Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: riflessioni


QUALCHE ORA PER IL NUOVO

indice/immagini/post_immagini/2014Qualche ora e sarà il 'nuovo'. Speranze, sogni o semplici propositi si materializzano nella mente delle persone di ogni parte del globo, o quasi. Alla radice il desiderio di cambiamento, espresso nelle più disparate e poetiche forme augurali, di solito spedite tramite messaggi - a volte in modo totalmente impersonale utilizzando le rubriche di computer o smartphone - simili ai disegni  stampati sugli “underware”, nelle varie tonalità di rosso,  esposte nelle vetrine dei negozi più 'glamour'. Cambiare verso il meglio dunque, oltre quella soglia della porta temporale che azzererà il vecchio e accenderà speranze nuove.

Bello proiettarsi verso il futuro che però, almeno per ciò che penso, non assumerà significato evolutivo se non passando attraverso la riflessione su ciò che è stato, che abbiamo costruito e a volte distrutto, con le nostre azioni, le nostre scelte operate o, forse, attraverso le non scelte. Per qualcuno sono stati mesi carichi anche di dolore, per altri segnato perlopiù da successi e felicità. Nel silenzio tipico del pomeriggio di fine anno, mi fermo a riflettere sul tempo trascorso, il quale, che lo vogliamo o no, tutto muove e cambia, anche quando non riusciamo a mantenere la nostra direzione, i nostri intenti. Penso anche che dovremmo essere noi gli artefici del nostro essere, o la Vita cambierà noi nella sua eterna evoluzione, perché il mondo cambia sempre.

'Cambiano i Papi, cambiano gli stili delle chiese, cambiano i luoghi di gioco, le leggi, i sognatori ed i matti di turno. Cambiamo noi. Spesso il cambiamento è così lento da non accorgersene, da far viaggiare una basilica con il suo Papa eremita del medio evo al secolo presente, a volte è brusco, violento, senza preavviso, da lasciare attoniti e privi di fiato'. Stupendo questo pensiero letto in un libro donatomi da Enrico Cantalini da lui pubblicato in occasione di un evento drammatico come quello di una castrone naturale che lo ha visto triste e impotente spettatore.

Allora scambiamoci questi auguri con il cuore, che possa essere un anno di cambiamenti verso il meglio desiderato da ciascuno. Con o senza mutande rosse.

 

Buon Anno!





NATALE 2013
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AUGURI A TUTTI DI UN FELICE E SERENO NATALE





QUANTO PUO' VALERE UN SORRISO
 

Quanto può valere un sorriso?indice/immagini/post_immagini/Sorriso

Quanto può valere un gesto calmo, dolce, semplice ma incredibilmente armonioso come un sorriso che appare spontaneo su un volto.

Quanto può valere un volto finalmente disteso, quando l’intero universo si affaccia prorompente attraverso lo sguardo di quella persona?

Non mi viene in mente nulla che possa compensare una tale immagine capace di riempire in un solo istante di gioia il mio cuore, rendendolo leggero.

Curioso però constatare come, spesso, le persone hanno bisogno di sperimentare la perdita della fonte generatrice di quel sorriso per capire davvero cosa significa quella straordinaria fonte di leggerezza.

Una terribile curiosità mi porta a prestare attenzione ad un discorso tra due tizi seduti al tavolino del bar dove mi trovo.  Uno di loro sta dicendo  che non può provare antipatia per nessun’altro sulla terra. Dico bene! Il tempo necessario per seguire la frase successiva: “ non posso proprio provare antipatia se non verso di me, dato che non me ne frega niente di nessuno..”. Ride.

Non mi piace affatto ciò che sto pensando di fare.

Quanto può valere quel sorriso, continuo intanto a ripetermi.





RICORDANDO LUCIO DALLA
 

Glindice/immagini/post_immagini/Concertoi artisti esprimono la loro straordinarietà continuamente nel corso della propria Vita. Lo sono anche quando volano tra gli angeli, in un mondo probabilmente più simile a quello sognato nel corso della loro esistenza. Trascorrono una vita a vivere e a far vivere emozioni profonde, espresse attraverso gioia, tristezza, felicità, ricordi e mille altre sfumature come solo l’essere umano è in grado di fare. Spesso non comprendi davvero il valore della loro esistenza, se non quando non ci sono più. Dietro una notizia di poche righe, una valanga di sensazioni che difficilmente riesci a descrivere, se non in modo sommario, con le solite frasi pronunciate in modo automatico, anche se non prive di sentimento e riconoscenza.

