Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole


FANTASTICA CONCRETEZZA
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Un lampione elettrico può essere ignorato, per la semplice ragione che è insignificante e transitorio. Le fiabe, invece, si occupano di argomenti più permanenti e fondamentali, come il fulmine.

 

 

John Ronald Reuel Tolkien

 

 

 

Salvador Dalì: Nascita dell'uomo nuovo

 

 

I preconcetti limitanti sono convinzioni alle quali ci sentiamo radicati, frutto di esperienze passate, che non ci permettono di vedere le opportunità presenti e future.

Raccogliamo dunque l'invito di Fabrizio e cerchiamo di allenarci ad andare oltre ciò che appare, partendo dalla lettura di brani pieni di magica creatività.

 

 

Tempo fa in un convegno asserivo che oggi è più di moda la fantasy della fantascienza perché il progresso scientifico attuale è molto più là della fantasia scientifica e sfida le nostre convinzioni etiche, mentre il genere fantasy ci permette di recuperare e rimodellare una tradizione in cui c'è un bene ed un male riconoscibile e riconosciuto in modo assoluto.

Per chi, come me, è un amante del Signore degli anelli, questa moda del fantasy non può che prenderla bene.  Frodo, Gandalf, Aragorn e Legolas, (il mio preferito), popolano il mio immaginario e ammetto di avere la trilogia completa di Peter Jackson in DVD a casa.  Solo la saga di Eragon del diciannovenne americano Christopher Paolini ha saputo riappassionarmi al genere, tanto che sto aspettando con cupidigia l'uscita italiana del terzo libro.

Questa estate ho, poi, scoperto che in Italia abbiamo una straordinaria scrittrice fantasy che è Licia Troisi, la quale ha scritto due bellissime trilogie che hanno come protagoniste principali due eroine molto molto particolari: Nihal e Dubhe.

Le storie hanno un bellissimo intreccio con elementi e personaggi che si dipanano attraverso i sei libri, ma soprattutto perché, come Paolini, nelle sue storie ci sono i draghi. Queste creature mitologiche mi hanno sempre affascinato, ma, non ho mai avuto l'occasione di poter scrivere qualcosa su di loro.

È difficile mettere in una poesia il riferimento ad un drago, anche se non dispero di poterlo un giorno fare. Scrivere poesie è una operazione bellissima ed affascinante ed è molto appagante sapere che le tue parole hanno saputo suscitare emozioni negli altri.

Eppure, dopo 2 libri di poesie pubblicate, sentivo che dovevo provare a fare qualcosa di nuovo. Pormi una nuova meta, non per piacere agli altri, ma soprattutto per me stesso.

Ero alla ricerca e dovevo avere fiducia che la risposta sarebbe arrivata, come sempre.

La risposta mi è venuta leggendo un altro fantastico libro: "la solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano, vincitore meritato dello Strega. Ho, infatti, pensato che se un matematico poteva scrivere un romanzo usando come metafora un argomento che conosceva benissimo, anche io potevo utilizzare le mie passioni per farne un'opera narrativa.

E così è stato.

Sono partito dai draghi ed ho iniziato a buttare giù una storia con loro protagonisti. Ebbene in poche ore sul mio computer era pronta una base di partenza. Era il piccolo seme che mi serviva per iniziare a scrivere il mio primo romanzo, intitolato provvisoriamente "il ritorno del cavaliere del drago".

Adesso che ho finito il quarto capitolo, mi piacerebbe molto se voi, amici di equilibri dinamici, vorreste farmi da gruppo di lettura.

Intanto vi lascio il prologo di questa avventura

Alla prossima.

Fabrizio Cipollini

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Prologo

In principio erano i draghi. Vraunas, Stenzart, Retresaf e Gherfad erano i loro nomi. Vraunas era il drago della terra, Stenzart, quello dell'acqua, Retresaf era il drago dell'aria e Gherfad, il dragone del fuoco.

I Draghi erano gli unici essere viventi nel regno di Althesia che, a quei tempi, era una enorme e fertile pianura delimitata a nord dal grande mare di Wast, a sud dal deserto immenso di Uns, ad est dall'inestricabile foresta di Etres ed ad ovest dall' smisurata catena dei monti di Enost.

