Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: amorevolezza


SOLO UNA QUESTIONE DI CUORE

 

"Preferisco essere una goccia

d’amore che un mare

di amarezza.”

 

Madre Teresa

 

Nel nostro vivere di tutti i giorni, compiamo gesti deltutto simili a molte delle giornate che trascorriamo; sono i nostri rituali. Dal modo con cui ci svegliamo, ci prepariamo, colloquiamo, pensiamo, facciamo colazione, al tragitto compiuto per recarsi al lavoro, percorrendo le solite strade, soffermando il nostro sguardo sui soliti angoli, incontrando le stesse persone. Persino gli odori e i sapori ci sembrano analoghi a quelli annusati o gustati nei medesimi momenti della giornata.

Eppure ogni singolo gesto può caricarsi di enorme significato, se vissuto con gioiosa consapevolezza. Per farlo occorre riflettere anche un solo istante su cosa sarebbe la nostra vita senza quelle “noiose certezze”, senza quel volto di un collega, di un capo, di un cliente, di un amico o di un’amica invadente, che suscita in noi rabbia o semplicemente fastidio. Diamo tutto per scontato, come se il nostro compito fosse quello di far scorrere la Vita aspettando qualcosa di cui non siamo nemmeno poi tanto sicuri riuscirà a renderci davvero felici. Ma ciò che abbiamo è lì a portata di mano, sotto il nostro controllo e, quindi, terribilmente scontato. Scatta così un meccanismo perverso in base al quale non svolgere correttamente il proprio lavoro dando il massimo di se stessi in ogni momento, equivale a fare un dispetto a chi riteniamo ne sia poco meritevole. Difficilmente ci si accorge, che se trattiamo bene un cliente, un collega, la signora delle pulizie incontrata per le scale,o  la persona anziana che ci porge l’ennesima volta la stessa domanda, si sta in realtà trattando bene se stessi, rispettando la propria persona, percependo un senso di straordinaria pienezza. Penso sia questa una possibilità che abbiamo per trasformare il difficile in cosa facile, la noia in piacere, il banale nello straordinario, fino a cogliere la magnifica sensazione che ogni giorno è diverso, perché è diverso l’amore che mettiamo in ogni nostra azione.

 





LA COERENZA DELL'AMORE

 

“Nel buddismo tibetano c’è una procedura classica di meditazione

per coltivare la compassione, si chiama scambio di sé con gli altri”.

 

 

Dalai Lama – Dharamsala – marzo 2000

 

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24_ore_mondo, data 10.04.2008, orario 10:31

Tibet, il Dalai Lama: ''Il popolo cinese merita le Olimpiadi''

 

Il Dalai Lama ribadisce il suo sostegno alle Olimpiadi di Pechino, mentre la comunita' internazionale resta divisa sull'ipotesi di boicottare la cerimonia di apertura dei Giochi, con il presidente degli Stati Uniti George W. Bush che ha confermato la sua presenza, mentre il premier britannico Gordon Brown ha annunciato che non ci sarà. "Appoggio la Cina come ospite dei Giochi, perche' la Cina il Paese piu' popoloso ed una nazione antica”, ha detto il leader tibetano. 

Il Dalai Lama, parlando durante una conferenza stampa a Tokyo, ha detto che i cinesi “meritano veramente” le Olimpiadi; il popolo le merita “nonostante gli spiacevoli eventi in Tibet, la mia posizione non e' cambiata".

 

 

 





PASSAGGI

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Walkway over the lake (foto artistica)


Riconoscere ed abbracciare la disperazione, la rabbia, lo sconforto attraverso la presenza mentale, consapevoli di ciò che accade.
L’energia che scaturisce dalla presenza mentale è come un genitore, un fratello maggiore, una sorella maggiore che
prendono in braccio il bambino più piccolo che soffre e si prendono cura di lui.
Non occorre nessuna lotta
, piuttosto occorre comprendere in modo profondo questi stati d’animo percependoli nella loro unicità, e non nella loro dualità, percependoli come appartenenti alla stessa realtà vissuta.
Non occorre nessuna lotta, ma abbracciare e curare. Sono passaggi di Vita, talvolta duri, che possono portarci a comprendere noi stessi accettando una realtà il cui significato, spesso, sfugge alla nostra comprensione.
Fabrizio, attraverso il post che vi propongo,  ne fornisce una sua interpretazione, semplice e profonda, così com’è nel suo stile, diretto e privo di ridondanze, uno stile che amo perché essenziale senza mai risultare banale.

