Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Archivio: June - 2008


ISTANTI

indice/immagini/post_immagini/Tastiera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un anno fa nasceva “il nostro spazio”. Da quel giorno ho incontrato vecchi e nuovi amici con i quali ho condiviso tanti piccoli istanti di vita.

Scorrendo i vecchi post, riconosco le mie piccole e grandi accelerazioni, i progressi e le involuzioni, la semplicità e la tortuosità di alcuni concetti, le evidenze e le ambiguità insite in un percorso in continua costante trasformazione. Alcuni amici hanno dato il loro contributo diretto alla crescita di questo spazio, attraverso commenti, interventi sul forum, suggerimenti ed incoraggiamenti. Molti altri hanno preferito rimanere ascoltatori silenziosi, ma non per questo meno importanti.

Festeggiamo insieme questo nostro “anniversario” con un post di un amico che tutti voi conoscete, augurandoci che questo nuovo anno da trascorrere insieme possa essere “dinamicamente in evoluzione”.

 

Grazie a tutti voi!

 

 

Amici si nasce, non si diventa.

(Henry Adams)

 

La canicola estiva sembra melassa ed anche lo scorrere del tempo pare rallentato da essa.

È il tipico pigro e soleggiato pomeriggio di una estate che è tardata ad arrivare, ma si è fatta subito notare per la sua calura.

Steso sul letto, cerco di prendere sonno ed, aspettando la visita di un Morfeo accaldato e sudaticcio, leggo distrattamente qualche articolo su una rivista.

Improvvisamente lo squillo del telefonino rompe la lentezza, quasi esasperante, di questo primo pomeriggio di prima estate.

Il numero è in memoria, ma vedere quel nome scritto sopra lo schermo è davvero una sorpresa.

Da quanto tempo questo mio amico non mi chiamava, eppure, nonostante l'attuale scarsa frequentazione, quante ne abbiamo fatte e quante ne abbiamo passate.

Ciò che mi dice mi riempie davvero di gioia.

È l'invito a vedere insieme la partita a casa sua insieme ad altri amici in comune.

Una doppia gioia inaspettata.

Non solo mi rincontrerò con un caro amico di scuola, ma anche con altri con cui ho condiviso l'avventura scolastica ed universitaria.

È bello, e fa bene all'anima, sapere che, nonostante il lavoro, la famiglia, il matrimonio e le altre vicissitudini della vita, il nostro legame, seppur tenue, non riesca a spezzarsi.

Anzi, ogni tanto ci attira a sé, come le falene alle fonti di luce durante l'estate.

Arrivo puntualissimo al luogo dell'appuntamento, e non è una cosa che sempre mi riesce, e trovo tutti pronti ed ai posti di "combattimento".

Iniziamo così a raccontarci le nostre vite, in modo che nessuno possa rimanere indietro, mischiandole con prese in giro, qualche parolaccia, spezzoni di partita, mezze maniche e birra.

Non posso fare a meno di ripensare a quando eravamo più giovani e, credevamo di essere, più spensierati-

Siamo sempre gli stessi, forse per questo che la nostra amicizia non si rompe nonostante i lunghi periodi in cui non ci si sente.

Le emozioni, i ricordi, le proposte ed i racconti ci accompagnano fino a tarda sera.

Tutti sentiamo un po' di dispiacere nel dirci addio, ma abbiamo anche la consapevolezza che, presto o tardi, i fili della nostra vita torneranno ad intrecciarsi.

È bello sapere che accadrà ed ancora più bello non sapere quando.

 

Fabrizio Cipollini





VITA IN DIVENIRE

indice/immagini/post_immagini/Acero1

 

Mi osservo, seduto in giardino ai piedi di un acero, rassicurante nella sua immensa chioma, vivo nelle svariate tonalità che dal verde intenso degradano fino ai colori più chiari. Per quanto io mi sforzi di focalizzare un solo punto, una sola foglia dell’insieme, il vento cambia la situazione iniziale, la modifica, mi distoglie da quell’immagine statica fissata per un solo attimo nella mia mente.

