Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: amorevolezza


AMORE SENZA FINE

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“Chiamare donna il sesso

debole è una calunnia; è

un’ingiustizia dell’uomo nei

confronti della donna. Se

per forza s’intende la forza

bruta, allora sì, la donna è

meno brutale dell’uomo.

Se per forza s’intende la forza

morale, allora la donna è

infinitamente superiore

all’uomo.
Non ha maggiore

intuizione, maggiore

abnegazione, maggior forza

di sopportazione, maggior coraggio?

 

 

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Senza di lei l’uomo

non potrebbe

essere. Se la non

violenza è la legge

della nostra

esistenza, il futuro è

con la donna”.

M.K. Gandhi

 

 

In alto a destra: Mahatma Gandhi

In alto a sinistra: Benazir Bhutto


 

 

 





UN NUOVO NATALE
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“Nessuno accende una lucerna e la mette in un luogo nascosto

o sotto il moggio, ma sopra il lucerniere,

perché quanti entrano vedano la luce.”

 

 

Luca, 11,33

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa sera sarebbe bello che ci si rivolgesse tutti all’Universo, chiedendo ciò che più si desidera nel profondo del proprio cuore, per chi si ama ma anche per chi ci sembra totalmente distante da noi.

Penso alle persone che ho incontrato e mi soffermo sui loro sorrisi, sulla loro gioia spesso ritrovata dopo una speranza diventata concreta. Vedo i loro visi luminosi, aperti, infiniti nella loro pienezza. Sento le loro parole ricolme di Vita. Guardo quei volti, uno ad uno, e con la velocità e la profondità di cui solo il pensiero è capace, corro ad accarezzarli. Forse lo sentono, forse no.

Forse non immaginano nemmeno quanta pienezza mi stanno regalando, semplicemente nel pensarli - quei volti. Ma non è questo quello che più conta.

 

Auguri a tutti voi!

 





A UN RAGAZZO CHE NON C'E' PIU'

A un Ragazzo che non c’è più. A sua Madre, che nel Dolore urlerà il suo Amore.

Per Sempre.

 

 
LA VITA LA MORTE L’AMORE

 

la vita

la morte

l’amore

 

la vita poi incontrare

l’amore senza appuntamento

la morte senza davanzale

 

lavitalamortel’amore

 

la vita poi la stagione dell’unisono

-   amando – senza fine

senza che una fine

possa assolvere lo stesso compito

 

e non mi è mai riuscito di pensare

il senso altrove dell’amore

 

non mi riesce

se non in fantasie meno operose

 

:D

 

 

Giancarlo Sputore “Il venditore di petali”

 





OLTRE NOI
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“Il bene è ciò che è secondo natura.

Il bene non è mai una cosa trascurabile.

Infatti, finché è una cosa da nulla, non è un bene; quando comincia ad essere un bene, non è più una cosa da nulla. Il bene ha come sicuro segno di riconoscimento la perfetta conformità con la natura”.

 

Seneca, Lettere a Lucilio

 

 

 


 Gabriele Zanieri, "Orizzonti", olio su tela

 

Una telefonata alle 7 del mattino: “Venga a donare, abbiamo bisogno di sangue. E’un’urgenza”. Il passaggio dal sonno alla veglia è brevissimo: la mia mente è lucida sono già sotto la doccia sono già in macchina. L’ospedale non è molto lontano, entro, mi invade l’odore forte del disinfettante, e poi, tanto calore.

Incontro le persone al lavoro e sono quasi tramortito da tanta laboriosità e frenesia, necessità di dare e consapevolezza di fare, di fare qualcosa di importante.

Entro nella stanza: prelievo, cerotto e qualche secondo d’attesa.

Quando sono fuori mi tocco il braccio un po’ indolenzito, salgo in macchina e non parto ma penso. Penso che la donazione di sangue sia un gesto di assoluta semplicità, eppure, ogni volta che lo faccio, scopro dentro di me qualcosa di diverso e di più profondo. Mi stupisco nel “sentire” che forse non sono io che dono, ma è una donazione che gli altri, i destinatari di quelle molecole infinite, semplici e complesse insieme, fanno a me. Penso soprattutto ai bambini, piccole creature alle quali l’universo chiede una prova al di sopra della loro e della nostra comprensione. Penso ai giovani e a quelli meno giovani, ai loro volti, ai loro occhi, alle loro sensazioni e ai loro interrogativi sulla Vita, la loro Vita, sostenuta dalla speranza di una gioia leggera da tornare ad assaporare.

