Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Archivio: September - 2008


AMARE PER AMARSI

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Il dipinto è del Maestro Francesco Musante  e si intitola "Io, tu, la luna"

 

 

Era un po’ che non vi proponevo una poesia di Fabrizio.

Ne ho scelto una capace di lasciarmi stupito come un bambino di fronte all’ennesimo trucco visto mille volte di un mago conosciuto, ma comunque in grado di emozionare come la prima volta.

 

 

 

 

C’e sempre un motivo per amare ogni donna

 

 

C’è sempre un motivo per amare ogni donna,

perché ogni donna è un piccolo passo da fare per ritrovarsi,

un enigma troppo breve da decifrare per liberarsi,

un minuscolo frammento di verità da ricomporre.

C’è sempre un motivo per notare i piccoli particolari di ogni

donna, perché ogni donna sarà sempre avanti di almeno

una mossa e ci sarà sempre almeno un incrocio

da attraversare per raggiungerla.

C’è sempre un motivo per ragionare su ogni donna,

perché ogni donna è in grado di tenerti sveglio tutta la

notte a tentare di capirla.

C’è sempre un motivo per amare tutte le donne in ogni

donna, perché ognuna è la somma di tutte

e  tutte sono la moltiplicazione dell’universo.

C’è sempre un motivo per amare ogni donna in tutte

le donne.

 

Farizio Cipollini

Tratto da :“L’imitazione del silenzio” – Paoletti D’Isidori Cantoni Editori

 

 





SPIRAGLI

indice/immagini/post_immagini/Luna

 

Guardarsi allo specchio e riuscire a scorgere un essere umano speciale, senza nevrosi, paure, problemi e, soprattutto, senza la sopraffazione del proprio ego. Una persona felice, capace di guardare più in là delle apparenze, perfettamente in grado di scendere nel buio più profondo per poi risalire verso la luce, in modo naturale. Questo è ciò che vorremmo vedere - chi più chi meno- ogni giorno, scrutando il nostro volto davanti ad uno specchio.

Per conseguire questo risultato, per prima cosa dovremmo riuscire a superare la nostra presunzione e l’enorme attaccamento alle nostre convinzioni, molte volte limitanti, circa l’importanza di raggiungere il nostro obiettivo di felicità.  Per fare questo, siamo spesso costretti a calcolare ogni nostra singola mossa, cancellando i segnali che arrivano dal nostro inconscio.

L’autoriflessione ci può portare a scorgere strade diverse e meno battute per il nostro agire futuro, prendere, in un certo qual senso, distanza dalla nostra routine per riuscire ad osservare ciò che emerge dalla nostra quotidianità, senza lasciarsi condizionare dall’abitudine. Se ad esempio ci lamentiamo costantemente della nostra condizione di vita, privata o lavorativa, dovremmo riuscire a capire cosa si nasconde dietro quella parte di noi che respinge ciò che ci circonda, che la contesta, fino a viverla con  afflizione.

Questo è un piccolo ma significativo passo per poter essere in grado di scandagliare con precisione il meccanismo di funzionamento di quella dinamica che ci induce a pretendere senza sosta. Di fatto se ampliassimo la nostra visuale oltre il groviglio dei nostri pensieri, potremmo scorgere l’essenza della nostra vera natura. Quando ci scopriamo infelici, con tutta probabilità stiamo compiendo scelte che tendono a celare il nostro desiderio autentico che darebbe alla nostra Vita un significato più profondo e meno prevedibile. Personalmente, cerco di liberarmi – e non è che mi riesca sempre – dallo sforzo di diventare ciò che non sono,  a causa del ricorso al semplice calcolo.  Il tentativo che compio è quello di rendermi consapevole del mio potenziale, delle mie aspirazioni, del “mondo che voglio costruire”, ma anche dei miei limiti, individuando l’origine delle sofferenze che mi impediscono di vedere con chiarezza il mio sentiero.

Se ci penso meglio, scopro che lo sto facendo anche in questo momento, mentre rifletto su ciò che mi spaventa nell’abbracciare una nuova sfida, l’ennesima, ma forse più radicale delle altre, sempre alla ricerca della completezza del mio essere.

 

 

 





MUSICA E DINTORNI

indice/immagini/post_immagini/Concerto

 

"Scopri quali sono gli stimoli

che ti permettono di ricaricare

le batterie e ti fanno stare bene.

Ricorda quegli stimoli

ogniqualvolta ti senti stanco".

 

Jan R. Jonassen

 

Canzoni.

Niente di più straordinario per evocare sensazioni che scaturiscono al ricordo di momenti ai quali hanno fatto da cornice. Un’altra estate è quasi finita. Altre note dentro la nostra anima, quasi a voler marchiare in modo indelebile calde immagini, preziose e sacre, gelosamente custodite nella profondità della nostra mente.

Dietro ogni brano un significato diverso e troppo personale per non illudersi che quelle parole e note, sono state messe insieme solo per noi.

Fabrizio, come sempre attento a cogliere sensazioni e momenti carichi di intensa vitalità , ci regala un altro post, bello, anzi bellissimo, quasi come le note di un concerto che vorremmo non finisse mai.

