Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: cambiamento


IL PERICOLO DI AMARE SENZA AMARSI
 
indice/immagini/post_immagini/Vuotoperpieno "Quando ha chiamato ero in bagno e non mi è stato possibile rispondere immediatamente. Lo giuro. Ho contato cinque squilli. Avrei voluto morire. Chiamata persa. L'ho richiamato. le dita mi tremavano talmente forte, che con una mano dovevo tnere ferma l'altra. Utente irraggiungibile. Il baratro, di nuovo. Lo dico subito, non ho fatto gli esercizi di respirazione, non ho fatto il training autogeno, anche se so che funziona. Mi sono rannicchiata in posizione fetale in un angolo, aspettando che il vortice dal quale dico di voler uscire da un anno mi risucchiasse.

Poi, inevitabile, è arrivata la rabbia.

Contro di lui, che mi punisce sempre allo stesso modo, che, quando si degnerà di richiamarmi, mi dirà che questa domenica era riuscito a liberarsi, che avremmo potuto vederci, che, insomma, ho rovinato tutto.

Contro di me che non so farmi amare per quanto amo, che mi auto saboto in continuazione, che lo deludo sempre.

Contro la vita che mi costringe a spiare una colpa che non vedo".



Un bellissimo libro da non perdere, per chi desidera conoscere quali possono essere le trappole derivanti dalle dipendenze affettive, capaci di minare una relazione adulta.

Vuoto per pieno, Giusepina Tazzioli - Gianpaolo Del Bianco, ARGO CASA EDITRICE - ROMA





LA VIA PERCORRIBILE NON E' L'ETERNA VIA
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La via percorribile non è l’eterna Via,
 il nome definibile non è l’eterno nome.
“Nulla” si chiama il grembo del cielo e della terra,
“essere” è invece madre di tutte le creature.
L’eterno nulla vuole guardar misteri,
mentre l’eterno essere vuole osservare il piccolo.
L’origine dei due è sempre la stessa, ma i nomi son diversi.
La loro identità si dice arcana,
ancor più arcana dell’arcano stesso, porta tutti i misteri
.

 

TAO-TE-CHING


Un modello di vita, nella sua globalità, non può essere costruito a priori. Nessun consiglio viene accettato, anche quando nelle parole sono espresse le verità più assolute per il nostro caso. Si può cambiare solo quando siamo realmente pronti, ma non a seguito di programmi “motivazionali” o spinte esterne. Ciò in quanto esiste solo un modo per condurre la propria Vita, ma spessissimo lo ignoriamo. Proprio per questo, ad esempio, non è mia abitudine consigliare alcunché, semmai porto le persone a comprendere ciò che è vitale per loro stesse, in quanto convinto che sia il solo modo per progredire davvero. Faccio la stessa cosa anche nei confronti di me stesso, nei dialoghi interni, nelle domande che mi pongo costantemente o durante le mie meditazioni. Il percorso è traumatico, doloroso, non privo di incognite, di passi in avanti decisi, e altrettanti passi indietro effettuati in modo repentino e con questo progredire, l’alternanza di stati d’animo e di sensazioni anche corporee diverse. E’ dunque l’esperienza diretta, magari sbagliata, che porta alla comprensione vera di ciò che non va bene per la ricerca della Via. Il punto è che occorrono molti anni di prove, errori, cadute a volte rovinose, delusioni e vittorie inebrianti, rimanendo però sempre coerenti con se stessi. Certo le guide che scegliamo sono importantissime, ma vanno considerate l’intenzione e le finalità più profonde di chi sarà al nostro fianco. Tuttavia, come dice il grande Vittorio Arena, “il senso della Vita è un mistero. Ce ne rendiamo conto quando non ce ne rendiamo conto e smettiamo di preoccuparcene”. Questo è quello che è accaduto a me ed oggi, finalmente, il puzzle inizia a ricomporsi, con una stupenda naturalità, proprio quando non me ne sono più curato con intenzione e focalizzazione continua. Ero convinto che sarebbe stato ciò che il mio incoscio, fin da bambino, ha da sempre sognato. Nella vita privata, nel lavoro, fino alle mie passioni o ai miei hobby. Solo oggi mi rendo conto che è stata la pazienza ed il perseverare nel mantenere la direzione anche quando sarebbe stato molto più semplice cambiare,  Ecco il significato della frase del brano di Jovanotti che ho pubblicato su FB. E il viaggio non si ferma qui.





