Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole


DUBBI

 

indice/immagini/post_immagini/fioreUna delle abilità del coach è di saper adottare - quando occorre - uno stile comunicativo assertivo, al fine di gestire efficacemente la relazione con il proprio coachee e aiutare quest’ultimo a rimuovere i blocchi che lo separano dai propri obiettivi utilizzando appieno le sue risorse interiori.

Tuttavia il momento del feedback può essere un momento critico per il coachee, in quanto il coach fa emergere, svela, cose dure e difficili da accettare. Questo perché durante l’incontro vengono rinvenuti ad uno ad uno tutti quegli ostacoli (o blocchi) di cui dicevamo e, con essi, le motivazioni più o meno nascoste della loro esistenza e della loro inamovibilità fino a quel momento. E l’ostacolo non riguarda l’individuo di per sé, avulso da qualunque contesto sociale, affettivo, relazionale, tant’è che a quell’ostacolo sono spesso associate paure quali deludere o ferire l’altro: una persona cara, vicina, importante.

I nervi si scoprono e la sofferenza non può essere ignorata, così come l’ostacolo non può più essere aggirato. Il mio interlocutore in questa fase di svelamento (di convinzioni limitanti, di giuste decisioni inspiegabilmente procrastinate, di stratagemmi suggeriti dall’abitudine per non affrontare i nodi) può sentirsi perso, disorientato o addirittura “offeso”, perché la visione è andata troppo oltre troppo a fondo, disvelando un inganno, che spesso non è altro che un autoinganno.

Anche se mi piace improntare le mie interazioni alla leggerezza e alla letizia - costruendo metafore, leggendo passi di racconti o poesie -, so che il più delle volte non posso prescindere dalla pesantezza e durezza di un feedback, ahimè, necessario.

Percepisco la difficoltà momentanea del mio interlocutore, è vero, ma ho in me la convinzione che i frutti desiderati arriveranno, eppure…

Eppure a volte mi rimane una sensazione di disagio, o meglio, un dubbio: avrei potuto scegliere, per quella persona, una via di interazione meno “invasiva” e più “ecologica”?

 



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Allegro ma non troppo
La Prima Legge Fondamentale della stupidità umana asserisce senza ambiguità di sorta che:
Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione.

Carlo M. Cipolla (il Mulino)
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