Un albero. Cos’è un albero?

Da un punto di vista biologico è un essere vivente, al pari di un cavallo o di una farfalla. Qualcosa che esprime la sua forza, la sua natura il suo essere vivo e perfettamente in grado, come tutti gli esseri viventi su questo pianeta, di autoregolarsi, di rispondere agli stimoli esterni, di crescere, di svilupparsi, di riprodursi e di adattarsi alle sollecitazioni ambientali. In effetti, tutti gli organismi viventi hanno in comune il fatto che sono costituiti da unità di base che sono poi le cellule.

Socchiudo gli occhi, nello scorrere incessante dei pensieri, provo a conservare quell’immagine.

Li riapro, sposto lo sguardo a livello più ampio, fino ad abbracciare tutta la chioma e la sensazione si modifica.

Ma allora cosa vediamo noi in ogni istante? Possiamo forse arrivare a toccare l’essenza più profonda di un albero, un essere vivente, che cambia e muta il suo equilibrio in modo dinamico, pur nella sua stabilità?

Qualche tempo fa quello stesso albero era spoglio, immerso in un sonno apparente, ed ora eccolo qui, rigoglioso nella sua infinita potenza. Tra qualche mese le foglie cambieranno inesorabilmente di colore, per poi diventare secche, prive di vita, e cadere. Tuttavia, da quella perdita, si genererà nuova crescita con la vittoria della stessa natura sul tempo.

Così, ogni cosa esistente nell’Universo, dalle galassie, ai pianeti, alle luci  di minuscole stelle solitarie osservabili ad occhio nudo, come ogni cellula del nostro corpo, tutto è in costante inarrestabile trasformazione. Solo l’uomo è cosciente di tale infinita grandezza, ma talvolta rifugge questa consapevolezza, desiderando e rincorrendo condizioni che poco o nulla hanno a che vedere con la felicità autentica, ancorati alla staticità piuttosto che rivolti al cambiamento. Si pensi ai piccoli desideri, alla non accettazione anche momentanea di particolari condizioni fisiche e psichiche. C’è chi vorrebbe vivere la vita pensando di poter sfuggire alle regole naturali insite nella vita stessa. Ma la trasformazione, così come il cambiamento, è uno dei principi universali fondamentali dell’universo e, nell’albero, ritrovo la splendida capacità di quell’essere vivente di accettare, senza subirla, la realtà. E’ proprio nella ricerca del senso di quella trasformazione e dei significati più profondi che la vita ci palesa nel suo divenire, che io ricerco  la via per l’utilizzo positivo di quelle esperienze, per non subire passivamente e senza reazione ciò che accade ma, libero dagli attaccamenti, utilizzare l’unica possibilità fornita a noi essere umani di stabilire un punto di partenza per il cambiamento.

 





GUARIRE INSIEME

 

indice/immagini/post_immagini/darren

 

 

La nostra amica Chiara Rizzello ha da poco inaugurato il sito “Briciole di pane” attraverso il quale riorganizzare e ampliare i contenuti (articoli link testimonianze) dell’omonimo blog che ha ottenuto meritati riconoscimenti per la sua opera sociale e umana: guardare a fondo nei disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, binge eating disorder) e mettere a disposizione di tutti, di chi soffre di questi disturbi e dei famliari e amici che condividono questa sofferenza, uno spazio di parola e di ascolto dove poter coltivare fiducia e consapevolezza e, soprattutto, la voglia di guarire perché guarire è possibile.
Trovare un interlocutore, una persona disposta semplicemente ad ascoltare (e ricordiamo che l’ascolto implica impegno) può essere già un primo aiuto per chi soffre (qualunque sia il male), perché spesso il malessere se non la malattia sono oggetto di un ostracismo sociale, che è il risultato di indifferenza e di egoismo, è manifestazione di un’ansia esacerbata di “tutela” verso se stessi, come se la malattia e la persona affetta dalla malattia fossero dei "disturbatori" - guastatori di un frainteso equilibrio -, come se fossero corpi estranei da chiudere fuori di noi.
Malattie come l’anoressia e la bulimia sono spesso malattie invisibili per quanto la malattia si inscriva nel corpo stesso  della persona e spesso in modo violento ed estremo: il corpo parla, dice la malattia, pur non essendo lui la causa, ma solo un tramite. Sono invisibili perché l’anoressica riesce a condurre una vita apparentemente normale, anche se la famiglia e le persone vicine sanno che così non è; invisibili perché le cause spesso sono oscure, sfuggenti, sono una nebulosa indecifrabile, e ciò che non riusciamo a decifrare, a capire ci spaventa.

