Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Archivio: December - 2007


2008

indice/immagini/post_immagini/Musante Notte di stelle

 

 

 

 

 "Ci sono molte

  cose che un

  guerriero può fare

  in un determinato

  momento e  che 

  non avrebbe

  potuto fare anni 

  prima.

  Non perché

  quelle cose siano

  cambiate; ciò che

  è cambiato è

  l'idea che lui  

  ha di sé".

 

 

   Carlos Castaneda

 

 

 

 

 

 

 

 

Notte di stelle, navigo in una tazza di caffé: F. Musante

 

 

 

POSSA ESSERE, QUELLO CHE STA ARRIVANDO, 

UN ANNO DA TRASCORRERE ALL'INSEGNA

DEI CAMBIAMENTI DESIDERATI.

 

 

AUGURI!

 

 

 

 

 





AMORE SENZA FINE

indice/immagini/post_immagini/gandhi

“Chiamare donna il sesso

debole è una calunnia; è

un’ingiustizia dell’uomo nei

confronti della donna. Se

per forza s’intende la forza

bruta, allora sì, la donna è

meno brutale dell’uomo.

Se per forza s’intende la forza

morale, allora la donna è

infinitamente superiore

all’uomo.
Non ha maggiore

intuizione, maggiore

abnegazione, maggior forza

di sopportazione, maggior coraggio?

 

 

indice/immagini/post_immagini/benazir 

Senza di lei l’uomo

non potrebbe

essere. Se la non

violenza è la legge

della nostra

esistenza, il futuro è

con la donna”.

M.K. Gandhi

 

 

In alto a destra: Mahatma Gandhi

In alto a sinistra: Benazir Bhutto


 

 

 





UN NUOVO NATALE
indice/immagini/post_immagini/arcobaleno2

“Nessuno accende una lucerna e la mette in un luogo nascosto

o sotto il moggio, ma sopra il lucerniere,

perché quanti entrano vedano la luce.”

 

 

Luca, 11,33

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa sera sarebbe bello che ci si rivolgesse tutti all’Universo, chiedendo ciò che più si desidera nel profondo del proprio cuore, per chi si ama ma anche per chi ci sembra totalmente distante da noi.

Penso alle persone che ho incontrato e mi soffermo sui loro sorrisi, sulla loro gioia spesso ritrovata dopo una speranza diventata concreta. Vedo i loro visi luminosi, aperti, infiniti nella loro pienezza. Sento le loro parole ricolme di Vita. Guardo quei volti, uno ad uno, e con la velocità e la profondità di cui solo il pensiero è capace, corro ad accarezzarli. Forse lo sentono, forse no.

Forse non immaginano nemmeno quanta pienezza mi stanno regalando, semplicemente nel pensarli - quei volti. Ma non è questo quello che più conta.

 

Auguri a tutti voi!

 





FACCIAMO FINTA CHE

indice/immagini/post_immagini/bambina

 

“Il tempo è un fanciullo che gioca”

 

ERACLITO

 

 

All’interno delle organizzazioni è sempre più difficile scorgere fenomeni sociologicamente rilevanti di creatività viva. C’è un’abitudine stagnante: fare le cose in modo ripetitivo, senza alcuno slancio innovativo, in nome della standardizzazione dei processi, del consolidamento di un fare, ahimè, sempre uguale a se stesso.

La produzione di azioni simili può produrre nel tempo frustrazione, perdita di qualsiasi stimolo al processo ideativo, perdita della gioia di creare, quella gioia che deriva da uno sguardo nuovo su ciò che si conosce e che si è fissato per comodità e in modo – apparentemente - irreversibile.

E’ come se il processo creativo subisse una inibizione autoindotta, una vera e propria castrazione da parte delle persone che cooperano all’interno di una organizzazione, complice la consapevolezza che molto spesso i capi non accolgono (o ostacolo) le idee innovative e rendono vani il tempo e le energie mentali dedicati alla loro produzione.

A che scopo, dunque, esercitare la creatività?

Credo che sia questo il punto centrale della questione.

E credo anche che nella vita privata le cose non vadano diversamente.

L’impressione che ho è che non siamo più in grado di andare oltre le apparenze, di guardare con il cuore, prima che con la mente, mentre esercitiamo una “razionalità” che spesso non è altro che un condensato di giudizi, anzi pregiudizi, e visioni cristallizzate del mondo – degli altri e di noi stessi.