 

 

 

 

Finisco di lavorare alle 13 e 30 e, nonostante il caldo estivo, mi sento leggero e "carico". So già cosa devo fare. In rapida successione mi aspetta una doccia rinfrescante e rilassante, un piccolo spuntino e almeno 2 orette di sonno.

La sveglia suona puntuale ( e ci mancherebbe), ma il suo trillo non mi mette di cattivo umore, anzi direi proprio il contrario.

La T-shirt è quella di "ordinanza", i jeans sono quelli comodi, indosso il mio borsello da viaggio con tutto quello che mi servirà, occhiale da sole e cappellino militare.

Siamo a posto si può partire. Destinazione stadio olimpico di Roma per il concerto di Ligabue.

L'autostrada corre veloce, mai sopra il limite di velocità, e non è neanche troppo trafficata. Poi c'è la radio a farmi compagnia. Ancora non è ora di mettere il Liga. Il suo momento sarà in prossimità dell'arrivo, giusto per rinfrescare la memoria, e poi al ritorno affinché le emozioni non si dimentichino troppo presto.

Così facilmente si snoda questa striscia d'asfalto e di musica.

E la mente comincia a far caso che, sempre, i momenti e le persone più importanti della mia vita hanno avuto come colonna sonora o "icona" una canzone di Ligabue.

C'è stata C. che è stata ed è per me  "Ho messo via".

C'è stata S. che è stata ed è per me  "Ho perso le parole".

C'è stata G. che è stata ed è per me  "L'Amore conta".

C'è stata E. che è stata ed è per me  "Certe Notti".

Quella volta che avevo deciso di mollare tutto ed invece canticchiando "Una vita da mediano", ho deciso di rimettermi in gioco per l'ennesima volta.

Quella volta che avevo perso le speranze e "Non è tempo per noi" ha segnato l'arrivo di una bella notizia.

Quella volta che ho scoperto che "le donne lo sanno" assomigliava ad una mia poesia.

Quella volta che una "lettera a G." l'avrei voluta scrivere io a mia nonna, morta di tumore.

Quella volta che …

Quante volte ! Troppe volte !!

 Eppure eccomi ancora lì a macinare chilometri, aspettando di urlare contro il cielo, mettendo in circolo il mio amore .

Nonostante comincino a passare gli anni, gli amici e le generazioni.

Così mi accorgo di essere ancora una volta ad un bivio della mia vita.

E la radio comincia a cantare:

 

Ho ancora la forza che serve a camminare,

picchiare ancora contro per non lasciarmi stare

 

 ho ancora quella forza che ti serve

quando dici: "Si comincia!"

 

Ho ancora la forza di guardarmi attorno

mischiando le parole con 2 o 3 vizi al giorno,

di farmi trovar lì da chi mi vuole sempre nella mia camicia...

 

Abito sempre qui da me,

fra chi c'è sempre stato e chi non sai se c'è

al mondo sono andato,

dal mondo son tornato sempre vivo...

 

 Ho ancora la forza di starvi a raccontare

 le storie che ho già visto e quelle da vedere,

e tutti quegli sbagli che per un motivo o l'altro so rifare...

Ho ancora la forza di chiedere anche scusa

e fare la partita giocando un fuori casa

e dirvi che comunque la mia parte ve la voglio garantire...

 

Abito sempre qui da me,

fra chi c'è sempre stato e chi non sai se c'è

nel mondo sono andato,

dal mondo son tornato sempre vivo...

sempre vivo …

 

Ho ancora la forza

e guarda che ne serve

per rendere leggero il peso dei ricordi

di far la conta degli amici andati e dire:

 " Ci vediam più tardi ...

più tardi.."

 

Abito sempre qui da me,

fra chi c'è sempre stato e chi no sai se c'è

col mondo sono andato

e col mondo son tornato sempre vivo... "

 

La ascolto di nuovo e capisco che era proprio questo quello che serviva. Il segnale che stavo cercando.

Arrivo nei pressi dello stadio e trovo subito parcheggio. Mi avvio velocemente verso i cancelli. Il mio passo è lieve,il cuore inizia a pompare adrenalina.

Entro e l'urlo della folla mia saluta e mi accudisce. Si spengono le luci e parte il primo riff di chitarra. Cantiamo tutti, cantiamo tutto all'unisono.

Poi il Liga finisce ed esce di scena. Mi attardo un po' per osservare le facce dei miei vicini. Tutti sorridono, qualcuno piange.

Ma l'energia è palpabile.

Ritorno verso la mia macchina. So già che arriverò molto tardi. Poche ore di sonno e poi di nuovo lavoro.

Ma non sono spaventato. Adesso so che "ho ancora la forza". 

 

 

 Fabrizio Cipollini

 

 

p.s.: la canzone di cui riporto il testo è "Ho ancora la forza" di Ligabue presente sul suo album più recente "Secondo tempo" e parzialmente ispirata dalla canzone omonima di Guccini.

 

 

 




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