Accendo il motore e, nel fare manovra, noto due persone che si agitano e sbraitano per contendersi un posto auto: non sono molto diverse da scimpanzé in lotta, anche se non lo fanno per istinto naturale per necessità di sopravvivenza, ma solo per il gusto cieco della prevaricazione solo per affermare in ogni modo un frainteso diritto ad esistere declinato in spicciola prepotenza.

Gesti sordi e carichi di frustrazione, e quotidianità avvelenata. Ma, per cosa? Qual è il vantaggio per sé e per gli altri, quale il senso?

Sono sulla strada di casa e con la mente vado a quelle persone a me sconosciute, bisognose di aiuto, di un gesto semplice e gratuito che a noi non costa proprio nulla.

 

www.fidas.it

 

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 GIORNATA NAZIONALE DELLA LOTTA CONTRO L'AIDS





VITA LEGGERA

indice/immagini/post_immagini/guscioIeri ero al tavolino di un bar ad aspettare l’inizio di un seminario e giravo con calma il mio caffè. Mi apprestavo ad assaporarlo quando ho buttato l’occhio su alcune pagine che avevo con me, e sono stato folgorato:“Per tutta un vita ho vissuto in una noce di cocco. Non è un posto meraviglioso per viverci? C’era poco spazio ed era buio, soprattutto la mattina quando dovevo farmi la barba. Ma ciò che mi dispiaceva di più era che non avevo modo di mettermi in contatto con il mondo esterno. Se nessuno avesse trovato la noce di cocco o non l’avesse aperta, sarei stato condannato a passare tutta la mia vita lì dentro. Forse a morire lì dentro. Morii in quella noce di cocco. Dopo un paio d’anni la trovarono e l’aprirono; dentro trovarono me, rimpicciolito e sgretolato. “Che peccato” dissero. “se l’avessimo trovato prima, forse avremmo potuto salvarlo. Forse ce ne sono altri, chiusi dentro come lui.” E andarono in giro e aprirono tutte le noci di cocco che trovarono. Ma fu inutile. Fu tempo sprecato. Di persone che scelgono di vivere in una noce di cocco ce n’è una su un milione. Non potrei dire che ho un cognato che vive in una ghianda.” (Gustavson, Locked In)

Chi non ha mai sperimentato un momento in cui si è sentito completamente a terra, svuotato, impotente se non inutile? Probabilmente in quei momenti ci siamo sentiti proprio dentro la noce, al buio, senza contatti con l’esterno, senza possibilità di rendere significante il nostro esserci, anzi senza esserci. O almeno senza la percezione di esserci e quasi sicuramente volevamo che così fosse. Quando la fisiologia di una persona ha un crollo, l’energia positiva si spegne e lo stato d’animo e mentale subisce la stessa sorte. Tuttavia, anche quando sono gli aspetti esterni a condizionarci, a renderci vulnerabili, tutto dipende da noi, da quanto riusciamo a reagire, a prendere in mano le redini della nostra vita e iniziare a costruire un ponte nella direzione voluta così da rompere il pesante guscio che ci immobilizza, e ci nasconde a noi stessi prima ancora che agli altri.

Gli altri, già. Dagli altri, da chi ci sta attorno, da chi può rappresentare una presenza per noi significativa ci proviene un riconoscimento identitario molto importante se non il senso dell’esistere, ma…attenzione!

Capita infatti che le persone infelici, di norma, vogliono che anche noi siamo infelici, e il guaio è che non ne sono consapevoli. In questo caso non possiamo affidarci ciecamente, non possiamo permettere che siano loro a condurre il gioco, e tanto meno non possiamo aspettarci da loro un aiuto per rompere la noce che ci ingabbia.

L’infelicità altrui, quando anche noi patiamo questo stato di afflizione e di perdita di fiducia e di speranza, può essere un utile specchio se non un terreno di condivisione e di comunicazione ma può essere anche pericolosa se noi non siamo pronti ad accoglierla, se non abbiamo ancora accolto la nostra e iniziato ad equipaggiarci per farle fronte.

A me capita di imbattermi assai spesso in persone che sembrano aver perso la luce che sembrano appassire sotto il peso delle avversità delle insoddisfazioni, e non rinuncio alla loro compagnia. Proprio perché so che non modificherò di una sola virgola il mio stato di gioiosa leggerezza e che rispetterò la loro condizione senza subirla.

E, quasi per magia, spesso è il loro stato a cambiare, facendomi provare una felicità senza fine e facendo crescere il mio amore per loro.




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