Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole


SOLO UN VIAGGIO

 

 

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Giacomo Balla, "L'auto è già passata", 1913.

 

Il rumore monocorde e ovattato del motore accompagna i miei pensieri che fluiscono senza sosta. Una buca più profonda delle altre ed un sobbalzo. La strada si inerpica tra le montagne ancora parzialmente innevate, rendendo evidenti i contorni dei canaloni che tra poco diventeranno macchie scure. Davanti a me alcuni tir avanzano lentamente, ancora carichi di una potenza difficilmente arginabile, intenti a divorare un nastro di asfalto semilucido.
Intanto il cd da poco inserito scandisce ritmi e voci di brani ricchi di potenza e di grazia. La musica fila assieme a pensieri e immagini e respiri profondi e intensi mentre lascio il mare alle mie spalle  e  mi addentro tra le montagne imponenti.
Davanti a me una curva, ed io mi piego, mentre il sedile mi trattiene come in un caldo abbraccio.
Ma ecco che un’auto sopraggiunge a forte velocità e intende sorpassarmi in un punto impossibile.
Decelero, faccio passare, con il rumore del suo motore che copre il mio. Un attimo e riesce ad inserirsi mentre un tir sbuca inaspettatamente da dietro una seconda curva. Nell’abitacolo dell’auto a pochi metri dalla mia, un uomo gesticola animatamente; alla sua destra, una figura esile di donna, che fissa immobile la strada: sarà preoccupata annoiata o magari rassegnata?
Altra scalata, altro sorpasso e via, in un’inarrestabile frenesia. Di consumare strada e asfalto, di arrivare di arrivare, il prima possibile, prima di tutti.
Il guidatore davanti a me è lanciato in una corsa insensata, chiuso nel suo rassicurante abitacolo, incurante di chi gli sta accanto, pronto ad inalberarsi per chissà quale motivo – vedo i suoi gesti scalmanati – pronto a placarsi quando incolla il telefonino all’orecchio e accelera.
Poco più avanti incontro una piazzola, mi fermo. Faccio qualche passo all’aria aperta, annuso i profumi del verde altipiano, guardo le nuvole soffici e  veloci che lambiscono le cime. Socchiudo gli occhi, respiro. Riconosco l’odore di terra e di erba bagnata, e il profumo pungente dei fiori. Ascolto il mio respiro, prendo il mio tempo, trovo il mio ritmo. Sorrido. E pensare che fino a qualche tempo fa sarebbe stato solo un viaggio, un viaggio come tanti.

Muse - Starlight
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Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione.

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