Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole


SPIRITI LIBERI?

 

 

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“Mi piace immaginare uno

strumento che ci permetta di

scomporre gli schemi del

comportamento suicida nel modo

in cui il fisico scompone un

raggio di luce. Attraverso un

tale spettroscopio sociologico

potremmo vedere spandersi lo

spettro multicolore di tutti i

possibili atteggiamenti verso la

vita. Tutta l’angosciosa

confusione diventerebbe nitida,

chiara e comprensibile”

 

(Arthur Koestler, ”Lo Yogi e il commissario”)

 

 

 

 

 

Nella psicologia buddista, l’insoddisfazione è considerata la vera sofferenza. Per quanto si possieda, il desiderio non diminuisce, si vuole sempre di più, e dalla sofferenza, la frustrazione. Questo non è un fenomeno esterno, ma mentale. Divenire consapevoli dello stato mentale è la chiave, anche nei momenti in cui tutto ci farebbe pensare o, meglio, non pensare.
Ogni giorno della nostra vita dovrebbe essere impiegato a divenire consci di tutto quello che facciamo, del perché e di come lo facciamo. Di solito facciamo tutto inconsapevolmente: mangiamo inconsapevolmente, beviamo inconsapevolmente, parliamo inconsapevolmente, ci divertiamo inconsapevolmente. Non abbiamo nessuna idea di quello che sta succedendo nella nostra mente anche se diciamo che siamo consci. Anche in questo caso, sospendendo il giudizio, semplicemente osservandoci, potremmo confrontarci con le nostre idee ed esaminarle, sperimentarle. Tuttavia la tendenza dell’uomo è quella di illudersi che le cose siano inalterabili e che restino immutevoli nel tempo. Prendiamo ad esempio la vacanza. La tanto vagheggiata vacanza agostana: voglia di sole, di natura, di divertimento, quel divertimento che rende “liberi”, che ci fa stare bene, con chi o con cosa desideriamo. Tutto programmato o quasi, almeno nella nostra mente, in attesa di trasformare il desiderio in realtà. Poi arriva il giorno della partenza e ci si ritrova immersi in luoghi nuovi, gente nuova, discorsi nuovi, divertimenti nuovi. Nuovi?
La fatica di arrivare è già dimenticata. Il ricordo di figure anonime incrociate sul nostro percorso è alle nostre spalle. La rabbia per qualche sopruso o cattivo servizio ricevuto si è già stemperata. E che il divertimento cominci! Bello sentirsi liberi, senza vincoli, senza tabù, senza regole fisse. Che sia questa la splendida sensazione di sentirsi “liberi”? Si pensa che il periodo sarà abbastanza lungo da permetterci di fare tutto ciò che vogliamo. Qualche giorno dopo, tutto è concluso, in un lampo, in una manciata di momenti vissuti intensamente.
Vissuti?
Luoghi che scopriamo anonimi, così come gli sguardi e i sorrisi, così come i rituali giornalieri costruiti senza poter assaporare nulla, d’un tratto espulsi dai nostri pensieri, senza lasciare traccia. Ma sulla via del ritorno, già si imbastiscono progetti per l’anno a venire, si ritorna a sperare, ad illudersi nuovamente. Una imprecazione all’auto che ci precede, al tabellone degli orari del treno o dell’aereo, e la rabbia sale:
com’è che si chiamava “quello” o “quella”? Ma perché poi non siamo stati a visitare…a proposito, dov’è che andremo il prossimo weekend?
Non vogliamo comprendere che anche il tempo cronologico, se ci pensiamo bene, è solo un’illusione. Il passato non esiste più perché è morto, il futuro deve ancora venire ed il presente è qualcosa che non si può afferrare perché costituisce un confine tra passato e futuro. Alla base una sofferenza, a volte malcelata, derivante da una insoddisfazione costante. Riempire le giornate, bruciarle, non fermarsi, non porsi domande, organizzare tutto (quando non ci viene puntigliosamente organizzato da altri), senza darsi tregua né pace. Poltiglie di vita,
senza “respiro”.Pensavamo di essere spiriti liberi, e ci scopriamo liberi dallo spirito.  

 



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La Prima Legge Fondamentale della stupidità umana asserisce senza ambiguità di sorta che:
Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione.

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