Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Archivio: April - 2008


FIORI E GERMOGLI

 

 

“Vi sono germogli destinati a non fiorire mai,

e ve ne sono altri che fioriscono  ma non portano mai frutti.”

 

Confucio, Dialoghi, Mondadori 1989

 

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Articolo apparso su "Repubblica" del 28 aprile 2008

 





UN INCONTRO

 

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Cari Amici di Equilibri Dinamici,

 

giornate trafelate e impegnative, queste, con il pensiero e la voglia di essere più presente QUI, ASSIEME A VOI!

 

Scrivo queste poche righe per farvi un invito.

 

Infatti, il 4 maggio alle ore 18.30 terrò un incontro presso la Libreria Edison di Pescara (via Carducci, 102/104)...con chiunque abbia interesse o curiosità di partecipare.

 

Sarà un’occasione per parlare di temi a me (e a noi, spero) cari, quali il cambiamento consapevole, la creatività, il benessere psico-fisico.

 

L’ingresso è libero, naturalmente, e se vorrete partecipare sarò ben felice di questo scambio!

 

Auguro una serena giornata a tutti voi!

 

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VOLEVO SOLO DIRE QUESTO

 

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“Volevo solo dire questo: la miseria che c’è qui è veramente terribile – eppure, alla sera tardi, quando il sole si è inabissato dietro di noi, mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato, e allora dal mio cuore si innalza sempre una voce – non ci posso far niente, è così, è di una forza elementare -, e questa voce dice: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo. A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un nuovo pezzetto di amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi. Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere. E se sopravviveremo infatti a questo tempo, corpo e anima ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche il diritto di dire la nostra parola a guerra finita. Forse io sono una donna ambiziosa: vorrei dire anch’io una piccola parolina.”

 

 

 

Etty Hillesum, LETTERE 1942-1943, Adelphi

 

Nata nel 1914 a Middelburg da una famiglia della borghesia intellettuale ebraica, Etty Hillesum morì ad Auschwitz nel novembre del 1943. Il suo “Diario” (Adelphi, 1985), fortunosamente scampato allo sterminio della famiglia (ad Auschwitz persero la vita anche i genitori e il fratello Mischa) e poi passato di mano in mano, apparve finalmente nel 1981 presso l’editore De Haan, riscuotendo un immenso successo, paragonabile a quello che accolse il “Diario”  di Anna Frank. Le ” Lettere”  sono state pubblicate in una prima edizione parziale in Olanda nel 1982.

 





MIRAGGI DI FELICITA'

 

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“Non importa se bevi in una tazza d’oro o di cristallo o di spatofluore o in un calice di Tivoli o nel cavo della mano.

In ogni cosa, pensa allo scopo da conseguire, e lascerai andare il superfluo”.

 

Lucio Anneo Seneca -Epistole

 

 

 

 

