Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole


VIBRAZIONI DI VITA

 

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Essere consapevoli di un fatto, di una condizione, di una situazione personale; diventare coscienti di un qualcosa che prima ignoravamo. Tuttavia la consapevolezza da sola, spesso non ci conduce verso il cambiamento tanto desiderato. La differenza tra il sogno e la realizzazione di un sogno, sta nell’impegno ad andare verso una certa direzione, con determinazione, forza e soprattutto con molta coerenza. Mi è piaciuto quanto scritto dall’amico e collega Riccardo. Lo porto alla vostra attenzione, con piacere immenso.

 

 

 

Consapevolezza & Incoerenza

 

 

Incontro per caso ad un aperitivo un mio vecchio compagno di regata.

C’è sorpresa e piacere nel rivederci: immediatamente nei nostri occhi ritornano i ricordi spumeggianti delle domeniche trascorse a "bolinare" tra le onde, con l’unico obiettivo di arrivare a tagliare la linea di arrivo prima di tante altre barche, magari prima di tutti.

 

Fioccano i ricordi, i racconti, le emozioni tornano sulla pelle: quasi sembra di sentire il maestrale invernale che taglia la faccia e gli schizzi freddi dell’onda che viene attraversata dallo scafo.

 

Sono quasi due anni che non regatiamo insieme. Gli chiedo: “ e tu? Che hai fatto in questo tempo? Regate? Con chi?” mi risponde: “no, sai, non ho più regatato, non so come sia possibile reggere a lungo in un mondo così superficiale, sempre solo pensare alle regate: vuol dire proprio non avere la testa!!!no no! Io ho smesso!”.  Continuiamo a parlare, di mille cose diverse che alcune volte ci accomunano e che altre volte ci dividono. Ci salutiamo, abbracci sinceri, pieni… Appuntamento per la prossima settimana, impegni di lavoro permettendo.

 

Vado via, “monto sul mio destriero” a due ruote e mi avvio verso casa. Mentre sfila ai miei lati lo straordinario spettacolo dei fori imperiali, nella brezza serale estiva, la mente ritorna a questo piacevole incontro ed inizio a pensare. Mi sorprendo: chissà quante volte sarà già capitato di diventare consapevole dei cambiamenti fatti, dei rituali abbandonati, delle passioni sfiorite, degli hobby divenuti noiosi. Ma, mi chiedo, perché ogni volta bisogna cedere all’abitudine di rifiutare, rinnegare, quasi cancellare ciò che in un passato recente ci aveva appassionato? Perché esser consapevoli della strada che stiamo percorrendo, spesso si traduce nel denigrare, quasi rinnegare, ciò che ci siamo lasciati dietro?

Perché a volte ci sembra che per consolidare la consapevolezza del cambiamento sia necessario far tabula rasa di ciò che è stato, pur rischiando di diventare incoerenti con ciò che siamo stati?

Panta rei diceva l’antico saggio greco, ma perché dare per scontato che a scorrere sia una valanga (che travolge e distrugge tutto ciò che incontra sul suo cammino) e non un ruscello trasparente e fresco?

Non sarebbe più sano esser consapevoli del cambiamento, mantenendosi in armonia con ciò che è stato prima, semplicemente trattenendo dentro ciò che di positivo ci ha lasciato?

E se questo fosse proprio il modo migliore di vivere il cambiamento?

Forse è proprio questa spinta a dover rinnegare/cancellare ciò che è stato, a farci vivere con più fatica i cambiamenti?...

Ah …eccomi sotto casa (???)…dove sono le chiavi del cancello automatico? 

 

 

Riccardo La Malfa 

 



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