 

***

Se muore lei, per me tutta questa messa in scena del mondo che gira, possono anche smontare, portare via, schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possiamo spengere questa luce bellissima del sole che mi piace tanto... ma tanto... lo sai perché mi piace tanto? Perché mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto... portar via tutto questo tappeto, queste colonne, questo palazzo... la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine, le 7 del pomeriggio, maggio, giugno, luglio, il basilico, le api, il mare, le zucchine... le zucchine...

(Roberto Benigni dal film "La tigre e la neve")

 

Pensare a cosa è la Pasqua, a cosa rappresenta è davvero qualcosa di fantastico, misterioso, magico, incantato e affascinante sia per chi crede sia anche per chi non lo fa.
Riuscire ad avere l'intuizione del potere dell'Amore è davvero qualcosa di irrazionale e di "strano".
Comprendere, anche se poco e per poco, che è stato solo il potere dell'Amore ad aver vinto la Morte, è qualcosa di terribilmente sconvolgente per la nostra razionalità legata fortemente alla materia.
Eppure anche l'Amore ha sofferto prima di vincere.
Eppure anche l'Amore ha esitato prima di affrontare la sofferenza.
Eppure anche l'Amore ha cercato di evitare il dolore.
Sapere che l'Amore si è comportato come si comporterebbe ciascuno di noi, è fonte di gioia e di speranza.
E' il segno che nel mondo c'è ancora posto per parole come etica e morale.
E' il segno che questo mondo può cambiare.
E' il segno che questo mondo ha in sé la forza per migliorare.
E  questa forza risiede in ciascuno di noi.
Ognuno di noi ha la forza di superare qualunque avversità-
Ognuno di noi ha la forza di superarsi, di evolversi e di migliorarsi.
Di fronte all'abisso del dolore dubitiamo della nostra "fede".
Di fronte all'abisso del dolore,  il "silenzio" di Dio ci offende.
Di fronte le nostre certezze si distruggono ed il dubbio ci assale.
Di fronte all'abisso del dolore esiste solo il male, mentre sembra che il bene se ne freghi di noi.
Cerchiamo allora conforto nelle storie di personaggi che hanno vissuto le esperienze del dolore, cercando di comportarci secondo i loro standard.
Ma tutto è vano.
Il dolore sembra vincere.
Queste erano le riflessioni di qualche giorno fa, quando in occasione della pasqua, ho sentito una mia amica che, recentemente, è stata colpita da un grave lutto familiare.
Il tono della sua voce indicava un forte turbamento emotivo.
Le parole che usava indicavano un certo scoramento.
Eppure percepivo, anche attraverso il telefono, una scintilla di rivalsa.
Un flebile respiro di quella che forza che, davanti alla disperazione, non ci fa mollare ed anzi ci costringe ad andare avanti.
Ho cercato di rincuorarla come poteva, ma avvertivo che le mie parole non erano adatte.
Ci voleva un segnale.
Chiusa la conversazione telefonica, ho comunque continuato a pensare a lei e a cosa poteva pensare di quello che ci eravamo detti.
Sapevo che DOVEVO fare qualcosa di più.
Che DOVEVO divenire uno strumento di amore.
Che avevo l'obbligo morale di lanciarle un segnale.
Ogni cosa che mi veniva in mente mi sembrava inadatta.
Ogni cosa mi sembrava misera.
Fino a quando ho lanciato una occhiata alla mia libreria.
E un libro mi è balzato agli occhi: Monte Cinque di Paolo Coelho.
Coelho, con questo romanzo, narra la storia dell'esilio del profeta Elia.
Elia, il profeta, che tra angosce e dubbi scopre di avere un compito e una funzione da assolvere che non conosce e di cui si sgomenta.
Elia Sa solo di dover attraversare molti dolori, molte tragedie, con l'anima tesa ad ascoltare la voce dell'Angelo, la voce di Dio che spesso disorienta e spinge ad affrontare prove difficili.
Ma pur sapendolo, Dio appare lontano ad Elia.
Ma pur se la sua solitudine e la sua sordità è terribile.
Elia alla fine trova dentro di sé e  tra le parole di chi lo circonda il messaggio che lo guiderà lungo la strada assegnatagli.
La sofferenza nella vita è inevitabile, il dolore fa parte dell'esperienza umana e ci colpisce all'improvviso.
A questo punto ognuno di noi deve trovare in sé la forza per attraversare la via della sofferenza perché in fondo lo aspetta la piena realizzazione della sua personalità.
Questo è il messaggio di Monte Cinque.
A quel punto sono uscito, sono andato in libreria, ho comprato una copia di Monte Cinque e l'ho spedita alla mia amica.
So che lo sta leggendo.
Sono convinto che, quando sarà giunto il momento, quel seme germinerà.

