Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: attualità


AUGURI!

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"Avere il potere sul proprio tempo equivale a gestire il rubinetto della vitalità; si può decidere di vivere tre volte contemporaneamente, per poi cadere spossati, o ridurre la propria energia in uscita a un filo sottilissimo, un rivolo tiepido e costante. Ma per contemplare il tempo, per coglierne l'elasticità futura, la trama larga e morbida, indipendentemente dagli eventi che vi sono appoggiati sopra, è necessario abbandonarsi ad esso, - sospesi nel tempo -. Siamo di fronte a una realtà che possiamo scovare solo facendoci trasparenti come lei, solo parlando il suo stesso linguaggio, il silenzio, muovendoci come lei, in modo elastico ed essenziale. Non a caso, sembra essere un'idea arcaica del'umanità quella di vedere il tempo come un fiume, come acqua che tranquilla scorre inesorabile e limpida".

Giovanni Allevi - Tratto da: La musica in testa - Rizzoli

 

CON IL SINCERO AUGURIO CHE POSSIATE TROVARE

LA GIOIA DI RIMANERE "SOSPESI NEL TEMPO" 

 

FELICE ANNO NUOVO

E

BUONA VITA!

 

 





VIVERE BENE?

 

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 “Una strada con un cuore è facile...
Un guerriero non deve sforzarsi per trovarla gradevole,
essa rende il viaggio felice e finché un uomo la segue
è una cosa sola con essa.”

Carlos Castaneda

 

 

Uno rientra in casa, stanco, dà un’occhiata distratta all’ambiente, un saluto fugace a qualcuno. Una doccia e poi a tavola, a scambiare frasi di circostanza e indifferenza.
Intanto un televisore vomita le solite notizie, in un silenzio denso di energia appassita.
Un silenzio abitato da piatti bicchieri e posate. Che ci servono un pasto al di sopra delle nostre necessità, da divorare nervosamente.
E poi si va a letto, e arriva il primo sonno, apparentemente ristoratore, invocato per azzerare pensieri e preoccupazioni, per digerire pezzi di vita trangugiati in fretta.
Insomma, una giornata come tante, la giornata di tanti, troppi individui.
Ognuno di noi si può riconoscere in questo epilogo che da solo esprime il senso stesso della giornata appena trascorsa. E di tante giornate come questa.
Mi viene da pensare che abbiamo completamente dimenticato l’essenza stessa della saggezza insita nei cromosomi della nostra civiltà.
Una saggezza che andrebbe riscoperta e fatta vivere, in quanto unica strada al benessere, al vivere bene, che pure tanto agogniamo ma che sentiamo sempre troppo lontano, lontano e indecifrabile.
Io credo che il vivere bene passi principalmente attraverso la ricerca dell’equilibrio mente-corpo e dell’equilibrio tra noi e gli altri, fino ad arrivare alla consapevolezza di come vi sia felicità autentica quando il bene proprio incontra e si integra con la medesima sensazione dell’altro.
La Vita, per essere vissuta ed assaporata appieno, richiede dinamismo, creatività, interesse, ottimismo ed una immensa fiducia in se stessi e negli altri. Le organizzazioni, come le città, fino alle strutture sociali più piccole come la famiglia, sono oramai ancorate a modelli statici basati su una pigrizia mentale senza precedenti.
Per non parlare delle nuove generazioni e del loro bisogno di identità e spiritualità al quale le generazioni precedenti non sono riuscite a dare indirizzo né risposta. E intanto il nichilismo avanza e si rinuncia ad ingaggiare la propria personalissima lotta con il “senso” e la sua ricerca, e intanto si narcotizzano le emozioni, fino a disconoscerle.
Non c’è da meravigliarsi se anche la società italiana comincia a dare segni di decadenza e di ingiustificata rinuncia a “mettersi in gioco” in modo totale e radicale. Bisognerebbe cambiare, sì, cambiare per non subire la “razionalità” spesso disumana di un sistema globalizzato, in cui impera lo scambio delle merci e l’incitamento al consumo materiale, e in cui viene mortificato lo slancio critico e creativo, la possibilità di “pensare”, almeno pensare, un’alternativa. Un sistema che rischia di soppiantare identità culturali colme di antiche genialità; un sistema che rischia di soppiantarci.
Il mondo sta cambiando? Be’, è talmente ovvio da trovarmi imbarazzato nel doverlo ribadire. Ma come sta cambiando? E come ci sta cambiando?
Non sarà forse arrivato il momento per noi di provare ad immaginare epiloghi diversi? Di provare a cambiare i nostri scenari, sostituendo i soliti gesti, i soliti discorsi, i soliti spazi, con un vivere nuovo, attraverso il quale affermare la nostra diversità e la nostra potenza?