E’ per questo che resto affascinato dal comportamento dei bambini, dal loro essere diretti, dalla loro capacità di andare “a segno” senza arroganza. Il segreto è la semplicità del pensiero privo di sovrastrutture ideologiche che li porta a percepire ed interpretare la realtà in modo del tutto diverso rispetto al nostro. Quello che vedono i bambini, anche se noi non lo vediamo, non per questo non esiste. Probabilmente noi lo abbiamo solo dimenticato, licenziato dai sogni della nostra vita, rendendo la nostra vita un involucro vuoto o un rompicapo inspiegabile.

Ricordo di quando, da bambino, giocando con i miei amici, ci mettevamo tutti sotto un tavolo, immaginando di essere dentro una capanna, nel nostro piccolo rifugio: il “facciamo finta che”. Osservare e ascoltare il mondo dei bambini può aiutarci a recuperare una parte di noi lasciata chissà dove e chissà perché, e a sviluppare l’equilibrio – sempre più sfuggente – di “noi adulti”.

Insomma, per trovare nuova linfa vitale può anche bastare un “facciamo finta che”.

 

Leggi l'articolo "Cento bimbi a caccia dell'amico immaginario" apparso su "la Repubblica" il 19/12/2007

 

 





NATURALMENTE VITALI
indice/immagini/post_immagini/fioreneve

 

 

“L’immaginazione è tutto.

E’ l’anteprima delle attrazioni che la vita ci riserva”

 

Albert Einstein

 

 

 

 

 

 

 

 

Guardo attraverso i vetri. Non è usuale lo spettacolo che vedo al di là della finestra. Una coltre bianca di neve circonda e copre tutto ciò che c’è intorno: gli alberi, l’erba, la strada, le colline, il mare, fino alle montagne.

La natura sembra riposare sotto una coperta di neve che ricopre tutto e crea silenzio e quiete. Sembra, appunto. In realtà la natura soffre, sotto la neve, e deve resistere con caparbietà per non soccombere, per non spezzarsi o per fiorire ugualmente.

La neve è una prova, una delle tante.

Abbasso lo sguardo sulla fioriera al di là della finestra e da quel candore accecante vedo comparire un fiore di geranio, rosso, apparentemente fragile, spuntato come per miracolo, vincendo l’abbraccio gelido della neve.

Davanti ai miei occhi è in atto una trasformazione, l’ennesima che governa il susseguirsi delle vicende della natura e della vita. I fenomeni vitali di fatto non ammettono nessun tipo di fissità e di stagnazione, soprattutto in un momento come questo, un momento di difficoltà pericolo rischio.

Il fiore, minacciato dalla neve, reagisce, attivando la sua Forza interna che lo spinge lontano da quella stretta e vicino alla luce. Questa Forza Vitale è presente in ogni essere vivente, in ogni momento, ed è dentro di noi, solo che a volte ce ne dimentichiamo o, semplicemente, non riusciamo a richiamarla e a usarla per iniziare la nostra risalita verso la luce.

In natura questo non accade, e quel fiore sta lì a dimostralo.

Ciascuno di noi, se non si dà la possibilità di rintracciare le proprie virtù e il pensiero positivo che ne deriva, non può nulla per la realizzazione concreta del proprio benessere, per l’appagamento che deriva dalla realizzazione di sé e dei propri desideri.

E’ più comodo e dis-impegnativo desiderare “in apparenza”, far deviare il corso dei nostri desideri per costruire un alibi alla mancata realizzazione di quelli autentici, per non dover esercitare il coraggio di scegliere di perseguire ciò che davvero desideriamo.

Il risultato sarà con ogni probabilità disastroso, e noi ci sentiremo svuotati, privi di forza, con delle immagini costruite al nostro interno che ci lasceranno delusi ed amareggiati.

A questo punto la domanda, forse banale, è: ma sei io non voglio quella data cosa, cos’è che voglio in realtà?

Tuttavia la risposta non è così scontata, ed è più complessa di quanto possiamo supporre.

Quel fiore, se avesse parole per esprimersi, non direbbe “non voglio finire congelato”, ma piuttosto “voglio arrivare alla luce, voglio avere per me un po’ di sole e di calore”. Un obiettivo chiaro e positivo: dire ciò che si vuole e non ciò che non si vuole. Se l’obiettivo è chiaro sarà anche più facile trovare la determinazione necessaria per raggiungerlo.

Ecco, mi piace riflettere su questo mentre osservo questa piccola parte di natura, sul fatto di poter imparare da ogni cosa, soprattutto osservando, osservando un fiore, magari, come in questo caso come in questo momento, qui e ora, attraverso la finestra.

 

 

 

 

 

 




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