INGANNI
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Non mi ero accorto di quanto fosse importante per me scrivere su equilibri dinamici. Come molte cose della nostra Vita, ce ne accorgiamo quando non le abbiamo più. L'abitudine ci ingabbia, gli schemi mentali e gli stereotipi comportamentali ci offrono approdi più tranqulli, meno impegnativi, ma proprio per questo si rivelano, nel tempo, privi di fascino. Facebook con la sua velocità di azione, mi ha catturato, portandomi a pensare che fosse il modo migliore per condividere le mie idee, i miei sogni, le mie piccole ricerche con i miei amici. Inganno della mente prodotto dalla velocità con la quale ci muoviamo, generatrice di una pericolosa illusione: quella che possa esserci una strada meno impegnativa per arrivare al risultato desiderato, nello specifico, quello di condividere con voi modi diversi di osservare e leggere la realtà esterna ed interna a noi. Solo così, a mio avviso, posso avere la possibilità di individuare semplici spunti di cambiamento necessari ad alimentare la crescita e il benessere personale, se lo si desidera. In più, dimostrare affetto, considerazione, rispetto nei confronti di un’altra persona, significa occuparsi attivamente di un altro, anche con piccoli sacrifici, cosa che ho evitato di fare nel momento in cui, per sola comodità, scelgo di percorrere strade meno impegnative, nel caso specifico, comunicare. Per fortuna, anche se con il tempo, cerco di imparare dalle esperienze, utilizzando anche la parte più razionale di me e, dato che il cambiamento parte da un’azione e le azioni non sono mai tardive, eccomi qui, pronto a ricominciare… come nuovo.

 





CI CONOSCIAMO?
Siamo ignoti a noi medesimi, noi unomini della conoscenza,
noi a noi stessi:è questo un fatto che ha le sue buone ragioni.
Non abbiamo mai cercato noi stessi - come potrebbe mai accadere che ci si possa,
un bel giorno, trovare? [...]
Restiamo necessariamente estranei a noi stessi, non ci comprendiamo,
non possiamo fare a meno di confonderci con altri.
Per noi vale in eterno la frase: "Ognuno è se stesso il più lontano".
                         
                                                                               F. Nietzsche, 1887




EQUINOZI E SOLSTIZI

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Scoprire dentro si sé qualcosa di nuovo e nel nuovo, qualcosa di conosciuto. Questo mi comunica il passaggio da una stagione all’altra. Lo percepisco con una forza prorompente che cattura i miei pensieri e li conduce ora avanti, ora indietro nel tempo. Mi soffermo a pensare e mi accorgo che, così come nella Vita, da qualcosa che finisce inizia qualcos’altro, spesso più importante del precedente.  Può essere un pensiero, un’amicizia, una relazione, un’attività, un hobby, uno sport, un’abitudine, ogni cosa. Non è necessariamente detto che ci sia un cambiamento profondo, può essere la medesima relazione o il medesimo hobby i quali, per una semplice modifica della sequenza di pensiero o per un’esperienza maturata, diventano “semplicemente” una cosa diversa. Stagioni che passano. A ben guardare anche l’alternarsi del giorno e della notte, il buio e la luce, trasmettono una sensazione simile. E caldo e il freddo? L’odio e l’amore? La pace e la guerra?Il punto principale, ancora una volta, è che per comprendere bisogna essere pronti a lasciare andare “il vecchio” e avere la forza di vedere nel nuovo che nasce una nuova opportunità.E’ Vita, nulla di più e nulla di meno. Una meravigliosa alternanza dello yin e dello yang.




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