Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: ascolto, empatia


LEADERSHIP & COACHING
indice/immagini/post_immagini/CopertinaLibroGZIn un contesto sociale complesso è improcrastinabile, per un’efficace
azione di guida delle persone, curare e sviluppare competenze
in passato sottovalutate. Il volume presenta temi essenziali per tutti
coloro che attivano comportamenti di gestione e sostegno degli individui.

Saper guidare è l’essenza della leadership; tuttavia le sole abilità
direttive, il più delle volte basate sulle mere competenze tecniche,
non consentono il raggiungimento dei risultati desiderati. Saper
ispirare e motivare le persone (ma anche se stessi) diventa l’imprescindibile
nuova frontiera del gestire. Ispirare vuol dire comprendere,
indirizzare, dare e ricevere feedback costruttivi.
Il testo si contraddistingue
per i rigorosi contenuti scientifici e l’applicazione pragmatica
degli argomenti presentati, con l’ausilio di esempi in grado di
coinvolgere i lettori; vengono forniti strumenti per stimolare i leader,
i coach ed i collaboratori a sviluppare il loro potenziale mediante conoscenze,
consapevolezza e tecniche. In sostanza si mira ad incrementareil sapere, il saper fare ed il saper essere curando in particolare:le risultanze scientifiche più aggiornate; il come gestire i diversi aspetti affrontati e la verifica delle proprie competenze e modalità di azione di fronte ai comportamenti di leadership e di coaching. Il libro può costituire un valido aiuto per tutte quelle persone che vogliono cercare una indicazione per iniziare un percorso di cambiamento personale.




AMORE ED EMPATIA
indice/immagini/post_immagini/gandhiNon mi ero mai reso conto prima di guardare questo video, di come, costruire un rapport basato sull'empatia, sia in realtà una manifestazione di amore assoluto. Mi viene anche da pensare, per una stranissima associazione di idee, se dietro i vari "amò" o "tesò", che sento e leggo, ci sia davvero empatia o solo forma. Come per dire che tutto viene troncato e ridotto all'osso, velocizzatto, ridotto a vezzeggiativi meno impegnativi rispetto ai "tesoro" o "amore". Nell'era del cinico relativismo chissà, meglio forse non esporsi troppo e rischiare di manifestare i propri sentimenti?



GUARDA IL VIDEO




GUARIRE INSIEME

 

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La nostra amica Chiara Rizzello ha da poco inaugurato il sito “Briciole di pane” attraverso il quale riorganizzare e ampliare i contenuti (articoli link testimonianze) dell’omonimo blog che ha ottenuto meritati riconoscimenti per la sua opera sociale e umana: guardare a fondo nei disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, binge eating disorder) e mettere a disposizione di tutti, di chi soffre di questi disturbi e dei famliari e amici che condividono questa sofferenza, uno spazio di parola e di ascolto dove poter coltivare fiducia e consapevolezza e, soprattutto, la voglia di guarire perché guarire è possibile.
Trovare un interlocutore, una persona disposta semplicemente ad ascoltare (e ricordiamo che l’ascolto implica impegno) può essere già un primo aiuto per chi soffre (qualunque sia il male), perché spesso il malessere se non la malattia sono oggetto di un ostracismo sociale, che è il risultato di indifferenza e di egoismo, è manifestazione di un’ansia esacerbata di “tutela” verso se stessi, come se la malattia e la persona affetta dalla malattia fossero dei "disturbatori" - guastatori di un frainteso equilibrio -, come se fossero corpi estranei da chiudere fuori di noi.
Malattie come l’anoressia e la bulimia sono spesso malattie invisibili per quanto la malattia si inscriva nel corpo stesso  della persona e spesso in modo violento ed estremo: il corpo parla, dice la malattia, pur non essendo lui la causa, ma solo un tramite. Sono invisibili perché l’anoressica riesce a condurre una vita apparentemente normale, anche se la famiglia e le persone vicine sanno che così non è; invisibili perché le cause spesso sono oscure, sfuggenti, sono una nebulosa indecifrabile, e ciò che non riusciamo a decifrare, a capire ci spaventa.

A Chiara e al suo progetto va il nostro in bocca al lupo e il nostro ringraziamento!

 

Immagine di Darren Holmes: Numbing It

 





UMANA DIREZIONE

 

“Nei caroselli della menzogna

Il cavallo rosso del tuo sorriso

Gira

Dritto ben piantato eccomi qua

Con la triste frusta della realtà

E non ho nulla da dire

Il tuo sorriso è tanto vero

Quanto le mie quattro verità.”

