Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Archivio: February - 2012


VITA
"E' questa la bellezza della verità:
deve essere scoperta istante per
istante, non può essere ricordata...
Deve essere scoperta istante per istante
perché è viva,
non è mai la stessa; e tuttavia,
ogni volta che la scoprite,
è la stessa di sempre"
.

J.Krishnamurti, Una scuola per la vita.


Scoprire cose nuove di sé.

Accoglierle come una parte preziosa del proprio vivere,

anche quando non ci piacciono,

anche quando rappresentano dei fallimenti.

Ringraziare.

Respirare.

Lasciare andare se lo si sente necessario.

Sorridere.

Riprendere il cammino.


Grazie Vita.






LA NOSTRA TIGRE
indice/immagini/post_immagini/MusanteAmore

 

Penso alla giornata appena trascorsa, a San Valentino, alla “festa” degli innamorati. Penso a tutte le persone, innamorate o no, agli entusiasti e ai cinici, ai sognatori e ai realisti, tutti sottilmente accomunati dal desiderio, più o meno celato, di amare ed essere amati. Consumismo, dolcezza, conformismo, sentimento, luoghi comuni, frasi fatte o magari stupendi silenzi. C'è di tutto. Fiori, cioccolatini di tutte le forme, vagonate di “baci Perugina”, i quali di italiano non hanno più nulla, con al loro interno i famosi biglietti che, anche qui, “non sono più quelli di una volta”, ma che conservano un ineguagliabile fascino “retrò” al quale, nemmeno le persone più disincantate e razionali, riescono a resistere, sottraendosi alla loro lettura, seppure fugace.

L’essere umano e la sua ricerca della felicità, il sue errare tra inconsapevolezze e consapevolezze, vuoti e pieni dell’anima alla ricerca della formula magica o, perché no, della persona magica.

A tutti i sognatori, pentiti e non, una poesia di Borges “L’altra tigre”, una della sue indimenticabili poesie che io amo (di sicuro!) splendida nella sua struttura, che parte subito lasciando un segno e che cresce d’intensità, trasportando la nostra anima verso un'emozione originaria, intensa, pura.

A tutti voi, meravigliosi cercatori della vostra tigre, qualunque essa sia, oggi, “the day after”.

 

L’ALTRA TIGRE

 

Penso a una tigre. La penombra esalta

la vasta biblioteca laboriosa

e sembra allontanare gli scaffali;

forte innocente, insanguinata e nuova,

lei vagherà per la sua selva e il suo mattino

e traccerà le sue orme sul fangoso

margine di un fiume di cui ignora il nome.

(Nel suo mondo non ci sono nomi né passato

né futuro, solo un istante vero.)

E percorrerà le barbare distanze

e annuserà nell’intrecciato labirinto

degli odori l’odore dell’alba

e l’odore dilettevole del cervo;

fra le strisce del bambù decifro

le sue strisce e presento l’ossatura

sotto la pelle splendida che vibra.

Invano si interpongono i convessi

mari e i deserti del pianeta:

da questa casa di un remoto porto

dell’America del Sud, ti seguo e ti sogno,

oh tigre vocativa dei miei versi

è una tigre di simboli e ombre,

una serie di figure letterarie

e di memorie dell’enciclopedia

e non la tigre fatale, il funesto gioiello

che, sotto il sole o la diversa luna,

sta compiendo a Sumatra o nel Bengala

la sua routine di amore, di ozio e di morte.

Alla tigre dei simboli ho opposto

quella vera, quella di sangue caldo,

quella che decima le tribù dei bufali

e oggi, 3 agosto del 59,

allunga sul prato una lenta

ombra, però già il fatto di nominarla

e di congetturare le sue circostanze

la rende finzione dell’arte e non creatura

vivente di quelle che vanno per la terra.

 

Una tigre cercheremo. Questa

sarà come le altre una forma

del mio sogno, un sistema di parole

umane e non la tigre vertebrata

che, al di là delle mitologie,

calpesta la terra. Lo so bene, ma qualcosa

mi impone quest’avventura indefinita,

insensata e antica, e persevero

nel cercare lungo il tempo della sera

l’altra tigre, quella che non è nei versi.

 

Jorge Luis Borges – Poesie (1923-1976) 





INGANNI
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Non mi ero accorto di quanto fosse importante per me scrivere su equilibri dinamici. Come molte cose della nostra Vita, ce ne accorgiamo quando non le abbiamo più. L'abitudine ci ingabbia, gli schemi mentali e gli stereotipi comportamentali ci offrono approdi più tranqulli, meno impegnativi, ma proprio per questo si rivelano, nel tempo, privi di fascino. Facebook con la sua velocità di azione, mi ha catturato, portandomi a pensare che fosse il modo migliore per condividere le mie idee, i miei sogni, le mie piccole ricerche con i miei amici. Inganno della mente prodotto dalla velocità con la quale ci muoviamo, generatrice di una pericolosa illusione: quella che possa esserci una strada meno impegnativa per arrivare al risultato desiderato, nello specifico, quello di condividere con voi modi diversi di osservare e leggere la realtà esterna ed interna a noi. Solo così, a mio avviso, posso avere la possibilità di individuare semplici spunti di cambiamento necessari ad alimentare la crescita e il benessere personale, se lo si desidera. In più, dimostrare affetto, considerazione, rispetto nei confronti di un’altra persona, significa occuparsi attivamente di un altro, anche con piccoli sacrifici, cosa che ho evitato di fare nel momento in cui, per sola comodità, scelgo di percorrere strade meno impegnative, nel caso specifico, comunicare. Per fortuna, anche se con il tempo, cerco di imparare dalle esperienze, utilizzando anche la parte più razionale di me e, dato che il cambiamento parte da un’azione e le azioni non sono mai tardive, eccomi qui, pronto a ricominciare… come nuovo.

 




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