Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Archivio: November - 2008


RISONANZE di Fabrizio Cipollini
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Questa intera creazione è essenzialmente soggettiva, e il sogno è il teatro dove il sognatore è allo stesso tempo sia la scena,

l'attore, il suggeritore, il direttore di scena, il manager, l'autore, il pubblico e il critico.

 

(Carl Gustav Jung)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alfred Gockel, Danza Lunare

 

"Ha 38 anni, Bartleboom.  Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei ? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle

-          Ti aspettavo.

Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere ad una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni – i giorni, gli istanti – che quell'uomo, prima di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo

-          Tu sei matto.

E per sempre lo amerà."

La voce trema ed il respiro si fa corto mentre, sopra il palco, inizio a leggere questo meraviglioso pezzo tratto da Oceanomare  di Alessandro Baricco. Erano anni che volevo frequentare un corso di teatro ed adesso stavo realizzando il mio sogno.

La mia intenzione, però, non è quella di diventare un attore, ma quella di capire come funziona il "teatro". Apprendere le sue dinamiche e comprendere le sue iterazioni per poter scrivere meglio, anche dei drammi o adattamenti teatrali.

Anche se non ho velleità da attore, le emozioni, la passione, i sentimenti ed il calore che sto provando sono davvero forti. Persino lo stesso brano di Baricco diviene un caleidoscopio di nuovi sentimenti e nuove sensazioni.

Debora, la nostra insegnante, mi ferma e mi da qualche consiglio.

Debora, oltre ad avere un talento fuori dal comune, è davvero straordinaria.

Ha una energia quasi infinita e quando parla del teatro i suoi occhi brillano.

La vedo e mi ritrovo a pensare che abbiamo dei punti in comune. Quello che per lei è il teatro, per me è la poesia e la scrittura in genere.

Ho già deciso di regalarle il mio libro di poesie alla fine di questo stage.

Faccio un profondo respiro e stringo i lati del leggio per scaricare la tenzione…

"Ha 38 anni, Bartleboom…."

La voce si è fatta più chiara, il nervosismo sfuma e le emozioni si amplificano.

Valeva davvero la pena mettersi in gioco per provarle.

 

 





DENTRO DI NOI

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Fernando Leschiera, "Labirinto cosmico" 

 

La cultura occidentale, alla ricerca spasmodica di certezze su cui basare il proprio agire,  ha prodotto una credenza fondata sul fatto che è vero solo ciò che vediamo, o che pensiamo di vedere. In questo modo tendiamo a sviluppare una sorta di “fissazione” rispetto ad un nostro modo di pensare e di comportarci, scambiando le semplici convenzioni con la realtà, il trucco con l’autenticità.

Per ridurre al massimo il rischio di cadere in questa trappola, occorre diventare abili nel porsi le domande giuste. A questo mio invito, spesso mi sento rispondere che “è difficile”, che “ci vorrebbero dei suggerimenti” fino ad arrivare alla richiesta di “un esempio di buone domande”. Mi piace credere invece, che ognuno di noi abbia la capacità di porsi una domanda per  cercare una risposta, la “sua” risposta, e non quella che qualcun altro vorrebbe che lui desse.

Questa è l’era della manipolazione, dell’essere furbi per non essere schiacciati, per non soccombere, per vivere riferendoci a stereotipi culturali di massa, uniformati e uniformanti. Mi capita così di osservare persone sempre più spaventate, disorientate, continuamente proiettate alla ricerca di qualcuno capace di dare loro le risposte vincenti, per non rischiare di sentirsi esclusi dal grande gioco. Ma come venire fuori da questo labirinto? Personalmente sono persuaso del fatto che per trovare risposte valide per sé, occorra innanzitutto  effettuare una prima grande scelta, tra la ricerca di una condizione di Vita naturale o innaturale. Tali scelte possono spaziare dal come impiegare il proprio tempo libero, allo scegliere un certo tipo di auto, o un certo tipo di partner piuttosto che un altro, oppure se indirizzare il proprio impegno  ed il proprio talento verso una direzione, magari totalizzante in termini di energie, piuttosto che scegliere una direzione meno “mondana” e con spazi maggiori da dedicare alla scoperta  ed ala valorizzazione della parte più profonda di sé.  Tale prima domanda va posta sospendendo ogni giudizio verso se stessi,  accontentandosi  del semplice fatto di essere riusciti semplicemente a formularsela, senza aspettarci risposte immediate. “Non ci sono buone risposte se non ci sono buone domande” e  le buone domande, ad esempio, dovrebbero essere aperte e non contemplare la possibilità di esaurirsi con risposte basate sul semplice “si” o “no”. Nel frattempo il nostro compito è quello di vivere la Vita al meglio delle nostre capacità, senza soffermarsi troppo sui “perché”. In questo modo ciascuno di noi potrà trovare la propria strada, e di conseguenza il proprio proposito.

 





IL POTERE DEL SILENZIO

 

Anche l’uomo comune

esamina il passato, ma è a quello

personale che è interessato, e per ragioni personali.

Si confronta con il passato, sia quello personale

sia quello sulla conoscenza passata del suo tempo,

per trovare giustificazioni

al suo comportamento presente e futuro,

o per crearsi un modello.

 

Carlos Castaneda

 

Le festività che stanno per concludersi, mi fanno riflettere sul fatto che è bello rivolgere il pensiero a chi non c’è più, almeno nella dimensione che siamo abituati a considerare. Tuttavia è ancora più bello dedicarsi alle persone a noi care con sincerità autentica, quando è ancora possibile, quando sono ancora a noi vicine. Io non l’ho sempre fatto e le considerazioni di questi giorni mi aiuteranno a dare un senso diverso nell’osservare, nel percepire e nel vivere i miei compagni di viaggio.




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