Le persone straordinarie sanno anche che, come canta Battiato, sono come le aquile, non volano mai a stormi. Hanno tuttavia la forza di non meravigliarsi mai di questo, perché sanno che è il prezzo da pagare per chi percorre strade poco o mai battute da altri e,  così come vivono,  lasciano questa nostra dimensione di Vita.

Gli Angeli cantano con lui. A noi uomini e donne, non resta che ascoltare e magari canticchiare le sue poesie trasformate in canzoni, scritte oramai in modo indelebile nella storia.

                                                                                                                                Ciao Lucio, Aquila meravigliosa.





LA NOSTRA TIGRE
indice/immagini/post_immagini/MusanteAmore

 

Penso alla giornata appena trascorsa, a San Valentino, alla “festa” degli innamorati. Penso a tutte le persone, innamorate o no, agli entusiasti e ai cinici, ai sognatori e ai realisti, tutti sottilmente accomunati dal desiderio, più o meno celato, di amare ed essere amati. Consumismo, dolcezza, conformismo, sentimento, luoghi comuni, frasi fatte o magari stupendi silenzi. C'è di tutto. Fiori, cioccolatini di tutte le forme, vagonate di “baci Perugina”, i quali di italiano non hanno più nulla, con al loro interno i famosi biglietti che, anche qui, “non sono più quelli di una volta”, ma che conservano un ineguagliabile fascino “retrò” al quale, nemmeno le persone più disincantate e razionali, riescono a resistere, sottraendosi alla loro lettura, seppure fugace.

L’essere umano e la sua ricerca della felicità, il sue errare tra inconsapevolezze e consapevolezze, vuoti e pieni dell’anima alla ricerca della formula magica o, perché no, della persona magica.

A tutti i sognatori, pentiti e non, una poesia di Borges “L’altra tigre”, una della sue indimenticabili poesie che io amo (di sicuro!) splendida nella sua struttura, che parte subito lasciando un segno e che cresce d’intensità, trasportando la nostra anima verso un'emozione originaria, intensa, pura.

A tutti voi, meravigliosi cercatori della vostra tigre, qualunque essa sia, oggi, “the day after”.

 

L’ALTRA TIGRE

 

Penso a una tigre. La penombra esalta

la vasta biblioteca laboriosa

e sembra allontanare gli scaffali;

forte innocente, insanguinata e nuova,

lei vagherà per la sua selva e il suo mattino

e traccerà le sue orme sul fangoso

margine di un fiume di cui ignora il nome.

(Nel suo mondo non ci sono nomi né passato

né futuro, solo un istante vero.)

E percorrerà le barbare distanze

e annuserà nell’intrecciato labirinto

degli odori l’odore dell’alba

e l’odore dilettevole del cervo;

fra le strisce del bambù decifro

le sue strisce e presento l’ossatura

sotto la pelle splendida che vibra.

Invano si interpongono i convessi

mari e i deserti del pianeta:

da questa casa di un remoto porto

dell’America del Sud, ti seguo e ti sogno,

oh tigre vocativa dei miei versi

è una tigre di simboli e ombre,

una serie di figure letterarie

e di memorie dell’enciclopedia

e non la tigre fatale, il funesto gioiello

che, sotto il sole o la diversa luna,

sta compiendo a Sumatra o nel Bengala

la sua routine di amore, di ozio e di morte.

Alla tigre dei simboli ho opposto

quella vera, quella di sangue caldo,

quella che decima le tribù dei bufali

e oggi, 3 agosto del 59,

allunga sul prato una lenta

ombra, però già il fatto di nominarla

e di congetturare le sue circostanze

la rende finzione dell’arte e non creatura

vivente di quelle che vanno per la terra.

 

Una tigre cercheremo. Questa

sarà come le altre una forma

del mio sogno, un sistema di parole

umane e non la tigre vertebrata

che, al di là delle mitologie,

calpesta la terra. Lo so bene, ma qualcosa

mi impone quest’avventura indefinita,

insensata e antica, e persevero

nel cercare lungo il tempo della sera

l’altra tigre, quella che non è nei versi.

 

Jorge Luis Borges – Poesie (1923-1976) 




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