Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Archivio: January - 2008


L'EDUCAZIONE DENTRO DI NOI

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L’essere vivente è l’esatto prodotto di tutti gli stimoli ricevuti nell’arco della propria vita. Se diamo per acquisito questo assunto, semplice e complesso nel contempo, dobbiamo necessariamente convenire sul fatto che gli esseri umani crescono e si sviluppano primariamente in relazione all’educazione ricevuta o acquisita.

Per cui, pensiamo e ci esprimiamo a seconda delle abitudini che abbiamo incorporato. Tanti genitori sembrano preoccupati, fino all’ossessione, della condizione del feto durante il periodo di gravidanza, ma poi sembrano non comprendere appieno l’importanza dell’ambiente sullo sviluppo del bambino e trascurano di occuparsene.

Per ambiente intendo il luogo nel quale si vive in comune, un ambiente fatto di comportamenti e azioni, di parole e stati d’animo espressi dalle persone che frequentano quell’ambiente. In questo caso è la famiglia l’ambiente che funge da specchio per il bambino, è la famiglia ad essere “responsabile” del processo di socializzazione primaria, in quanto fornisce al bambino le figure in cui identificarsi, assumendone ruoli e comportamenti.

Ogni azione, nel breve ma soprattutto nel medio e lungo periodo, produrrà un effetto sul bambino, il quale diventerà un adulto, che, pur nella complessità del suo processo evolutivo nel quale interverranno altri fattori e figure, sarà comunque “segnato” da quei respiri ascoltati nell’infanzia.

L’Energia Vitale, il Ki - o il Qi per dirla all’orientale – è il fluido di Vita (per molti invisibile) che scorre al nostro interno, e viene plasmato e governato da tutto ciò che abbiamo a poco a poco incorporato, e cioè dalle abitudini, dai riflessi incondizionati.

L’articolo “Lo sviluppo psico-affettivo del bambino” proposto dalla collega Manuela Di Giovanni, dottoressa appassionata della psicologia evolutiva, ci racconta e spiega, in un linguaggio scientifico, come “l’educazione” del bambino, soprattutto nei primissimi anni di vita, sia alla base dell’equilibrio e della serenità dell’adulto che quel bambino diventerà.





IN VIAGGIO...

 

 

I commenti che lasciate in queste pagine sono per me fonte di gioia.

Sì, sono contento. Contento di poter condividere con voi le mie riflessioni e suscitare uno scambio di idee sentimenti e, perché no, visioni del mondo.

Ma sono ancora più contento di “prendere” da voi - nel senso di ricevere - ispirazione e incoraggiamento.

Gli spunti da voi offerti sono davvero preziosi, perché mi toccano, mi fanno riflettere e mi trasmettono un senso pieno di vitalità.

 

A voi, cari amici, il mio grazie. Di cuore.

 

 





UN SECOLO DI MEMORIE

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<…> tornammo da quel viaggio che eravamo stravolti, anche dalla apparente impossibilità che questa civiltà potesse mai rimettersi in piedi.

Come poteva?

 

E lì ebbi quest’altra bella visione, che mi piaceva: che la vita non si ferma.

Tu puoi buttare il napalm, il sale, ammazzare tutti.

 

Per un po’ non vedi niente.

 

Poi – paff! Spunta una piantina, si apre un mercatino, due fanno l’amore e la vita ritorna con questa sua avidità di vivere!

 

Forte la si sentiva, forte.

 

FOLCO: E’ stato uno dei tuoi viaggi più sconvolgenti?”

 

TIZIANO: Era impressionante. Mi colpì. Non era una cosa normale.

                    Tutto dimenticato, tutto dimenticato.

 

FOLCO: Tu hai dimenticato?

 

TIZIANO: Non io, l’opinione pubblica.<…> E’ stato un secolo di spaventose delusioni.

                    Anche per questo oggi c’è questo grande disorientamento.

                    Non c’è più niente a cui potersi attaccare minimamente.

 

 

Tiziano Terzani – “La fine è il mio inizio”- Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita- Longanesi

 

 





L'AMORE IN OGNI TEMPO
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“Il coraggio è fare ciò che

è giusto.”

 

 

Confucio - Anacleta

 

 

 

 

 

 

 

René Magritte, Il vaso di Pandora, olio su tela, 1951

 

Qualche giorno fa sono stato a vedere il film “L'amore ai tempi del colera”, tratto dal magnifico e omonimo libro di Gabriel Garcia Marquez.