All'interno di questa pianura rigogliosa c'erano due laghi, il lago di Kela quello di Wat. In entrambi i laghi vi era una isola al centro. L'isola di Elsi nel lago di Kela quella di Eath  nel lago di Wat.

Tutto sembrava fatto per i Draghi e per la loro felicità.

Gherfad si innamorò di Stenzart e decisero di abitare l'isola di Elsi. Il drago del fuoco si prodigava affinché alla sua amata non mancasse niente e la felicità dei draghi era avvertita anche dalla natura che ricompensava il comprensorio del lago di Kela  con abbondanza di frutti.

Anche Vraunas e Retesaf si innamorarono e si stabilirono nell'isola di Eath. Ma l'amore di Vraunas non era del tutto sincero. Il drago della terra, infatti, nutriva una malsana concupiscenza verso Stenzart ed una invidiosa gelosia verso Gherfad.

L'unione tra Gherfad e Stenzart generò quelli che oggi chiamiamo i Draghifalchi. Essi assomigliano a grandi falchi con alcune caratteristiche proprie dei draghi come la testa, il lungo collo, il corpo snello e le larghe ali membranose  con le piume marroni con punte di gialle e blu.

I Draghiserpe, furono i frutti del legame tra Vraunas e Retresaf. Come suggerisce il nome essi sono dei giganteschi serpenti costrittori muniti di ali, come quelle dei pipistrelli, e la testa piumata. L'arma dei draghiserpe era la coda elettrificata, mentre i draghi falchi erano in grado di sputare fuoco dalla bocca.

Un funesto giorno, però, la passione di Vraunas verso Stenzart divenne irrefrenabile e così si originò la guerra dei draghi. Vistosi rifiutato da Stenzart, Vraunas, accecato dall'ira e dalla gelosia, attaccò la dragonessa e la uccise recidendole la testa.

Vraunas, nel vedere il corpo senza vita della dragonessa, riprese coscienza e scappò via velocemente, non notando che dal sangue di Stenzart si stavano generando le creature delle acque.

Fu Gherfad a trovare il corpo senza vita della sua amata. Egli pianse e si lamentò per giorni. La sua nenia funebre si udiva a molte leghe di distanza ed arrivò alle orecchie di Retresaf che decise di andare a vedere cosa fosse accaduto.

Quando vide il drago che cingeva con le ali il corpo senza vita della sua amata, Retresaf iniziò a piangere anche lei e fece per avvicinarsi, ma una fiammata di Gherfad la bloccò. Il ruggito di Gherfad era spaventoso e cupo e non assomigliava per niente al lamento funebre che aveva sentito poco prima.

Era un ruggito carico di odio e di vendetta, feroce e oscuro.

Retresaf non capì, ma, appena guardò le ferite mortali che aveva al  collo  Stenzart , intuì la verità. Folle di rabbia e di odio verso il suo amato volò fino alle vette più alte dei monti di Enost e lì si lasciò cadere in un crepaccio, profondo ed oscuro, trovando così la morte. Dalla scomparsa di Retresaf si generarono le creature dell'aria.

Presto la vendetta vinse il dolore e Gherfad uscì dalla sua tana e, dispiegando le ali enormi, si mise a caccia di Vraunas.

Egli lo trovò vicino alla sua dimora. L'attaccò fu tanto fulmineo, quanto letale e ci volle tutta l'abilità del drago della terra per evitare di soccombere. La lotta tra i due draghi andò avanti per sette giorni ed i colpi che si scambiavano facevano tremare le fondamenta dell'Universo.

Fu Vraunas, alla fine, a capitolare sotto la furia di Gherfad e dal suo ventre si originarono tutte  le creature della terra, i Arietidi e gli Elfi oscuri.

Nonostante la sua  vittoria,  Gherfad era stato ferito gravemente e a malapena arrivò a casa. Allo stremo delle forze, il Dragone si sacrificò e diede vita agli Uomini, ai Centauri, agli Gnomi e agli Elfi d'oro.

 

(Dal libro delle Origini di Aubertson )

 

 



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