 

Il cavallo rosso – Jacques Prévert

 

indice/immagini/post_immagini/cascata

 

Sarà per l’abitudine alla confusione, all’orgia di parole che ci bombardano in ogni secondo, sarà per i continui attacchi dei nostri pensieri (preoccupazioni, congetture, giudizi) che oramai ci assalgono saturando ogni nostro spazio e impedendoci di  assaporare il senso delle nostre azioni. Sarà.

Intanto la frenesia ci sommerge e ci governa, le nostre azioni sono sempre più improntate all’impulsività, un’impulsività che produce un agire cieco e disordinato. Corriamo in senso fisico e rincorriamo i nostri obiettivi, che si modificano di giorno in giorno di ora in ora forse perché sono un riflesso della nostra confusione e della frenesia di arrivare da una qualche parte e di arrivare in tempo, o addirittura prima, prima di qualcun altro.

I gesti sono sempre più automatici, e noi ci facciamo condurre da loro così come dalle nostre abitudini in generale, che spesso non sono una semplice e sana forma di economia ma un modo di non sentire e non sentirci, di compensare la fatica che faremmo a metterci in ascolto di noi stessi.

Ogni informazione ogni stimolo che ci proviene dall’ambiente esterno viene soprascritto a quello precedente così che nulla rimane davvero. A parte un po’di angoscia, se tutto va bene.   

Ci troviamo così a muoverci continuamente ma… verso quale direzione?

Non certo verso una dimensione umana, nel senso più ampio di questo termine.

Eppure oggi si parla molto di umanità ma ho il sospetto che più se ne parla, più ci si allontana dal vero significato che questa parola contiene.

Anche le scienze umanistiche, che cercano di dare di questa parola una definizione più puntuale, finiscono con il concentrarsi per lo più sull’aspetto metafisico del termine, rinunciando a spiegare la “natura” dell’umanità e trincerandosi dietro l’assunto che l’uomo è un essere irrazionale. In realtà, la struttura del cervello umano è la stessa per tutti gli uomini, a prescindere da razza, colore, sesso o altre caratteristiche e, a ben riflettere, nei nostri cromosomi è ancora celato il dono straordinario dell’umanità che ci ha permesso di realizzare ciò che altre specie non sono state in grado di fare evolvendo: la civiltà della terra.

Proprio in questo momento storico, nel quale il caos sembra riuscire a prevalere sulla quiete umana, bisogna raccogliere le proprie forze e indirizzare il proprio pensiero verso la riscoperta autentica del senso di umanità. E, per iniziare, potrebbe essere di grande utilità creare dei piccoli spazi, anche di pochi secondi, tra un’occupazione ed un’altra, tra un pensiero ed un altro, tra una sensazione e l’altra; piccoli spazi nei quali semplicemente “sentire” il momento presente, senza giudicare, lasciandoci cullare da un respiro diverso, quieto e profondo, finalmente ritrovato in quel breve momento di “vuoto” temporale.

 

 

 





PASSAGGI

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Walkway over the lake (foto artistica)


Riconoscere ed abbracciare la disperazione, la rabbia, lo sconforto attraverso la presenza mentale, consapevoli di ciò che accade.
L’energia che scaturisce dalla presenza mentale è come un genitore, un fratello maggiore, una sorella maggiore che
prendono in braccio il bambino più piccolo che soffre e si prendono cura di lui.
Non occorre nessuna lotta
, piuttosto occorre comprendere in modo profondo questi stati d’animo percependoli nella loro unicità, e non nella loro dualità, percependoli come appartenenti alla stessa realtà vissuta.
Non occorre nessuna lotta, ma abbracciare e curare. Sono passaggi di Vita, talvolta duri, che possono portarci a comprendere noi stessi accettando una realtà il cui significato, spesso, sfugge alla nostra comprensione.
Fabrizio, attraverso il post che vi propongo,  ne fornisce una sua interpretazione, semplice e profonda, così com’è nel suo stile, diretto e privo di ridondanze, uno stile che amo perché essenziale senza mai risultare banale.

 

***

Se muore lei, per me tutta questa messa in scena del mondo che gira, possono anche smontare, portare via, schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possiamo spengere questa luce bellissima del sole che mi piace tanto... ma tanto... lo sai perché mi piace tanto? Perché mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto... portar via tutto questo tappeto, queste colonne, questo palazzo... la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine, le 7 del pomeriggio, maggio, giugno, luglio, il basilico, le api, il mare, le zucchine... le zucchine...

