano, entro, mi invade l’odore forte del disinfettante, e poi, tanto calore.

Incontro le persone al lavoro e sono quasi tramortito da tanta laboriosità e frenesia, necessità di dare e consapevolezza di fare, di fare qualcosa di importante.

Entro nella stanza: prelievo, cerotto e qualche secondo d’attesa.

Quando sono fuori mi tocco il braccio un po’ indolenzito, salgo in macchina e non parto ma penso. Penso che la donazione di sangue sia un gesto di assoluta semplicità, eppure, ogni volta che lo faccio, scopro dentro di me qualcosa di diverso e di più profondo. Mi stupisco nel “sentire” che forse non sono io che dono, ma è una donazione che gli altri, i destinatari di quelle molecole infinite, semplici e complesse insieme, fanno a me. Penso soprattutto ai bambini, piccole creature alle quali l’universo chiede una prova al di sopra della loro e della nostra comprensione. Penso ai giovani e a quelli meno giovani, ai loro volti, ai loro occhi, alle loro sensazioni e ai loro interrogativi sulla Vita, la loro Vita, sostenuta dalla speranza di una gioia leggera da tornare ad assaporare.

Accendo il motore e, nel fare manovra, noto due persone che si agitano e sbraitano per contendersi un posto auto: non sono molto diverse da scimpanzé in lotta, anche se non lo fanno per istinto naturale per necessità di sopravvivenza, ma solo per il gusto cieco della prevaricazione solo per affermare in ogni modo un frainteso diritto ad esistere declinato in spicciola prepotenza.

Gesti sordi e carichi di frustrazione, e quotidianità avvelenata. Ma, per cosa? Qual è il vantaggio per sé e per gli altri, quale il senso?

Sono sulla strada di casa e con la mente vado a quelle persone a me sconosciute, bisognose di aiuto, di un gesto semplice e gratuito che a noi non costa proprio nulla.

 

www.fidas.it

 

indice/immagini/post_immagini/aids

 GIORNATA NAZIONALE DELLA LOTTA CONTRO L'AIDS





C'E' TUTTO UN MONDO INTORNO (?)
 

indice/immagini/post_immagini/ecoSiamo ostaggi della scarsa consapevolezza del mondo in cui viviamo così come della nostra interiorità. Tracciamo con cura e meticolosità il confine del nostro spazio vitale che in realtà è solo lo spazio di un Io ingombrante che ha la pretesa di assimilare a se stesso tutto ciò che vive e che è al di fuori di sé. O a considerare ciò che è fuori inesistente laddove il fuori è senza Io.

Mi sembra di scorgere ovunque, attingendo dalla realtà vissuta e da quella mediata dalla tv, dinamiche relazionali fuori controllo, quasi aberranti. Con uomini e donne intenti a coltivare il proprio piccolo orto fatto di ambizioni, fascinazione per il potere, fretta di tagliare il traguardo di un fantomatico successo, senza chiedersi o sapere cosa si agita nel loro profondo e da che parte sta il benessere. Uomini e donne bramosi di affermare se stessi e le loro capacità, di affermare se stessi sugli altri, in nome di una santa competizione e del sacrosanto diritto a prevalere, chiamando tutto questo: autostima. Ma facendo forse confusione o cercando semplicemente un alibi. Forse la mia è solo una cupa visione, visione di una deriva delle relazioni di un deterioramento difficilmente arginabile del senso del Sé e della condivisione. Sì, perché quello che più mi colpisce è proprio questa tendenza alla divisione. Che non è solo parcellizzazione dei rapporti ma anche e soprattutto incomprensione, mancata comunicazione, o comunicazione esasperata a tal punto da risultare comunque “finta”, fasulla, inutile.