La storia è quella della giovane e bella Fermina Daza (Giovanna Mezzogiorno, nel film), figlia di un ricco mercante di muli, che fa subito infiammare il cuore di Florentino Ariza (Javier Bardem), impiegato della Compagnia Fluviale del Caribe e giovane poeta.

Quella di Florentino per Fermina è una vera e propria ossessione, ossessione che però non ha futuro  in quanto il padre di Ferminia ha pianificato per la figlia un matrimonio assai diverso, con il facoltoso medico Juvenal Urbino.

I due vengono dunque separati e così, anche se il destino del mite Florentino è quello di amare Fermina ("la fiamma dell'amore mi ha colpito e io brucio senza rimedio), quello di Fermina sarà – almeno apparentemente – di dimenticarlo per assecondare il volere paterno.

Florentino inanella una moltitudine di storie con altre donne cavalcando il fascino degli innamorati infelici, ma l'uomo dal cuore infranto non manca l'ultimo appuntamento possibile per riavere la sua donna. Dopo una lunga attesa, 51 anni 9 mesi e 4 giorni, alla morte del marito di Fermina, lui e Fermina, oramai ultrasettantenni, vivranno la loro passione d’amore, anche se la donna - ai primi dolci approcci del suo Fiorentino -  lo ammonisce dicendo:"Adesso no. Odoro di vecchia".

Al di là del giudizio sul film, peraltro brillantemente espresso dallo stesso Marquez nell’ articolo apparso su “Repubblica”,  mi viene da riflettere su come i pensieri si incrociano nelle diverse parti del mondo, quasi come se vi fosse una sola grande Regia.

Ricordo un passo del libro di Paolo Crepet Sull’Amore (Einaudi), in cui l’autore asserisce:Qualcuno può dire di avere avuto cento donne – tante donne, nessuna donna – come dicevano i vecchi. E’ impossibile che tutte siano state importanti. Forse quelle che contano davvero sono solo tre e probabilmente non sono state neppure le relazioni più durature.”

Modi diversi di vedere e forse di vivere l’amore, ma l’uno contiene l’altro. Voglio dire che non esiste un solo modo di intendere ciò che ci accade, perché il desiderare qualcosa contiene in sé la manifestazione dell’esatto opposto. Ma questo fa parte della ricerca dell’uomo che può scegliere di attendere più di 50 anni per conquistare il proprio sogno o di divorarlo in pochi giorni.

Anche in questo caso non esistono prescrizioni né tanto meno colpe: non esiste una strada corretta, ma un divenire in cui tutti siamo immersi ma ognuno con la propria peculiarità, la propria consapevolezza di ciò che si è e allo stesso tempo non si è, di ciò che si ama e che si desidera e del loro opposto: tutto merito della Vita che meravigliosamente diviene.

E non è certo una mera questione temporale.

 





SEGNI

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“In ciascuno di noi esistono un angelo ed un demonio,

e le loro voci sono simili. Dinanzi alle difficoltà,

il demonio alimenta questa conversazione solitaria,

cercando di dimostrarci come siamo vulnerabili.

L’angelo ci fa riflettere sui nostri atteggiamenti,

e a volte ha bisogno di una bocca per manifestarsi”

 

P. Coelho

 

 

Ci sono persone che lasciano il segno. E non intendo soltanto una traccia o un ricordo. Voglio dire che lasciano un segno profondo e tangibile nella nostra vita, un qualcosa che non riesco a focalizzare del tutto, che non so davvero definire con esattezza, ma sento che è un qualcosa di forte, che è lì, dentro di me, e che si ridesta quando meno me lo aspetto.

Alcune volte è sufficiente il suono di una parola o uno sguardo, altre volte l’espressione di un viso - imbronciato o inquieto - per far riesplodere, in un attimo, emozioni e sensazioni dormienti ma mai sopite.

Altre volte, poi, questo sentire si affaccia all’improvviso, proprio in un momento in cui ne ho un gran bisogno, e quella frase o quella parola, accolta tempo prima e custodita come dono prezioso, diventa di grande aiuto nel momento presente, ovvero: ha il potere di conferire a ciò che sta accadendo e che sto vivendo nuovo significato, un significato di una pienezza straordinaria.

La tristezza lascia il posto alla gioia, la debolezza alla sicurezza, per poi ricominciare in un ciclo vitale di costante susseguirsi e intrecciarsi di emozioni e stati d’animo diversi opposti contradditori, dove l’uno sostiene l’altro, in un equilibrio che muta continuamente, e che ogni volta si rinnova nel suo significato più profondo.

Ci sono persone che - spesso inconsapevolmente - danno linfa a questo mio equilibrio, persone che magari passano ma, nel passare, lasciano un segno.

 




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