Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: attualità


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CITTADINI DEL MONDO

 

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Fosco Maraini, "Prima della tempesta"

 

 

“Gran parte della sofferenza umana deriva dalle emozioni distruttive, ad esempio quando l’odio genera violenza o il desiderio di dipendenza. Una delle responsabilità fondamentali di noi persone attente consiste nell’alleviare i costi umani di tali emozioni incontrollabili.”

 

Tenzin Gyatso XIV Dalai Lama 

Tratto da: “Emozioni distruttive” Dalai Lama e Daniel Goleman- Mondadori

 

 

Ascolto.

Il respiro del mondo in questo momento, e percepisco distacco distrazione e superficialità, egoismo rabbia e illusione, e disillusione, e movimenti di energie negative che fagocitano quelle positive. Nel respiro del mondo, in questo momento, c’è l’esatto contrario di ciò che la Natura esprime. La Natura è Vita e, al suo cospetto, non esistono domande o risposte, esistono invece sensazioni, odori, sapori e spazi, da percepire assaporare godere; esistono gli incontri, con se stessi – scoprendo e vivificando il proprio talento, e con gli altri – da guardare con stupore da conoscere con rispetto da riconoscere come unici e preziosi, perché gli altri lo sono perché noi lo siamo. Unici e preziosi.

Immagino.

Che noi tutti abbiamo una missione, da perseguire con ardore e con devozione, avendo come consigliera la Natura, come orizzonte la Vita, quella Vita che esalta la reciprocità tra gli esseri viventi, la nobiltà del sentire l’amorevolezza dell’agire, che mette in guardia da ciò che la distrugge e la corrode, da ciò che la infetta: l’odio la sopraffazione la violenza, che negano il valore della persona.

Cerco.

La positività insita in ognuno di noi, e prima ancora la cerco in me, come primo passo, come passo dovuto, necessario. Partire da sé, non c’è altra strada per cogliere la positività e lodarla, preservare la bellezza e gioire di essa, accettare la diversità e riconoscerla come valore come condivisione come crescita. Partire da sé, non c’è altra strada per gioire con sé e con l’altro.

Passeggio.

L’aria è carica di odori e profumi nuovi: sentori di una primavera alle porte, pronta ad irrompere nella nostra Vita. Guadagno la riva del mare scarpe alla mano, attraversando una spiaggia lunghissima e soffice, con la sabbia ancora fredda. Quella stessa sabbia calpestata da innumerevoli persone prima di me, persone che hanno lasciato qui le loro orme come quelle che lascio ora io dietro di me.

Non c’è nulla di statico, tutto è in divenire.

Non c’è nulla di quieto, dall’altra parte del mondo. Questo mondo ormai così vicino eppure ancora così lontano, che non raggiungiamo e che non ci raggiunge.

Questo mondo che ci porta notizie che parlano di orrore di potere di rabbia di repressione di crudeltà. Non c’è amorevolezza ma solo distruzione.

Respiro.

Assieme al respiro del mare. Un po’di vento copre le mie orme: tutto è in divenire.

Un po’di vento disperde i miei pensieri, pensieri liberi.

 





UN SECOLO DI MEMORIE

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<…> tornammo da quel viaggio che eravamo stravolti, anche dalla apparente impossibilità che questa civiltà potesse mai rimettersi in piedi.

Come poteva?

 

E lì ebbi quest’altra bella visione, che mi piaceva: che la vita non si ferma.

Tu puoi buttare il napalm, il sale, ammazzare tutti.

 

Per un po’ non vedi niente.

 

Poi – paff! Spunta una piantina, si apre un mercatino, due fanno l’amore e la vita ritorna con questa sua avidità di vivere!

 

Forte la si sentiva, forte.

 

FOLCO: E’ stato uno dei tuoi viaggi più sconvolgenti?”

 

TIZIANO: Era impressionante. Mi colpì. Non era una cosa normale.

                    Tutto dimenticato, tutto dimenticato.

 

FOLCO: Tu hai dimenticato?

 

TIZIANO: Non io, l’opinione pubblica.<…> E’ stato un secolo di spaventose delusioni.

                    Anche per questo oggi c’è questo grande disorientamento.

                    Non c’è più niente a cui potersi attaccare minimamente.

 

 

Tiziano Terzani – “La fine è il mio inizio”- Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita- Longanesi

 

 





CAMBIAMENTO SOCIALE E COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA

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René Magritte "Decalcomania", olio su tela, 1966

 

“Ci sono tre tappe nella storia di ogni
 grande scoperta. Al principio,
gli oppositori sostengono che lo scopritore è folle;
in seguito che è sano di mente, ma che la sua scoperta
non ha davvero alcun interesse; infine,
che la scoperta è molto importante,
ma che tutti la conoscevano da sempre”.
 

Sigmund Freud

 

 

La nostra società sta cambiando in modo radicale: è un processo doloroso di distruzione e di ricostruzione, non sempre immediatamente evidente, spesso silenzioso, quasi impercettibile.

E’una modalità che vale anche per le organizzazioni, che si espandono attorno a regole e valori dentro i quali, prima o poi, implodono. Allora diventa necessario definire nuovi valori, stipulare nuovi contratti, ridefinire il proprio orizzonte, acquisire e sviluppare nuovi modi di vedere sentire vivere, insomma: evolvere.

Un’evoluzione che non è una linea retta, bensì un alternarsi di espansione e contrazione, di morte e rinascita. Un’evoluzione intesa come rigenerazione, il cui germe spesso si annida laddove non immagineremmo, in quei movimenti, in quei luoghi di produzione di pensiero e comportamenti nuovi, in quelle aggregazioni spesso ritenute marginali (ai margini del sapere mainstream, di un sistema sociale poggiato su valori consolidati).

“Il rinnovamento delle società, delle istituzioni” sostiene Alberoni nel suo libro Valori, “può avvenire solo attraverso una rivoluzione. Ma sono i movimenti la forza specificatamente rivoluzionaria della storia. Essi producono morte-rinascita: non una morte fisica delle persone e la nascita di altri individui come nel campo biologico, ma una morte-rinascita spirituale.”[…..] “Gli esseri umani hanno il dono di molte vite. Di molte morti, e di molte rinascite. Non nel senso fisico della reincarnazione, ma in quello psichico e spirituale di un rinnovamento profondo di loro stessi e del loro modo di vedere il mondo.”

Una spia interessante del mutamento sociale e filosofico in atto è nel mondo della comunicazione pubblicitaria.

Vi segnalo al riguardo un interessante articolo apparso sull’Espresso del 26 dicembre 2007 - “MISTER SPOT”.
Parla di come la pubblicità, negli ultimi anni, abbia recepito (e restituito) valori nuovi, legati al coinvolgimento attivo dei consumatori rispetto a quel determinato prodotto o a quello specifico brand. Oggi i consumatori - e sono perfettamente concorde con questa visione - “hanno due diritti in più: quello di investigare in profondità le cose e quello di informarsi per darsi un proprio punto di vista”. Sono piccoli segnali, ma di grande importanza, giacché proprio nei segnali deboli risiede il germe del cambiamento sociale. 

 




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