Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole


LE MACERIE DELLA RABBIA
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La maggior parte di noi vive in attesa che la guerra scoppi per intervenire. Si vive a favore della guerra, già a partire dal quotidiano, saturo di conflittualità esacerbata, di aggressività incontrollata. Prevaricazione confusa con la rivendicazione di un diritto. Un diritto a cosa? Ad affermare la propria individualità a marcare il proprio confine esistenziale? No, diritto a vincere sull’altro e non assieme all’altro.

Sembrerebbe quasi un dato di natura.

La natura umana sarebbe dunque cattiva ed egoistica, segnata dall’istinto alla sopraffazione e alla diffidenza, dalla necessità di lottare “tutti contro tutti” non per vivere ma per sopravvivere all’altro, magari annientandolo?

Siamo dunque lo specchio fedele degli scimpanzé, che conoscono e praticano l’assassinio che non hanno amicizie durevoli, che tradiscono e nel quotidiano sono irritabili e litigiosi?

Perché invece non prendere esempio dai bonobo, dalla loro dedizione gli uni agli altri dalla loro refrattarietà alla guerra dalla loro convivenza pacifica e solidale dalla loro sorellanza morale?

Utopia, la si potrebbe chiamare.

Mi guardo attorno e sento il quotidiano denso di rabbia, di rabbia implosiva e male direzionata. Perché la rabbia può anche essere una risorsa, un potente serbatoio di energia, infatti la rabbia può fare da propulsore al cambiamento, ma solo se viene davvero compresa. La rabbia che rende ciechi non è un sentimento nobile ma una forza che distrugge: non solo fuori di sé ma anche e soprattutto chi ne è portatore, chi la coltiva e la esprime sotto forma di violenza e di brutalità. E cos’è poi questa rabbia così espressa se non una disarmante resa verso la vita? 

Riflessioni, sensazioni, guardandomi in giro e guardando attraverso la tv, i giornali la radio, finché non mi ritrovo nel silenzio della mia stanza con il libro del mio amico Giancarlo tra le mani: apro una pagina a caso. Leggo. E penso che è proprio vero che le cose non capitano mai per caso: il mondo ci dà ciò che chiediamo, così come ci fa incontrare le persone che desideriamo incontrare.

 

LE PIEGHE DEL TEATRO

 

sono sconcertato dallo spettacolo

ma il teatro non è la vita

solo ogni tanto

ne concede un’altra

 

così ho preso qualcosa per la notte

ma la notte è già trascorsa

e quella nuova

è per un’altra volta

 

 

Giancarlo Sputore (“Il venditore di petali”)

 

 



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Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione.

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