(Roberto Benigni dal film "La tigre e la neve")

 

Pensare a cosa è la Pasqua, a cosa rappresenta è davvero qualcosa di fantastico, misterioso, magico, incantato e affascinante sia per chi crede sia anche per chi non lo fa.
Riuscire ad avere l'intuizione del potere dell'Amore è davvero qualcosa di irrazionale e di "strano".
Comprendere, anche se poco e per poco, che è stato solo il potere dell'Amore ad aver vinto la Morte, è qualcosa di terribilmente sconvolgente per la nostra razionalità legata fortemente alla materia.
Eppure anche l'Amore ha sofferto prima di vincere.
Eppure anche l'Amore ha esitato prima di affrontare la sofferenza.
Eppure anche l'Amore ha cercato di evitare il dolore.
Sapere che l'Amore si è comportato come si comporterebbe ciascuno di noi, è fonte di gioia e di speranza.
E' il segno che nel mondo c'è ancora posto per parole come etica e morale.
E' il segno che questo mondo può cambiare.
E' il segno che questo mondo ha in sé la forza per migliorare.
E  questa forza risiede in ciascuno di noi.
Ognuno di noi ha la forza di superare qualunque avversità-
Ognuno di noi ha la forza di superarsi, di evolversi e di migliorarsi.
Di fronte all'abisso del dolore dubitiamo della nostra "fede".
Di fronte all'abisso del dolore,  il "silenzio" di Dio ci offende.
Di fronte le nostre certezze si distruggono ed il dubbio ci assale.
Di fronte all'abisso del dolore esiste solo il male, mentre sembra che il bene se ne freghi di noi.
Cerchiamo allora conforto nelle storie di personaggi che hanno vissuto le esperienze del dolore, cercando di comportarci secondo i loro standard.
Ma tutto è vano.
Il dolore sembra vincere.
Queste erano le riflessioni di qualche giorno fa, quando in occasione della pasqua, ho sentito una mia amica che, recentemente, è stata colpita da un grave lutto familiare.
Il tono della sua voce indicava un forte turbamento emotivo.
Le parole che usava indicavano un certo scoramento.
Eppure percepivo, anche attraverso il telefono, una scintilla di rivalsa.
Un flebile respiro di quella che forza che, davanti alla disperazione, non ci fa mollare ed anzi ci costringe ad andare avanti.
Ho cercato di rincuorarla come poteva, ma avvertivo che le mie parole non erano adatte.
Ci voleva un segnale.
Chiusa la conversazione telefonica, ho comunque continuato a pensare a lei e a cosa poteva pensare di quello che ci eravamo detti.
Sapevo che DOVEVO fare qualcosa di più.
Che DOVEVO divenire uno strumento di amore.
Che avevo l'obbligo morale di lanciarle un segnale.
Ogni cosa che mi veniva in mente mi sembrava inadatta.
Ogni cosa mi sembrava misera.
Fino a quando ho lanciato una occhiata alla mia libreria.
E un libro mi è balzato agli occhi: Monte Cinque di Paolo Coelho.
Coelho, con questo romanzo, narra la storia dell'esilio del profeta Elia.
Elia, il profeta, che tra angosce e dubbi scopre di avere un compito e una funzione da assolvere che non conosce e di cui si sgomenta.
Elia Sa solo di dover attraversare molti dolori, molte tragedie, con l'anima tesa ad ascoltare la voce dell'Angelo, la voce di Dio che spesso disorienta e spinge ad affrontare prove difficili.
Ma pur sapendolo, Dio appare lontano ad Elia.
Ma pur se la sua solitudine e la sua sordità è terribile.
Elia alla fine trova dentro di sé e  tra le parole di chi lo circonda il messaggio che lo guiderà lungo la strada assegnatagli.
La sofferenza nella vita è inevitabile, il dolore fa parte dell'esperienza umana e ci colpisce all'improvviso.
A questo punto ognuno di noi deve trovare in sé la forza per attraversare la via della sofferenza perché in fondo lo aspetta la piena realizzazione della sua personalità.
Questo è il messaggio di Monte Cinque.
A quel punto sono uscito, sono andato in libreria, ho comprato una copia di Monte Cinque e l'ho spedita alla mia amica.
So che lo sta leggendo.
Sono convinto che, quando sarà giunto il momento, quel seme germinerà.

 




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