La nostra società non ammette sconfitte o delusioni, non tollera la rinuncia, compatisce il debole ed esalta il forte. La competizione esacerbata è la cifra dei comportamenti quotidiani delle persone, al lavoro così come nella vita privata.
Eppure tutti vengono incoraggiati a realizzare il bene supremo della felicità, come se la felicità consistesse nel raggiungimento dei traguardi che la società seleziona per noi in quanto auspicabili, desiderabili.
Felicità come miraggio, felicità fraintesa.
La “felicità” è una delle parole più digitate sui motori di ricerca, ed è il termine più in voga su riviste di ogni genere dove spesso viene promossa come il solo “stare bene” fisico e confusa con esso. Se il nostro vivere viene turbato da una delusione o da una rinuncia forzata a qualcosa o a qualcuno, ecco che subentrano ansia e tristezza, unite ad un senso profondo di sconfitta. Tutti stati d’animo e mentali che la società marchia come negativi, ovvero, patologici. Di qui l’ansia di curare l’ansia, e di … cancellarla!Insomma, non importa più il cammino verso il proprio obiettivo, ma il raggiungimento del traguardo. Non pronunciamo forse la famosa frase “non vedo l’ora!”, per poi accorgerci che il nostro obiettivo ha perso progressivamente di interesse, indipendentemente da quanta fatica abbiamo sopportato per raggiungerlo?
In noi è sempre più radicata la convinzione che la felicità della nostra vita sia indissolubilmente legata alla “performance”, e che sia nostro compito rimuovere quegli ostacoli che ci impediscono di realizzarla, di essere ottimi, efficienti, competitivi.
Il bisogno di rimozione si traduce quasi sempre nella ricerca di un rimedio esterno e a portata di mano (di ricetta), uno di quelli offertoci dalla ricerca farmacologica, magari uno di quei rimedi indirizzati a disturbi psichiatrici “importanti” e dunque capace di sopire i nostri pensieri, azzerare le emozioni ed eliminare così la sofferenza psichica, liberandoci dal “male”.
Gli psicofarmaci, dall’anno della loro introduzione ad oggi, hanno progressivamente invaso il mercato fino a raggiungere il 4° posto assoluto nella classifica dei consumi di medicinali. Ora, a distanza di 20 anni dalla loro messa in commercio, cominciano ad essere pubblicati i primi risultati di ricerche incrociate effettuate da istituti diversi, da cui emergono i dubbi, sempre più fondati, di una parte della comunità scientifica circa la reale efficacia di queste molecole.
L’articolo di Chiara Palmerini, apparso su Panorama dello scorso 20 marzo, illustra con semplicità ed acutezza i risultati di queste indagini che periodicamente vengono riprese con grande clamore dalle principali testate giornalistiche mondiali e che, in breve tempo, ritornando nel silenzio più assoluto.
Ma se il compito dei giornalisti è anche quello di svegliare le coscienze, l’onere della scelta e della responsabilizzazione spetta a ciascuno di noi.

 

 





COMMENTI

 

Leggo i vostri commenti ai post e i vostri interventi nel forum e, a volte, vi rispondo sull’onda di un impeto che scaturisce dal profondo ed è difficilmente arginabile; altre volte invece inizio a riflettere, andando oltre il significato delle parole e cercando di cogliere l’essenza di quella splendida emozione che vi porta a scrivere, donando ricchezza a quelle righe, e a condividere con tutti noi le vostre ansie paure così come le vostre gioie.
Per me è un sogno che si realizza, leggendovi posso quasi toccare con mano il coinvolgimento e la partecipazione che avevo sperato di costruire passo dopo passo, a partire dal primo post lasciato in questo nostro spazio.
Guidato dal mio inconscio,  sono andato a cercare tra le pagine dei miei amici silenziosi: quei libri che scandiscono lo scorrere della mia vita e che sono testimoni delle mie emozioni.  La mia attenzione è stata catturata da un passo di Carl Gustav Jung a proposito dell’anima (nel tentativo - mai concluso – di Jung di approdare ad una definizione dell’ anima che fosse compiuta, definitiva appunto… ma potrebbe mai esserlo?).
Il passo in questione dice: “…al primo incontro con lei, viene in mente di tutto tranne la saggezza. Questo aspetto appare soltanto a chi si confronta seriamente con lei. Soltanto allora… egli può rendersi conto in modo sempre più evidente che dietro il suo crudele trastullarsi con il destino umano si nasconde una sorta di segreto disegno che sembra riflettere una superiore conoscenza delle leggi della vita. E sono proprio le esperienze più impreviste, le più terrificanti e caotiche a rivelare un significato più profondo. E quanto più viene riconosciuto questo significato, tanto più l’Anima perde il suo carattere impetuoso e coercitivo”.
Ecco la magia ripetersi.
Ecco che dai vostri commenti si apre una nuova prospettiva unita alla sensazione che stiamo tendendo - insieme - alla ricerca del vero, del bello e del bene in ogni nostro respiro di Vita.




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