Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole


PASSAGGI

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Walkway over the lake (foto artistica)


Riconoscere ed abbracciare la disperazione, la rabbia, lo sconforto attraverso la presenza mentale, consapevoli di ciò che accade.
L’energia che scaturisce dalla presenza mentale è come un genitore, un fratello maggiore, una sorella maggiore che
prendono in braccio il bambino più piccolo che soffre e si prendono cura di lui.
Non occorre nessuna lotta
, piuttosto occorre comprendere in modo profondo questi stati d’animo percependoli nella loro unicità, e non nella loro dualità, percependoli come appartenenti alla stessa realtà vissuta.
Non occorre nessuna lotta, ma abbracciare e curare. Sono passaggi di Vita, talvolta duri, che possono portarci a comprendere noi stessi accettando una realtà il cui significato, spesso, sfugge alla nostra comprensione.
Fabrizio, attraverso il post che vi propongo,  ne fornisce una sua interpretazione, semplice e profonda, così com’è nel suo stile, diretto e privo di ridondanze, uno stile che amo perché essenziale senza mai risultare banale.

 

***

Se muore lei, per me tutta questa messa in scena del mondo che gira, possono anche smontare, portare via, schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possiamo spengere questa luce bellissima del sole che mi piace tanto... ma tanto... lo sai perché mi piace tanto? Perché mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto... portar via tutto questo tappeto, queste colonne, questo palazzo... la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine, le 7 del pomeriggio, maggio, giugno, luglio, il basilico, le api, il mare, le zucchine... le zucchine...

(Roberto Benigni dal film "La tigre e la neve")

 

Pensare a cosa è la Pasqua, a cosa rappresenta è davvero qualcosa di fantastico, misterioso, magico, incantato e affascinante sia per chi crede sia anche per chi non lo fa.
Riuscire ad avere l'intuizione del potere dell'Amore è davvero qualcosa di irrazionale e di "strano".
Comprendere, anche se poco e per poco, che è stato solo il potere dell'Amore ad aver vinto la Morte, è qualcosa di terribilmente sconvolgente per la nostra razionalità legata fortemente alla materia.
Eppure anche l'Amore ha sofferto prima di vincere.
Eppure anche l'Amore ha esitato prima di affrontare la sofferenza.
Eppure anche l'Amore ha cercato di evitare il dolore.
Sapere che l'Amore si è comportato come si comporterebbe ciascuno di noi, è fonte di gioia e di speranza.
E' il segno che nel mondo c'è ancora posto per parole come etica e morale.
E' il segno che questo mondo può cambiare.
E' il segno che questo mondo ha in sé la forza per migliorare.
E  questa forza risiede in ciascuno di noi.
Ognuno di noi ha la forza di superare qualunque avversità-
Ognuno di noi ha la forza di superarsi, di evolversi e di migliorarsi.
Di fronte all'abisso del dolore dubitiamo della nostra "fede".
Di fronte all'abisso del dolore,  il "silenzio" di Dio ci offende.
Di fronte le nostre certezze si distruggono ed il dubbio ci assale.
Di fronte all'abisso del dolore esiste solo il male, mentre sembra che il bene se ne freghi di noi.
Cerchiamo allora conforto nelle storie di personaggi che hanno vissuto le esperienze del dolore, cercando di comportarci secondo i loro standard.
Ma tutto è vano.
Il dolore sembra vincere.
Queste erano le riflessioni di qualche giorno fa, quando in occasione della pasqua, ho sentito una mia amica che, recentemente, è stata colpita da un grave lutto familiare.
Il tono della sua voce indicava un forte turbamento emotivo.
Le parole che usava indicavano un certo scoramento.
Eppure percepivo, anche attraverso il telefono, una scintilla di rivalsa.
Un flebile respiro di quella che forza che, davanti alla disperazione, non ci fa mollare ed anzi ci costringe ad andare avanti.
Ho cercato di rincuorarla come poteva, ma avvertivo che le mie parole non erano adatte.
Ci voleva un segnale.
Chiusa la conversazione telefonica, ho comunque continuato a pensare a lei e a cosa poteva pensare di quello che ci eravamo detti.
Sapevo che DOVEVO fare qualcosa di più.
Che DOVEVO divenire uno strumento di amore.
Che avevo l'obbligo morale di lanciarle un segnale.
Ogni cosa che mi veniva in mente mi sembrava inadatta.
Ogni cosa mi sembrava misera.
Fino a quando ho lanciato una occhiata alla mia libreria.
E un libro mi è balzato agli occhi: Monte Cinque di Paolo Coelho.
Coelho, con questo romanzo, narra la storia dell'esilio del profeta Elia.
Elia, il profeta, che tra angosce e dubbi scopre di avere un compito e una funzione da assolvere che non conosce e di cui si sgomenta.
Elia Sa solo di dover attraversare molti dolori, molte tragedie, con l'anima tesa ad ascoltare la voce dell'Angelo, la voce di Dio che spesso disorienta e spinge ad affrontare prove difficili.
Ma pur sapendolo, Dio appare lontano ad Elia.
Ma pur se la sua solitudine e la sua sordità è terribile.
Elia alla fine trova dentro di sé e  tra le parole di chi lo circonda il messaggio che lo guiderà lungo la strada assegnatagli.
La sofferenza nella vita è inevitabile, il dolore fa parte dell'esperienza umana e ci colpisce all'improvviso.
A questo punto ognuno di noi deve trovare in sé la forza per attraversare la via della sofferenza perché in fondo lo aspetta la piena realizzazione della sua personalità.
Questo è il messaggio di Monte Cinque.
A quel punto sono uscito, sono andato in libreria, ho comprato una copia di Monte Cinque e l'ho spedita alla mia amica.
So che lo sta leggendo.
Sono convinto che, quando sarà giunto il momento, quel seme germinerà.

 



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Allegro ma non troppo
La Prima Legge Fondamentale della stupidità umana asserisce senza ambiguità di sorta che:
Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione.

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