Queste sensazioni attraversano il mio quotidiano, un quotidiano fatto di molteplici rapporti e incontri e vissuto condividendo “respiri” diversi. Vedo gli altri, e vedo, talvolta, la loro superficialità e arroganza, li vedo oppressi da un’ombra, li vedo intrappolati in comportamenti per me privi di senso, e vorrei aiutarli a risvegliare ciò che in loro è ancora dormiente, vorrei aiutarli a innescare un sussulto di sensibilità. E, nel pensare questo, scopro quanto sia importante per me il loro stesso "respiro".





SIAMO TUTTI ANORESSICI

indice/immagini/post_immagini/nolita

 

Manifesto 6x3, immagine shock. Ma io non vedo soltanto una ragazza ridotta a scheletro o, almeno, non solo. Per una volta, contrariamente a quanto fatto in precedenza in queste pagine, non voglio parlare di anoressia quale patologia. Non voglio nemmeno entrare nella polemica, per altro sterile, circa l’opportunità o meno di pubblicare una foto simile. Non è mia intenzione dissertare di deontologia pubblicitaria (ma ne sarei poi davvero capace?), malgrado l’argomento stia suscitando un interesse smisurato in Italia e non solo, visto che persino la CNN oggi ha mandato in onda un’intervista a Oliviero Toscani. Voglio invece allargare il campo, per un attimo voglio vedere la foresta e non l’albero, e fare una riflessione sociologica più che psicologica. Non so perché ma quella foto mi ha rimandato l’immagine della nostra società: una società anoressica.

Una società in cui i valori sono dis-valori e le percezioni alterate, senza misura né proporzione, una società che offre e rende desiderabili - e concretamente persegue - ideali di successo e di realizzazione fittizi, ideali che in realtà nascondono solo un grande vuoto; una società incapace di avanzare una proposta di vita, un modello dell’esistere più sano e in armonia con il nostro corpo (di cui “aver cura” e non da curare in modo spasmodico e ossessivo nella speranza vana di guadagnarsi la felicità rincorrendo fraintesi ideali di perfezione fisica) e in armonia con gli altri (dov’è l’ascolto? Il confronto libero, la costruzione e condivisione di valore?).

E’ una società del consumo e dell’orrore che finirà col digerire se stessa così come fa l’anoressica che si è deprivata a tal punto da ammalarsi di autocannibalismo. E non è altro che la nostra società, la società del nostro mondo occidentale, tanto opulento quanto fragile. Qualche giorno, e tutto si scioglierà - come è uso e consumo - nell’indifferenza generale, qualche giorno e saremo pronti a scandalizzarci per una nuova campagna, per una nuova immagine, senza il rischio di confonderla con la nostra.

 




Pag. 5 di 55 - Risultati: 272
« Precedente - 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - Successiva » - Ultima »»
Leggi tutti »

Indice del forum »
Allegro ma non troppo
La Prima Legge Fondamentale della stupidità umana asserisce senza ambiguità di sorta che:
Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione.

Carlo M. Cipolla (il Mulino)
Tutti i libri »

> American Journal of Psychology
> American Journal of Sociology
> Choice
> Coach Federation
> Coachville
> IAC
> Mente e Cervello

> FIDAS
> Briciole di pane - il sito

> Briciole di pane

 

 

indice/immagini_box/manitese

VAI AL SITO DI "MANI TESE"

 

indice/immagini_box/share1

indice/immagini_box/share2

One world one people one life

(clicca qui)

indice/immagini/post_immagini/telefonoazzurro

"Senza di te
Telefono Azzurro
non c'è"

indice/immagini/post_immagini/logosave

Italia Onlus

Aderisci alla campagna

"Riscriviamo il futuro"

 

indice/immagini/post_immagini/BANNERUNICEF

SOSTIENI LA CAMPAGNA

 

indice/immagini/post_immagini/amnesty

 

indice/immagini/post_immagini/caino

CLICCA QUI

 

Archivio articoli »

Giuseppe Zanghi

Corrado Canale

Galliano Cocco

Fabrizio Cipollini

Manuela Di Giovanni

Fabio Muzzupappa

Luciano Di Penta

© 2007 - 2018 Equilibri dinamici • credits: M1 - WEB AGENCY