A Chiara e al suo progetto va il nostro in bocca al lupo e il nostro ringraziamento!

 

Immagine di Darren Holmes: Numbing It

 





NESSUN ECCESSO, NESSUNA MANCANZA

 

indice/immagini/post_immagini/vuoto

 

 

 

“Nessuna forma, nessuna ombra.

L’intero corpo è trasparente e vuoto.

Dimentica ciò che [ti] circonda e sii naturale.

Come una campanella di pietra sospesa sul Monte dell’Ovest.

Le tigri ruggiscono, le scimmie strillano.

Una fontana limpida, acque immote.

Fiumi turbolenti, oceani tempestosi.

Con [il tuo] intero essere, espandi la tua esistenza.”

 

Yang Jwing-Ming

 

 

 

Questo brano l’ho letto in un antico scritto di discipline orientali, a proposito dell’arte del combattimento.
In realtà non c’è praticamente nulla nella vita di una persona a cui questo principio non possa essere applicato.
Se ci fermiamo a riflettere, possiamo notare che le nostre insoddisfazioni, le nostre infelicità, i conflitti interiori o la stessa conflittualità fisica e verbale espressa nei confronti di altri, ci fanno sperimentare il “fuori controllo” dei nostri stati d’animo. Quante volte abbiamo detto o fatto cose di cui ci siamo pentiti immediatamente dopo averle compiute, avvertendo un senso di vuoto o di mancanza?
Dietro ogni eccesso, se non metabolizzato e riconfigurato all’interno di un percorso di sviluppo personale, c’è il pericolo della tristezza che scaturisce dalla percezione di aver perso qualcosa di importante di noi e per noi. Esiste il pieno perché c’è il vuoto, ma non può esistere il pieno se non si accetta il vuoto, che può essere, ad esempio, il passare da uno stato di grande felicità ad uno di tristezza anche profonda.
Cercare di comprendere cosa ci sta insegnando ciascuno di questi momenti: questo significa dare senso all’eccesso ed evitare, se lo si vuole, il ripetersi di quei meccanismi comportamentali che, nel “fuori controllo”, ci portano lontano dal nostro obiettivo di vita, qualunque esso sia.

L’immagine: Malen Morirsia, “Vuoto”, grafite su carta





UMANA DIREZIONE

 

“Nei caroselli della menzogna

Il cavallo rosso del tuo sorriso

Gira

Dritto ben piantato eccomi qua

Con la triste frusta della realtà

E non ho nulla da dire

Il tuo sorriso è tanto vero

Quanto le mie quattro verità.”

 

Il cavallo rosso – Jacques Prévert

 

indice/immagini/post_immagini/cascata

 

Sarà per l’abitudine alla confusione, all’orgia di parole che ci bombardano in ogni secondo, sarà per i continui attacchi dei nostri pensieri (preoccupazioni, congetture, giudizi) che oramai ci assalgono saturando ogni nostro spazio e impedendoci di  assaporare il senso delle nostre azioni. Sarà.