 





ANGELI

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Menti libere, prive di pensieri,

fronti chiare, volti sereni.

Tutto quello che venne fuori da loro

venne quieto, come le quattro stagioni.

 

Chung Tzu

 

 

Sono intorno a noi, a volte ci sostengono, altre volte ci fanno riflettere, ma fanno sempre qualcosa per noi, grande o piccola che sia: la fanno e basta.
Sono gli Angeli.
Non sempre ci accorgiamo della loro presenza, ma diamo per scontato che ci sia: una presenza costante, silenziosa, tenace, una presenza che ci guida senza palesarsi mai troppo perché gli Angeli non hanno bisogno di dire: “Siamo qui!”, ci sono e basta. Sono nati per questo, vivono per questo e amano per questo. Tutt’al più minimizzano quello che fanno, perché loro sono così: discreti e pieni di forza, sorridenti e generosi.
A volte ci passano accanto come un soffio, e come un soffio vanno via, ma senza lasciarci davvero: rimangono i loro gesti e le loro parole, i loro sguardi brillanti e luminosi, rimane la loro bellezza fuori dal comune, la bellezza della loro Vita.
Gli Angeli passano, non sono più vicino a noi, o almeno non come noi eravamo abituati a sentirli e a vederli; passano ma forse cambia solo il loro modo di esserci. Allora, per percepire la loro presenza, è sufficiente forzare il limite della nostra comprensione e della nostra visione, è sufficiente “saper vedere”, vedere oltre vedere attraverso.
Gli Angeli passano, ma la loro presenza rimane, rimane sempre: la ritroviamo nei volti di chi hanno amato senza alcuna contropartita, con Amore. La ritroviamo nei piccoli grandi miracoli che compiono, come può essere un sorriso ritrovato in un volto per troppo tempo sofferente. Sorridono a loro volta, e il loro viso si illumina di elegante semplicità.

Anna Zanghi, 33 anni, medico. Un angelo, passato, come un soffio di vento.

Grazie cugina mia, per tutto quello che mi hai insegnato, senza che io te lo abbia mai detto prima.





L'EDUCAZIONE DENTRO DI NOI

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L’essere vivente è l’esatto prodotto di tutti gli stimoli ricevuti nell’arco della propria vita. Se diamo per acquisito questo assunto, semplice e complesso nel contempo, dobbiamo necessariamente convenire sul fatto che gli esseri umani crescono e si sviluppano primariamente in relazione all’educazione ricevuta o acquisita.

Per cui, pensiamo e ci esprimiamo a seconda delle abitudini che abbiamo incorporato. Tanti genitori sembrano preoccupati, fino all’ossessione, della condizione del feto durante il periodo di gravidanza, ma poi sembrano non comprendere appieno l’importanza dell’ambiente sullo sviluppo del bambino e trascurano di occuparsene.

Per ambiente intendo il luogo nel quale si vive in comune, un ambiente fatto di comportamenti e azioni, di parole e stati d’animo espressi dalle persone che frequentano quell’ambiente. In questo caso è la famiglia l’ambiente che funge da specchio per il bambino, è la famiglia ad essere “responsabile” del processo di socializzazione primaria, in quanto fornisce al bambino le figure in cui identificarsi, assumendone ruoli e comportamenti.

Ogni azione, nel breve ma soprattutto nel medio e lungo periodo, produrrà un effetto sul bambino, il quale diventerà un adulto, che, pur nella complessità del suo processo evolutivo nel quale interverranno altri fattori e figure, sarà comunque “segnato” da quei respiri ascoltati nell’infanzia.

L’Energia Vitale, il Ki - o il Qi per dirla all’orientale – è il fluido di Vita (per molti invisibile) che scorre al nostro interno, e viene plasmato e governato da tutto ciò che abbiamo a poco a poco incorporato, e cioè dalle abitudini, dai riflessi incondizionati.

L’articolo “Lo sviluppo psico-affettivo del bambino” proposto dalla collega Manuela Di Giovanni, dottoressa appassionata della psicologia evolutiva, ci racconta e spiega, in un linguaggio scientifico, come “l’educazione” del bambino, soprattutto nei primissimi anni di vita, sia alla base dell’equilibrio e della serenità dell’adulto che quel bambino diventerà.




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