 

L'immagine: S. Dalì, "Necrophiliac Springtime"





FIORI E GERMOGLI

 

 

“Vi sono germogli destinati a non fiorire mai,

e ve ne sono altri che fioriscono  ma non portano mai frutti.”

 

Confucio, Dialoghi, Mondadori 1989

 

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Articolo apparso su "Repubblica" del 28 aprile 2008

 





MIRAGGI DI FELICITA'

 

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“Non importa se bevi in una tazza d’oro o di cristallo o di spatofluore o in un calice di Tivoli o nel cavo della mano.

In ogni cosa, pensa allo scopo da conseguire, e lascerai andare il superfluo”.

 

Lucio Anneo Seneca -Epistole

 

 

 

 

La nostra società non ammette sconfitte o delusioni, non tollera la rinuncia, compatisce il debole ed esalta il forte. La competizione esacerbata è la cifra dei comportamenti quotidiani delle persone, al lavoro così come nella vita privata.
Eppure tutti vengono incoraggiati a realizzare il bene supremo della felicità, come se la felicità consistesse nel raggiungimento dei traguardi che la società seleziona per noi in quanto auspicabili, desiderabili.
Felicità come miraggio, felicità fraintesa.
La “felicità” è una delle parole più digitate sui motori di ricerca, ed è il termine più in voga su riviste di ogni genere dove spesso viene promossa come il solo “stare bene” fisico e confusa con esso. Se il nostro vivere viene turbato da una delusione o da una rinuncia forzata a qualcosa o a qualcuno, ecco che subentrano ansia e tristezza, unite ad un senso profondo di sconfitta. Tutti stati d’animo e mentali che la società marchia come negativi, ovvero, patologici. Di qui l’ansia di curare l’ansia, e di … cancellarla!Insomma, non importa più il cammino verso il proprio obiettivo, ma il raggiungimento del traguardo. Non pronunciamo forse la famosa frase “non vedo l’ora!”, per poi accorgerci che il nostro obiettivo ha perso progressivamente di interesse, indipendentemente da quanta fatica abbiamo sopportato per raggiungerlo?
In noi è sempre più radicata la convinzione che la felicità della nostra vita sia indissolubilmente legata alla “performance”, e che sia nostro compito rimuovere quegli ostacoli che ci impediscono di realizzarla, di essere ottimi, efficienti, competitivi.
Il bisogno di rimozione si traduce quasi sempre nella ricerca di un rimedio esterno e a portata di mano (di ricetta), uno di quelli offertoci dalla ricerca farmacologica, magari uno di quei rimedi indirizzati a disturbi psichiatrici “importanti” e dunque capace di sopire i nostri pensieri, azzerare le emozioni ed eliminare così la sofferenza psichica, liberandoci dal “male”.
Gli psicofarmaci, dall’anno della loro introduzione ad oggi, hanno progressivamente invaso il mercato fino a raggiungere il 4° posto assoluto nella classifica dei consumi di medicinali. Ora, a distanza di 20 anni dalla loro messa in commercio, cominciano ad essere pubblicati i primi risultati di ricerche incrociate effettuate da istituti diversi, da cui emergono i dubbi, sempre più fondati, di una parte della comunità scientifica circa la reale efficacia di queste molecole.
L’articolo di Chiara Palmerini, apparso su Panorama dello scorso 20 marzo, illustra con semplicità ed acutezza i risultati di queste indagini che periodicamente vengono riprese con grande clamore dalle principali testate giornalistiche mondiali e che, in breve tempo, ritornando nel silenzio più assoluto.
Ma se il compito dei giornalisti è anche quello di svegliare le coscienze, l’onere della scelta e della responsabilizzazione spetta a ciascuno di noi.

 

 





LA COERENZA DELL'AMORE

 

“Nel buddismo tibetano c’è una procedura classica di meditazione

per coltivare la compassione, si chiama scambio di sé con gli altri”.

 

 

Dalai Lama – Dharamsala – marzo 2000

 

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24_ore_mondo, data 10.04.2008, orario 10:31

Tibet, il Dalai Lama: ''Il popolo cinese merita le Olimpiadi''

 

Il Dalai Lama ribadisce il suo sostegno alle Olimpiadi di Pechino, mentre la comunita' internazionale resta divisa sull'ipotesi di boicottare la cerimonia di apertura dei Giochi, con il presidente degli Stati Uniti George W. Bush che ha confermato la sua presenza, mentre il premier britannico Gordon Brown ha annunciato che non ci sarà. "Appoggio la Cina come ospite dei Giochi, perche' la Cina il Paese piu' popoloso ed una nazione antica”, ha detto il leader tibetano. 

Il Dalai Lama, parlando durante una conferenza stampa a Tokyo, ha detto che i cinesi “meritano veramente” le Olimpiadi; il popolo le merita “nonostante gli spiacevoli eventi in Tibet, la mia posizione non e' cambiata".

 

 

 




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