Intanto la frenesia ci sommerge e ci governa, le nostre azioni sono sempre più improntate all’impulsività, un’impulsività che produce un agire cieco e disordinato. Corriamo in senso fisico e rincorriamo i nostri obiettivi, che si modificano di giorno in giorno di ora in ora forse perché sono un riflesso della nostra confusione e della frenesia di arrivare da una qualche parte e di arrivare in tempo, o addirittura prima, prima di qualcun altro.

I gesti sono sempre più automatici, e noi ci facciamo condurre da loro così come dalle nostre abitudini in generale, che spesso non sono una semplice e sana forma di economia ma un modo di non sentire e non sentirci, di compensare la fatica che faremmo a metterci in ascolto di noi stessi.

Ogni informazione ogni stimolo che ci proviene dall’ambiente esterno viene soprascritto a quello precedente così che nulla rimane davvero. A parte un po’di angoscia, se tutto va bene.   

Ci troviamo così a muoverci continuamente ma… verso quale direzione?

Non certo verso una dimensione umana, nel senso più ampio di questo termine.

Eppure oggi si parla molto di umanità ma ho il sospetto che più se ne parla, più ci si allontana dal vero significato che questa parola contiene.

Anche le scienze umanistiche, che cercano di dare di questa parola una definizione più puntuale, finiscono con il concentrarsi per lo più sull’aspetto metafisico del termine, rinunciando a spiegare la “natura” dell’umanità e trincerandosi dietro l’assunto che l’uomo è un essere irrazionale. In realtà, la struttura del cervello umano è la stessa per tutti gli uomini, a prescindere da razza, colore, sesso o altre caratteristiche e, a ben riflettere, nei nostri cromosomi è ancora celato il dono straordinario dell’umanità che ci ha permesso di realizzare ciò che altre specie non sono state in grado di fare evolvendo: la civiltà della terra.

Proprio in questo momento storico, nel quale il caos sembra riuscire a prevalere sulla quiete umana, bisogna raccogliere le proprie forze e indirizzare il proprio pensiero verso la riscoperta autentica del senso di umanità. E, per iniziare, potrebbe essere di grande utilità creare dei piccoli spazi, anche di pochi secondi, tra un’occupazione ed un’altra, tra un pensiero ed un altro, tra una sensazione e l’altra; piccoli spazi nei quali semplicemente “sentire” il momento presente, senza giudicare, lasciandoci cullare da un respiro diverso, quieto e profondo, finalmente ritrovato in quel breve momento di “vuoto” temporale.

 

 

 




Pag. 1 di 36 - Risultati: 176
1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - Successiva » - Ultima »»
Leggi tutti »

Indice del forum »
Allegro ma non troppo
La Prima Legge Fondamentale della stupidità umana asserisce senza ambiguità di sorta che:
Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione.

Carlo M. Cipolla (il Mulino)
Tutti i libri »

> American Journal of Psychology
> American Journal of Sociology
> Choice
> Coach Federation
> Coachville
> IAC
> Mente e Cervello

> FIDAS
> Briciole di pane - il sito

> Briciole di pane

 

 

indice/immagini_box/manitese

VAI AL SITO DI "MANI TESE"

 

indice/immagini_box/share1

indice/immagini_box/share2

One world one people one life

(clicca qui)

indice/immagini/post_immagini/telefonoazzurro

"Senza di te
Telefono Azzurro
non c'è"

indice/immagini/post_immagini/logosave

Italia Onlus

Aderisci alla campagna

"Riscriviamo il futuro"

 

indice/immagini/post_immagini/BANNERUNICEF

SOSTIENI LA CAMPAGNA

 

indice/immagini/post_immagini/amnesty

 

indice/immagini/post_immagini/caino

CLICCA QUI

 

Archivio articoli »

Giuseppe Zanghi

Corrado Canale

Galliano Cocco

Fabrizio Cipollini

Manuela Di Giovanni

Fabio Muzzupappa

Luciano Di Penta

© 2007 - 2017 Equilibri dinamici • credits: M1 - WEB AGENCY