Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: società


EMOZIONI FUORI CONTROLLO
Credo che l’uomo stia smarrendo totalmente la capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni. In ogni contesto sociale vige la regola del "fuori controllo". Tristezza, ansia, grande felicità, isterismi, paure, vendette, odio, gelosie, tutto portato all'eccesso. La società si modifica velocemente, mentre l’evoluzione del nostro repertorio emozionale avviene mediante un processo lento, basato principalmente sull’esperienza, il più delle volte bruciata senza consapevolezza dei momenti vissuti. A tal proposito, ho recuperato un’intervista al premio Nobel Rita Levi-Montalcini la quale ha espresso  il suo punto di vista circa i periicoli insiti nel cattivo utilizzo della parte limbica del cervello, sede appunto delle nostre emozioni. A mio avviso le sue parole sono a dir poco illuminanti.

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PRIVACY? NO GRAZIE.

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Strane le contraddizioni del nostro mondo; da un lato facciamo quotidianamente i conti con le complicate procedure alle quali adempiere per difendere la “privacy” delle persone, dall’altra una strana voglia di mettere in piazza ogni cosa di sé, anche le più intime e riservate.  Ho trovato interessante la chiave di lettura a questo fenomeno che ci fornisce Maria Laura Rodotà nell’articolo pubblicato sul Corriere della Sera riportato integralmente.

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CORAGGIO E PAURE di Fabrizio Cipollini
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Alessandro Baricco non lascia indifferenti. E questo nuovo libro non fa eccezione, fin dal titolo: Emmaus
Emmaus ricorda il famoso episodio, raccontato nel vangelo di Luca, in cui due discepoli subito dopo la crocefissione del Cristo, in viaggio verso l'omonima cittadina di Emmaus vengono affiancate da Gesù travestito da viandante. I due discepoli non lo riconoscono ed iniziano a discutere con lui dei fatti della sua stessa passione, giunti ad Emmaus il viandante fa per prendere la strada ed i due discepoli lo invitano a trascorrere la notte con loro, visto l'approssimarsi della notte. Gesù accetta l'invito e, mentre sono seduti a tavola, spezza il pane. Nel fare questo gesto, i due discepoli lo riconoscono, ma Gesù sparisce.

Ma il titolo Emmaus serve, oltre a darci un indizio sull'andamento della vicenda, anche come costruzione del background dei protagonisti.

Quattro ragazzi sono, infatti, i protagonisti di questo romanzo: Il Santo, Kennedy, Luca e la voce narrante senza nome.

Senza nome è anche la città dove si svolge la vicenda, anche se è facilmente riconoscibile come una grande città del nord industriale nel post boom economico o nei primi anni 80.

I nostri quattro protagonisti hanno quella età che sembra eterna che si situa tra i 16 ed i 17 anni, frequentano la chiesa, dove suonano le canzoni per la messa, fanno volontariato in ospedale.

Vivono quella età in cui tutto è possibile, in cui si è padroni di tutto ed in cui tutto brucia con una passione e una velocità impressionante.

Costante della loro vita è la loro fede. Quella fede innocente, semplice e labile non ancora intaccata dal mondo e dal peccato.

Ed il mondo, nel microcosmo di Emmaus, ha un nome ben preciso: Andre.

Andre è il sogno erotico dei quattro. Una bellezza androgina, da notare il nome senza la "a", disincantata e disinibita che se ne frega della morale, praticando la fellatio davanti ai bar, e del buoncostume imposto dalla religiosità.

Andre sembra navigare leggera sulla vita, eppure, leggendo il romanzo, si scopre che ha alle spalle un tentativo di suicidio, che la sua sorella è morta il momento esatto in cui è nata e che è figlia di un prete.

All'inizio, con l'incoscienza e la potenza dei 17 anni, il Santo e l'io narrante cercheranno di "salvare" Andre arrivando a parlare con la mamma. Ma il tentativo di salvataggio, con un ironia letteraria muta, diventa la perdizione dei quattro.

Il primo a perdersi sarà Kenndy nella droga. Poi toccherà a Luca, ossessionato dal non sapere se il figlio di Andre sia il suo e dalla paura di chiedere, che si suiciderà. Infine il Santo accusato di aver ucciso un trans e deciso a scontare la pena ed i suoi peccati in carcere.

Il protagonista senza nome, che insieme a Luca, condivide una notte di sesso con Andre e Luca, si ritrova così a fare quello che abitualmente faceva.

Ma quella fede che li animava, ha ceduto sotto il peso della vita e così finisce la band che suonava in chiesa, oramai rimpiazzata da altri.

Il finale è un finale amaro e dolce, romantico e drammatico, di fede e di non fede. E' il finale di chi ha amato Dio di un amore infinito e cieco, poi ci ha fatto a botte e dopo cerca di fare pace su una base di una fede e di un rapporto completamente nuovo.

Il tipico rapporto da peccatore e penitente, un po' come la parabola evangelica del figliol prodigo, anzichè da innocente saccente ed onnipotente.

Superfluo elogiare la prosa di Baricco, una prosa ricca e fluente, meno poetica di Oceano Mare, forse più vicina a Castelli di Rabbia, ma altrettanto evocativa e capace di tratteggiare e dare spessore a città e personaggi senza nome.

Una scrittura capace di toccare le varie corde delle emozioni, rimanendo sempre coerente e sempre in guida del racconto.

Unica nota, a mio parere, stonata è lo stereotipo del prete pedofilo e sessuomane, ma per fortuna non essenziale alla fabula.

Sicuramente un libro da comperare e leggere.

 

 





SOCIETA'

 

REALITY... NOT FANTASY 

 

 

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SILENZIO
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C’è troppo rumore.

Non parlo dell’inquinamento acustico, ma di quella interminabile sequenza di informazioni  martellanti e comportamenti umani, spesso privi di ogni significato, che ci circondano. Aggressioni verbali e comportamentali per strada, nei negozi, all’uscita di scuola, nelle assemblee condominiali, in banca, in fila alle poste, in coda nel traffico, al distributore,  durante le riunioni di lavoro, nei talk show,  tra “amici”, nelle “plasticose” pagine dei social network.

Assordante frastuono.

Forse è per questo che l’ascolto è diventato impossibile. Non parlo del sentire, ma dell’ascoltare in modo attivo, della comprensione profonda che deriva dalla possibilità di dedicare del tempo, non importa quanto, per poter entrare nell’altro e stare al passo con l’altro.

Perché non darci questa possibilità? Potremmo cominciare con qualche minuto al giorno, magari stando in silenzio per sentire cosa si muove dentro di noi, per darci la possibilità concreta di sentirci davvero vivi.

Cosa costa provare?




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